Scandiano, il Pd fa impallidire Crozza: censura e corregge odg di Forza Italia senza avvertire nessuno

7/3/2015 – In consiglio comunale a Scandiano, ieri sera, è accaduto qualcosa da annali della  politica di regime.  Un documento dell’opposizione è stato modificato a piacimento dalla maggioranza Pd che lo ha comunque  presentato sulla carta intesata dell’opposizione anche se pieno  di correzioni, senza firma  né paternità, che ne hanno stravolto il significato. Il gruppo democrat non si è scomodato a presentare emendamenti o documenti contrari, come vuole la regola. No: ha semplicemente censurato l’ordine del giorno della minoranza, e senza avviare la consigliera presentatrice, Elena Diacci di Forza Italia. Non si ha memoria di un fatto del genere in un’assemblea elettiva. Roba da cartoni animati, forse da consiglio comunale di Brescello con sindaco non Coffrini, ma Peppone. 
Evidentemenre  a Scandiano il partito considera ancora il consiglio comunale come cosa propria, o qualcuno che non conosce l’abiccì della politica ha creduto di fare lo spiritoso. 
O forse la cosa si spiega col fatto che l’odg presentato da Elena Diacci, e stravolto a sua insaputa,  affrontava  un tema  caldo su cui il Pd è diviso e chiaramente in difficoltà: gli ambulanti abusivi extracomunitari nei parcheggi. Anche perchè tra quelle che persone che cercano di sbarcare il lunario non manca chi intimidisce gli automobilisti, specialmente se sono donne o anziani.  Il risultato politico é che la consigliera è stata costretta a votare contro il suo stesso documento, Anche questo è un record. Elena Diacci ora, presenterà un esposto al Prefetto. 
Ma sentiamo il suo racconto. ” Ieri sera  la maggioranza ha compiuto un gravissimo atto nei confronti dell’opposizione – denuncia Elena Diacci – di  fronte della presentazione da parte mia dell’Odg avente ad oggetto il contrasto ai venditori extracomunitari nei parcheggi di Scandiano. Il gruppo consiliare del PD,   senza nessuna consultazione né discussione con la sottoscritta – unica firmataria dell’Odg –  ha proceduto alla modifica dello stesso con un totale ribaltamento del contenuto e quindi dell’indirizzo politico che si voleva dare”. 

Prosegue Diacci: “Neanche avvertita di ciò, mi sono sentita leggere in consiglio da un consigliere del PD il mio ordine del giorno e stupefatta da quanto ho sentito, non riconoscendone il contenuto,  ne ho richiesto copia per  vedere cosa vi fosse scritto: solo a quel punto mi sono accorta che il documento letto dal PD riportava il simbolo di Forza Italia e la mia firma,   con numerose integrazioni ed omissioni rispetto al documento originale, solo evidenziate con colore diverso e senza altre firme né simboli di altri gruppi”. 
A quel punto ha chiesto l’immediata sospensione del Consiglio e la convocazione di una riunione dei capigruppo: ” La maggioranza palesemente in difficoltà  – racconta la consigliera –  ha chiesto aiuto al Segretario Comunale, che però non ha saputo sul momento dare un indicazione precisa sul da farsi”. 

Cos’è accaduto? “Il Pd scandianese ha allora deciso ugualmente  di proseguire con la discussione e la votazione di quell’ Ordine del Giorno da me disconosciuto,  ignorando le precise disposizioni del Regolamento del consiglio comunale a riguardo, che  prevedono come eventuali emendamenti debbano in ogni caso essere redatti per iscritto,  consegnati al Presidente del Consiglio e da quest’ultimo letti”. 

“Incredibili – aggiunge – anche le resistenze opposte ieri dai consiglieri di maggioranza, e questa mattina  dagli uffici comunali per la consegna di copia del documento approvato, che infatti ieri non è stato distribuito. E oggi, alla mia richiesta scritta di avere immediata copia di quelle poche pagine, mi sono sentita rispondere in forma non chiara per la mera  presa visione”. 
Insomma, un pasticcio che ha mette in imbarazzo la presidenza del consiglio e la burocrazia comunale, perchè se le cose stanno così la delibera è suscettibile di annullamento seduta stante. Soprattutto una lezione di cattiva democrazia. 

“A prescindere dalla violazione del regolamento a mio avviso palese – conclude Diacci – vedere approvato dal Consiglio un Ordine del Giorno a mia firma e con simbolo del mio partito, totalmente stravolto e risultante ora, dopo le modifiche apportate dal Pd,  addirittura favorevole all’operato della Giunta, ritengo sia un fatto grave che deve essere oggetto di censura, affinchè non si ripeta più in futuro.

Per questo motivo segnalerò l’accaduto al Prefetto perché possa prendere esatta conoscenza dello stesso ed eventuali provvedimenti, anche chiarificatori a riguardo” . 

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2 risposte a Scandiano, il Pd fa impallidire Crozza: censura e corregge odg di Forza Italia senza avvertire nessuno

  1. Nadia Rispondi

    08/03/2015 alle 09:33

    la dittatura è vicina? no, c’è già!

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    08/03/2015 alle 16:45

    Falso in atto pubblico. La falsità è materiale quando è la provenienza dell’atto in sé a essere fasulla, alterata o contraffatta. Gli artt. 476, 477 e 478 prevedono tre distinte fattispecie di falsificazione materiale ovvero contraffazione e alterazione commesse dal pubblico ufficiale, aventi a oggetto rispettivamente atti pubblici, certificati o autorizzazioni amministrative e copie autentiche di atti pubblici o privati e attestati del contenuto di atti.indipendentemente dalla verità dei fatti in esso attestati.

    Art. 476 Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici: Il pubblico ufficiale, che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma, in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero, è punito con la reclusione da uno a sei anni. Se la falsità concerne un atto o parte di un atto, che faccia fede fino a querela di falso, la reclusione è da tre a dieci anni.

    (Mi fa pena il segretario comunale che non sa che pesci pigliare; ha dimostrato di essere impreparato e incompetente o semplicemente sottomesso a una parte politica … Mah!?)

    Denuncia immediata alla Procura della Repubblica e al Prefetto. L’imbecillità dell’atto, (da parte di chiunque ne sia l’autore) non sminuisce il grave reato.

    Saluti e schiena dritta, senza paura,
    Alessandro Raniero Davoli

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