Udienza antimafia. Rinviata la decisione sulla confisca dei beni di Francesco Grande Aracri

4/3/2015 – Il Tribunale di Reggio Emilia, presidente Caruso, si è riservato di decidere sulla confisca dei beni per oltre tre milioni euro nei confronti di Francesco Grande Aracri di Brescello (fratello di Nicolino, boss del clan cutrese bene insediato nella Bassa, e al centro dell’operazione Aemilia) e della moglie. I beni erano stati sequestrati in via preventiva nel novembre 2013: il primo caso del in Emilia Romagna, in cui erano state applicate le nuove norme sul sequestro innvia preventiva contenute del codice antimafia. 
Oggi nell’Aula dell’Assise a palazzo di Giustizia, per l’udienza conclusiva del procedimento, erano presenti tra il pubblico anche Enrico Bini e diversi esponenti di Libera. 
Il Tribunale ha acquisito una memoria  del pm della Dda di Bologna Mescolini, che ha sostenuto l’accusa. Poi sono intervenuti gli avvocati Sivelli di Modena e Migale di Reggio Emilia, difensori di Francesco Grande Aracri (non presente al processo), i quali hanno chiesto il rigetto della confisca. 
Gli avvocati hanno fra l’altro contestato il  conteggio della “sproporzione” tra patrimonio accumulato negli anni e capacità reddituali, negando inoltre il carattere fittizio dell’intestazione a terze persome di parte di beni sottoposti a sequestro. IN particolare, Sivelli ha fatto valere una sentenza della Cassazione, pubblicata pochi giorni fa, che limita i beni confiscabili a quelli accumulati nei periodi temporali in cui si è manifestata la condotta criminosa. 
L’udienza si è conclusa con il rinvio della decisione della Corte che non presumibilmente non avverrà prima di quindici giorni. 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *