Grossi guai per Lodetti Alliata: appalto revocato a Catania. E nel Park Vittoria affiora pavimento romano: “Intervengano i Cc”

15/4/2015 – Nuove nubi si addensano sugli appalti di Filippo Lodetti Alliata, il costruttore del Park Vittoria di Reggio Emilia, inguaiato dalle intercettazioni dell’inchiesta Expo.
A Catania la Giunta guidata dal sindaco Enzo Bianco, dopo un mese di riflessione e inchieste interne, ha revocato l’appalto per la costruzione del parcheggi Sanzio. Per la precisione  la Giunta catanese “con un proprio atto d’indirizzo, ha disposto di annullare i provvedimenti con cui l’allora direttore dell’Ufficio speciale Tuccio D’Urso aveva consentito l’avvio dell’appalto”. Non è tutto: l’intera documentazione verrà trasmessa “alla Procura della Repubblica di Catania, alla Procura generale della Corte dei Conti di Palermo e all’Agenzia nazionale anticorruzione». L’appalto era già finito al centro dell’iinchiesta antimafia Iblis.

Al centro dell’appalto c’è (o meglio, c’era) la Catania Parcheggi Spa, formata per l’’1 % dal Consorzio Cooperative Ciro Menotti di Ravenna e per il 99 % dalla palermitana Final Spa, di Filippo Lodetti Alliata. La Final, che ha una sede anche a Bibbiano, controlla anche la Reggio Emilia parcheggi che, tra vissicitudini di vario genere (anche finanziarie)  sta costruendo i box interrati di piazza della Vittoria.
La stessa società controllata da Final sta gestendo in via provvisoria  il parcheggio Zucchi dopo che il comune, con una determina del dirigente Magnani, ha revocato la concessione alla società Apcoa. Che a sua volta pretende dall’amministrazione un risarcimento monstre di 30 milioni di euro.
A Catania la società di Lodetti Alliata aveva ottenuto dalla Regione Sicilia un contributo di 16 milioni per un’opera in project financing da 39 milioni. Ciò, insieme a questi procedurali non di poco conto, ha fatto scattare in gennaio gli esposti del gruppo Argo Catania alla Procura della Repubblica, al comune etneo, alla commissione parlamentare antimafia e all’Autorità nazionale anticorruzione.
Vedremo se la decisione della Giunta Bianco avrà riflessi a Reggio Emilia. Vedremo come affrontera la questione il Comune. Certamente i lavori del parcheggio vanno a rilento, non ultimo per le prescrizioni imposte dalla Soprintendenza Archeologica a causa dei tesori di epoca romana e medievale che stanno affiorando nel cantiere.

È venuto alla luce, e si è appreso in questo giorni, il pavimento in cocciopesto, con tessere di mosaico, risalente al primo secolo dopo Cristo. Una testimonianza eccezionale, anche per la sua ampiezza, di una domus romana.

I CONSIGLIERI M5S: SUI MOSAICI ROMANI AVEVAMO RAGIONE. ORA INTERVENGANO I CARABINIERI

“Da più di un anno come MoVimento 5 Stelle abbiamo ripetuto che sotto il Park Vittoria erano presenti dei mosaici di epoca romana di estremo pregio, e i fatti ci hanno dato ragione. Appena abbiamo saputo nel 2013 i dati dei carotaggi, in particolare del saggio S10, c’era la certezza di questo rinvenimento. Abbiamo più volte sottolineato che le operazioni di realizzazione del diaframma potevano costituire un potenziale rischio di distribuzione per le opere di pregio sottostanti, tanto che l’allora consigliere Matteo Olivieri presentò un esposto ai Carabinieri del nucleo delle belle arti di Bologna a tutela del nostro patrimonio archeologico.

A seguito dei recenti ritrovamenti che confermano la nostra tesi, auspichiamo e sollecitiamo una visita dei carabinieri per verificare eventuali danni causati dalle strutture in cemento armato. Oltre a ciò chiederemo quanto prima un sopralluogo della commissione comunale competente per poter constatare il reale buono stato delle opere musive. Bisognerebbe incominciare a chiedersi quante cose possono essere state deturpate da un diaframma e da un’amministrazione che ha sottovalutato il patrimonio archeologico della nostra città concedendo la realizzazione di un parcheggio interrato in quella location”.

(Il gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle Reggio Emilia)

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