Ospedale S. Anna, giù le mani dal punto nascita. Pagliani porta il caso in Provincia: “Deroga per il territorio disagiato”

29/3/2015 – Si moltiplicano le iniziative contro la chiusura del reparto di Neonatologia del Sant’Anna di Castelnovo Monti: un provvedimento motivato per “ragioni di sicurezza” in quanto il Sant’Anna è sotto la media stabilita a livello nazionale di 500 parti all’anno. In realtà le donne della montagna reggiana verrebbero condannate a partorire anche a 70 km di distanza da casa, con tutti i rischi connessi al trasporto d’urgenza. La chiusura di Neonatologia sarebbe un nuovo colpo alle speranze di ripresa della montagna: è chiaro che le giovani coppie avrebbero una ragione di più per abbandonare l’Appennino e scendere a valle. 
Molte forze sociali hanno fatto sentire la loro voce, compresi Cgil, Cisl e Uil. Venerdì i  sindaci dell’Unione dei comuni
montani ha preso posizione unanime. Intanto il caso approda in Consiglio Provinciale con un Ordine del giorno del gruppo Terre Reggiane-Forza Italia, firmato dal capogruppo Giuseppe Pagliani. Nel documento, Pagliani chiede un intervento sulla Regione perchè mantenga aperto il “punto nascita” di Castelnovo Monti, come prevedono lenormàtive vigenti,  perchè situato in territorio disagiato. 

L’ORDINE DEL GIORNO DEL GRUPPO TERRE REGGIANE IN PROVINCIAIL DOCUMENTO DEI SINDACI DELLA MONTAGNA: INCONTRO A METÀ APRILE CON IL DIRETTORE AUSL NICOLINI

Nella giornata di venerdì si è svolto nella sede dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano, in via dei Partigiani a Castelnovo, un incontro con tutti i Sindaci ed i
rappresentanti dei 10 Comuni del distretto. Si è parlato anche della situazione dell’Ospedale castelnovese. 
Questa la nota congiunta sottoscritta da tutti i Sindaci: “Nei giorni scorsi si è sviluppato a livello mediatico un ampio dibattito sul futuro dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti. A tal proposito, come Sindaci dei 10 Comuni dell’Unione Montana dell’Appennino Reggiano ci siamo riuniti esprimendo una posizione unanime a difesa di un servizio ritenuto fondamentale.

Nel contempo abbiamo concordato di promuovere un incontro entro metà aprile col direttore dell’Ausl di Reggio Emilia Dottor Nicolini per acquisire informazioni precise e puntuali sia sull’Ospedale, per il nostro territorio presidio importantissimo per gli aspetti sanitari ed elemento portante della tenuta sociale, sia in generale sui problemi sanitari”

 CGIL-CISL-UIL: SALVAGUARDARE I SERVIZI SANITARI IN MONTAGNA
 
“I servizi sanitari del distretto montano vanno salvaguardati, garantendone la sicurezza e non usare la stessa a pretesto per un lento smantellamento: neanche la futura presenza del Mire sia il motivo per impoverire un territorio.
Le recenti dichiarazioni dell’assessore Venturi rese davanti alla commissione consiliare regionale in merito alla riorganizzazione degli ospedali suscitano una giusta preoccupazione e si rendono necessari dei tempestivi ed opportuni chiarimenti da parte della politica e dei vertici delle aziende sanitarie reggiane.
Nessuno mette in discussione che le riorganizzazioni delle reti ospedaliere debbano garantire innanzitutto la totale sicurezza dei pazienti e, in questo caso, sia dei bambini che delle madri.
Siamo a conoscenza delle risposte fornite dal direttore generale che ricordava come da tempo l’Ausl di Reggio Emilia e l’Asmn avessero avviato collaborazioni importanti rispetto al punto nascita di Castelnovo ne’ Monti, sorprendono pertanto le affermazioni dell’Assessore regionale che rendono oggi necessarie immediate rassicurazioni sulla continuità delle funzioni svolte nel distretto ospedaliero montano.
Riteniamo sia necessario dare certezze, confermando così le sinergie in essere. Queste ultime, in base anche ad un’attenta valutazione dei risultati fin qui ottenuti, non possono che essere rafforzate dal percorso annunciato di fusione delle due aziende. Si dovrebbe garantire maggiore economicità cioè quella riorganizzazione delle funzioni amministrative come presupposto per dar vita a un nuovo modello organizzativo sempre più vicino ai bisogni dei cittadini,in particolare per quelli più disagiati per ragioni logistiche. 
Occorre evidenziare come oltre al punto nascita ci sono altre realtà dell’ospedale S. Anna che vanno tutelate per evitare che i pazienti siano costretti per ogni trattamento a spostamenti importanti e disagevoli. Non va inoltre sottovalutato l’aspetto occupazionale, in particolare per ciò che attiene alle competenze già acquisite dei professionisti della sanità (medici, ostetriche, infermieri, oss…), per un territorio caratterizzato da scarse opportunità lavorative.
E’ quindi giunto il momento in cui i soggetti politici, dai rappresentanti in parlamento e nel consiglio regionale ai sindaci, assumano una posizione chiara e coerente scevra di ogni ambiguità di fronte ai cittadini del territorio reggiano e montano.
E se anch’essi condividono la salvaguardia dei servizi presenti sono chiamati da subito a pronunciarsi e ad intraprendere una decisa azione di tutela. Qualsiasi soluzione deve vedere coinvolte tutte le istituzioni e le parti sociali a partire dalla conferenza socio sanitaria territoriale cui compete la programmazione sul territorio”.
(I sindacati della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia)

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