Turisti, studenti e immigrati circolano liberamente, i parchi giochi no. Vincoli e lungaggini Ue minacciano l’industria “fun” di Reggio

3/3/2014 – L’Italia è tra i primi produttori di attrezzature per i parchi divertimento al mondo con quote di esportazione che superano il 90% e un fatturato globale del settore stimabile a circa 250 milioni di euro/anno. 
Su oltre 90 costruttori che hanno fondato l’EAASI, European Association of Amusement Supplier Industry, 40 sono Italiani appartenenti ai due distretti produttivi in Emilia Romagna e in Veneto. Questo dimostra quanto sia importante l’industria italiana in questo settore. Il Consorzio Fun Italian Export, nato nel 2001 per promuovere l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane produttrici di attrezzature per parchi divertimento grazie al supporto di CNA Servizio Estero, si è fatto promotore di un’interrogazione parlamentare urgente che nei giorni scorsi è stata depositata nella Commissione Europea a Bruxelles dall’On. Patrizia Toia.
 
Le motivazioni alla base di questa azione istituzionale sono state illustrate in una conferenza stampa tenuta questa mattina presso la sede provinciale CNa alla presenza di Fabio Bezzi, Direttore Cna Reggio Emilia, Alfeo Carretti, Presidente Cna Servizio Estero, Francesco Ferrari, Presidente Consorzio Fun Italian Export e Vice Presidente A.N.C.A.S.V.I. (Associazione Nazionale Costruttori Attrezzature Spettacoli Viaggianti) e Gianni Chiari, Membro CdA Consorzio Fun Italian Export e segretario tecnico dell’associazione. 
 
L’oggetto della discussione è la normativa europea del settore sulla libera circolazione delle attrezzature per i parchi divertimento nell’Unione Europea che sta penalizzando (ingiustamente) le aziende italiane al centro, appunto, dell’iniziativa sostenuta a Strasburgo da Patrizia Toia. 
 
“Il cuore delle azioni di CNa – ha sottolineato Fabio Bezzi – è il lavoro di diplomazia e rappresentanza, spesso svolto nel silenzio, delle problematiche che impediscono alle imprese vere e sane di essere competitive a livello globale. La conferenza stampa di oggi è una testimonianza di questo lavoro perché l’Italia ha bisogno, soprattutto in questo momento ancora di grande difficoltà per tutti i settori dell’economia, di imprese che rappresentano un’eccellenza mondiale. Dovrebbero essere incentivate e non vessate da lungaggini burocratiche e vincoli restrittivi che soffocano la produttività delle nostre imprese e contribuiscono ad allontanare i potenziali investitori sia italiani che stranieri”.
 
“Il Consorzio Fun Italian Export – aggiunge Alfeo Carretti – è il fiore all’occhiello dei consorzi domiciliati presso Cna Servizio Estero. Grazie alle segnalazioni delle nostre imprese e al lavoro di sinergia con tutto il sistema Cna, il “fare rete” è stato fondamentale per avanzare delle richieste chiare ai più alti organi competenti nella Commissione Europea”.
 
Le attrezzature per i parchi divertimento non hanno in Europa una loro direttiva specifica che comporti la marcatura CE e che consenta la libera circolazione nell’Unione. Anche se anacronistico, ancora oggi le attrazioni per parchi divertimento sono soggette a controlli e certificazioni nei diversi Paesi con una duplicazione di procedure e costi, che diventano insostenibili per le piccole e medie imprese del nostro Paese, oltre alle problematiche legate alle diverse interpretazioni dei requisiti di sicurezza.
 
“Abbiamo bisogno di unità, fiducia, meno burocrazia, rapidità e supporto con le autorità istituzionali europee, nazionali e locali – sottolinea il Presidente del Consorzio Francesco Ferrari, amministratore delegato della Preston & Barbieri Srl – non possiamo esportare in tutto il mondo e avere problemi proprio nell’Unione Europea. Servono regole comuni per produrre in tutta sicurezza ma senza inutili e onerosi adempimenti burocratici per le imprese”.
 
Per questo motivo la Commissione Europea è chiamata a rispondere a due quesiti: se intende verificare l’effettiva esistenza di eventuali limitazioni alla libertà di circolazione dei beni; se ritiene di dover avviare una procedura di armonizzazione delle certificazioni delle attrezzature per i parchi divertimento.
 
“Più controlli e meno carta – conclude l’Ing. Gianni Chiari – questo chiedono le piccolissime, piccole e medie imprese italiane del settore. Dopo aver conquistato fette di mercato importanti e aver creato un indotto di tutto rispetto, non possiamo perdere competitività in Europa per recepire normative pensate per altri settori come quelle che arrivano, in particolare, dal settore delle costruzioni”.
 
Il Consorzio Fun Italian Export rappresenta un’eccellenza mondiale e non è nuovo a importanti risultati: determinante è stato il suo contributo per le modifiche al Decreto ministeriale in materia di norme di sicurezza spettacolo viaggiante e più recentemente è risultato vincitore dell’appalto della Provincia per il progetto innovativo “Giostre per tutti” finalizzato a garantire la possibilità alle persone diversamente abili di fruire dei parchi divertimento. Una curiosità: tra pochi giorni il Capital Park Dushanbe, costruito dall’azienda reggiana Preston & Barbieri che nel 2012 aveva avuto l’onore di installare una sua giostra in Piazza San Pietro a Roma, riceverà a Mosca il premio come uno dei migliori parchi divertimento dell’Asia centrale.
 

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