“Sciogliete il consiglio di Brescello”. Claudio Fava, vicepresidente Antimafia, scrive a Mattarella e al Prefetto

19/3/2015 – Ndrangheta a Reggio e amministrazioni inquinate: è ancora tempesta sul sindaco di Brescello Marcello Coffrini che si ostina a non dimettersi, e di riflesso sul Pd che non riesce a imporgli (forse per poco di vigore) il  famoso passo indietro. Il vicepresidente della commissione Antimafia Claudio Fava è intervenuto per chiedere addirittura lo scioglimento del consiglio comunale del paese di Don Camillo.

Ieri è scesa in campo deputata reggiana del Movimento 5 Stelle Maria Edera Spadoni, che è intervenuta in aula rivolgendosi al presidente della Repubblica Mattarella per chiedere la rimozione di Coffrini. 
“La presidente della commissione antimafia Rosy Bindi ha definito Coffrini un sindacl inadeguato al suo ruolo. Parole che pesano come pietre sono state pronunciate anche dal fondatore di Libera Don Luigi Ciotti che afferma ‘sconcertante quanto denunciato da Cortocircuito’. L’intervento del presidente della Repubblica sarebbe una presa di posizione fortissima verso quei sindaci che tutti i giorni si spendono in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata. Non ci devono essere ombre su chi gestisce la cosa pubblica. Marcello Coffrini deve essere destituito”. 

Oggi invece è tornato alla carica il deputato Claudio Fava, vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, dopo la lettera al Capo dello Stato con la richiesta di destituzione del primo cittadino di Brescello. A Reggio Emilia, ospite del centro di documentazione sulle mafie di Via Filippo Re, Claudio Fava ha annunciato di aver chiesto al presidente Mattarella non solo la rimozione di Coffrini ma anche di valutare la possibilità di sciogliere il consiglio comunale di Brescello. 

Il  deputato dell’antimafia ha inoltre inviato un’altra missiva al prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto per chiedere l’istituzione di una commissione d’accesso (ispettiva) sul comune di Brescello. Ha inoltre duramente criticato la “leggerezza” del sottosegretario Delrio per il viaggio elettorale a Cutro, e il Pd per non aver ancora ottenuto le dimissioni di Coffrini. 

LE LETTERE
Nella lettera al presidente Mattarella, Fava chiede di “prendere in considerazione l’articolo 143 del testo unico sugli enti locali (scioglimento dei consigli comunali e provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso), che contempla lo scioglimento con decreto dei consigli comunali e la rimozione di sindaco e giunta con decreto del presidente della Repubblica”.

In quella al prefetto di Reggio Emilia chiede invece di valutare le condizioni perché si istituisca una commissione d’accesso per fugare ogni dubbio sul fatto che esistano “concreti , univoci e rilevanti elementi su collegamenti anche indiretti con la criminalità di tipo mafioso degli amministratori o su forme di condizionamento degli stessi, tali da determinare un’alterazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni”. La relazione della commissione sarebbe inviata, in tal caso, al ministro degli Interni che dovrà decidere se chiedere lo scioglimento del consiglio comunale.

COFFRINI

“Il sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, non è stato preso di sorpresa dai ragazzi di Cortocircuito. Conosceva l’argomento della conversazione e ha avuto tutto il tempo di prepararsi le risposte da dare. Le cose che ha detto sono gravi, a maggior ragione dopo che oggi si è appreso in un’intercettazione che il fratello di Francesco Grande Aracri (il boss che vive a Brescello condannato a 3 anni e otto mesi per associazione di stampo mafioso), Nicolino, ha minacciato di morte il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza”.
 
“Come è possibile che, da una parte ci sia un fratello che vuole organizzare la soppressione di un sindaco e, dall’altra, un altro fratello, condannato per mafia, che gode della benevolenza di un sindaco? – si è chiestomFava – Lo Stato deve dirci da che parte vuole stare. Coffrini si doveva dimettere subito dopo quell’intervista:  non poteva non sapere chi è e cosa rappresenta la famiglia Grande Aracri su questo territorio dato che ci sono rapporti della prefettura che dimostrano come Francesco Grande Aracri fosse un capocosca in questa zona, che la sede di questa cosca era a Brescello e Gualtieri. Inoltre non poteva non sapere che a Francesco Grande Aracri erano stati sequestrati beni nel 2013 e che era stato condannato per mafia. Da tredici anni in questa provincia si sa qual è il peso criminale di questa famiglia e si sa che Brescello è il fulcro di tutto. Poi leggiamo le dichiarazioni di questo sindaco:’o è uno sprovveduto, oppure ha qualche ragione a dire certe cose”. 

Alla domanda di cosa pensa del fatto che il sindaco di Brescello gli ha risposto che è felice che della vicenda se ne occupi il presidente della Repubblica, Fava replica: “A noi preoccupa la sottovalutazione di Coffrini. Devo dire che ci saremmo anche aspettati una reazione diversa dal consiglio comunale di Brescello.

LA DEBOLEZZA DEL PD REGGIANO 
Sul viaggio di Delrio a Cutro e sulla debolezza del Pd reggiano,  Fava ha detto:  “Penso che un grande partito come il Pd abbia gli strumenti per ottenere che Coffrini non sia più sindaco. Se questo partito vuole, le sue dimissioni le ottiene (per la verità i sindaci del Pd hanno più volte chiesto un passo indietro a Coffrini che lui ha sempre negato, cosa ostacolata dal fatto che il sindaco di Brescello non è attualmente iscritto al Pd, ndr). Su Delrio credo invece che sia stato un atto di leggerezza il fatto di andare a Cutro a quella processione prima della campagna elettorale dato che, proprio da Cutro, arriva la famiglia Grande Aracri”. 

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