A S. Ruffino il ricordo di don Terenziani, trucidato dai partigiani. Appello di Pagliani a sindaco e cattolici di sinistra: “Anche voi dovete esserci”

25/4/2015 – Il settantesimo della Liberazione è anche il settantesimo della seconda guerra civile cominciata il 25 aprile 1945 e contrassegnata da una sequenza impressionante di eccidi, fosse comuni, delitti politici perpetrati dai partigiani comunisti con la regia politica di chi voleva fare “come in Russia”. Tuttavia ancira una volta la politica e gli storici hanno perso l’occasione per riconciliare l’Italia con la propria memoria e spiegare ai giovani cosa effettivamente accadde in quegli anni. Anzi, il settarismo ha preso piede ancor più rispetto al passato – come dimostrano le celebrazioni pur sontuose di Casa Cervi, dove il palco e gli eventi sono sbarrati a qualsiasi democratico non di sinistra – sino a emarginare o impedire ogni manifestazione non in sintonia col pensiero unico. La mobilitazione contro la anifestazione della Lega Nord a Reggio ne è un’ulteriore dimostrazione.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani


Nondimeno la verità è più forte dei silenzi, e mai come oggi,in questo settantesimo, si moltiplicano le iniziative volte a ricucire le pagine strappate della storia d’Italia.
Va senz’altro collocata in questo movimento la commemorazione di Don Carlo Terenziani domani, domenica 26 aprile alle 18, al cimitero di San Ruffino di Scandiano. Don Terenziani, sacerdote di Ventoso e Cà de Caroli, fu assassinato dai partigiani comunisti il 29 Aprile del 1945.
Come le commemorazioni precedenti anche questa è promossa da Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in Comune a Reggio e in Provincia. E ancora una volta, Pagliani lancia un appello al sindaco di Scandiano e ai consiglieri comunali, almeno quelli cattolici, perchè partecipino al ricordo di don Terenziani. Rilancia, inoltre, la proposta di intitolare una via al sacerdote assasdinato a guerra finita.

“Oltre nove anni fa avevamo chiesto a gran voce che venisse cambiata la lapide  esistente presso il cimitero di San
Ruffino che riporta la dicitura errata “tragicamente scomparso” pur sapendo tutti ormai che Don Carlo Terenziani fu barbaramente assassinato – dichiara Pagliani – Chiedemmo inoltre l’intitolazione di una via in suo ricordo all’interno delle di vie di nuova intitolazione nel Comune di Scandiano.

Oggi, Proprio in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione chiediamo di ricordare anche chi è stato ingiustamente sacrificato nei giorni della Liberazione. Chi era Don Carlo Terenziani e quanto bene abbia fatto alla comunità locale – aggiunge l’avvocato di Arceto – possono testimoniarlo gli archivi parrocchiali e curiale della
nostra provincia, oltre ad innumerevoli testimonianze locali”

“Don Carlo – ricorda – fu barbaramente assassinato dai partigiani comunisti a guerra finita il 29 Aprile del 1945, come riportato dal libro “La chiesa reggiana tra fascismo e comunismo” di Rossana Maseroli e ripreso dal saggio di Giampaolo Pansa “Il sangue dei vinti”. E’ storiograficamente falso omettere i meriti di un prete che realizzò chiesa, asilo e cimitero a Cà de Caroli, oltre all’opera instancabile compiuta per tutta la sua breve vita al servizio dei suoi fedeli. L’ateismo e la menzogna storica che buona parte della stessa sinistra  ha per tanto tempo professato, dovrebbero dare spazio, dopo settant’anni alla decenza e al decoro di un riconoscimento ed una ferma condanna di quel terribile episodio”.
Pagliani conclude un appello “al Sindaco e ai consiglieri comunali cattolici affinché con noi si impegnino in futuro a ricordare la memoria di questo operoso sacerdote assassinato
barbaramente assassinato”.

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