Addio a Judith Malina, protagonista del Living Theatre e della ribollente stagione di Reggio Emilia

12/4/2015 –  Si è spenta all’età di ottantotto anni a New York Judith Malina, grande artista e fondatrice insieme a Julian Beck del Living Theatre nel lontano 1947. Judith Malina fu anche protagonista della ribollente stagione del Living a Reggio Emilia negli anni Settanta: la compagnia, scacciata dappertutto,  fu ospitata per mesi in città su invito del sindaco Renzo Bonazzi. Momenti in cui, tra Living Theatre, avanguardie letterarie e artisti di Fluxus, Reggio Emilia – sull’onda della novità dell’eurocomunismo – balzò al centro della scena culturale europea. Momenti mai più ripetuti. 

A dare l’annuncio della scomparsa di Judith Malina è la Federazione anarchica (Fai) di Reggio Emilia. Con la sua denuncia teatrale, il Living fu “a fianco ai poveri, ai senza casa, ai neri e, sopratutto, alla protesta giovanile contro la guerra. La loro esperienza, come è stato scritto in questi giorni, fu “la più importante rivoluzione culturale libertaria che il palcoscenico abbia vissuto”. 

“La loro visione anarchica, comunitaria e pacifista costituì un laboratorio artistico e umano unico nel suo genere – scrive la Fai Reggiana – Abbiamo avuto la straordinaria fortuna di averli conosciuti a Reggio Emilia negli anni Settanta  partecipando alle loro rappresentazioni teatrali e di averli frequentati bene durante le “Giornate Libertarie” del giugno del 1980. Con Julian Beck e Judith Malina organizzammo alla Caserma Zucchi la rappresentazione teatrale “Sette rappresentazioni sul sadomasochismo politico” alla presenza di oltre milleciquecento giovani. Le “Giornate Libertarie” furono, anche, l’occasione per vedere il Living Theatre unito nella sua interezza con una trentina di attori in scena.

 Furono nostri ospiti per una settimana durante la quale ci furono incontri s ull’anarchismo e conversazioni sul teatro libertario. 
Vogliamo ricordare la grande festa organizzata dalla Federazione Anarchica Reggiana al Circolo Berneri, in via don Minzoni, in occasione della loro partenza; per la grande affluenza, i pasti si dovettero tenere fuori dal circolo, nella strada, in piena coerenza e continuità con la visione collettiva del Living Theatre. Fu una serata indimenticabile, con momenti di profonda intensità, vicinanza ideale e di solidarietà”. 

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