Rimborsi spese, tremano i partiti dopo l’inchiesta sui militanti leghisti

11/3/2015 – La Guardia di finanza di Reggio Emilia è tornata oggi nella sede amministrativa della Lega Nord, in via dell’Aeronautica, per sequestrare altri documenti relativi all’inchiesta sui cosiddetti “rimborsi facili” riconosciuti a dirigenti e militanti: circa 250 mila euro in tre anni dal 2009 al 2012 distribuiti a numerosi volontari leghisti dell’Emilia Romagna. 
Gli indagati per appropriazione indebita aggravata sono 48 in tutta la regione, soprattutto semplici attivisti: dagli studenti universitari ai militanti anziani, che avevamo ricevuto  rimborsi per spese sostenute per lo più  in campagna elettorale. La fetta maggiore riguarderebbe alcuni dirigenti impegnati a tempo pieno e le spese sostenute, appunto, per la campagna elettorale e l’ospitalità: sotto la lente della Procura  di Reggio Emilia,nell’inchiesta coordinata dal sostituto Stefania Pigozzi, anche una cena con Umberto Bossi e il compenso agli autisti per il camion vela col simbolo del Carroccio. 
Fra gli indagati anche il segretario nazionale emiliano Fabio Ranieri, l’ex parlamentare reggiano Angelo Alessandri ( da anni fuori dal Carroccio), l’ex responsabile amministrativo Gianfranco Barigazzi e l’ex segretario reggiano Gabriele Fossa. Le cifre a volte sono irrisorie: l’ex consigliere Giacomo Giovannini (ora di Progetto Reggio) é indagato per un rimborso spese di trecento euro a fine campagna elettorale del 2009. 
È un’inchiesta ben diversa da quella sulle “spese pazze” dei gruppi politici e dei consiglieri regionali. Non riguarda fondi pubblici, ma soldi del partito,  anche se per lo più derivanti dal finanziamento pubblico.
Il pm Pigozzi contesta in alcuni casi la mancanza di pezze d’appoggio regolari, in altri la difformità tra l’effettivo impiego del denaro e le motivazioni del rimborso. 

L’indagine aveva preso le mosse da un esposto presentato nel 2012 dall’ex  vice segretario Marco Lusetti, espulso dalla Lega, e anche lui indagato. Lusetti fra l’altro deve fronteggiare una causa per diffamazione intentatagli da Angelo Alessandri per alcune affermazioni su presunti rimborsi spese gonfiati a Parma. 

I leghisti non sono preoccupati più di tanto: “È una storia che finirà molto presto” afferma l’avvocato Gianluca Vinci, leader locale e consigliere a Reggio Emilia.
   “E’ una vicenda vecchia della quale eravamo perfettamente a conoscenza e sulla quale si sta già facendo la necessaria chiarezza – scrive in una nota la Lega Nord di Salvini – La Lega, infatti, ha verificato tutta la contabilità regionale sia attraverso gli organi locali che con il supporto della sede federale di Milano e non è stata trovata nessuna irregolarità”.
“Per quello che riguarda le pezze giustificative che seppure in alcuni casi non riportavano l’intestazione Lega Nord, le stesse – spiega la nota – erano chiaramente riconducibili all’attività del movimento svolta dai singoli tesserati. Non c’è quindi nessuna intenzione da parte della Lega Nord di costituirsi parte civile in quanto non si ravvisa nessun danno e anzi si dà massimo appoggio a tutti quei militanti, in molti casi pensionati e studenti universitari, che hanno svolto attività politica per il movimento. Confidiamo quindi in una rapida soluzione di tutta la vicenda appena saranno chiariti i singoli fatti”. 

La preoccupazione serpeggia invece in tutti i partiti per le implicazioni dell’inchiesta reggiana: se dovesse affermarsi il principio che ogni volontario può finire davanti al giudice per aver ottenuto un rimborso a  fronte di spese sostenute per il partito o il movimento, la conseguenza sarebbe la paralisi di ogni attività politica e la fuga dei militanti, a destra e a sinistra,  perchè a nessuno piace rischiare un processo ed essere bollato a priori come un mariuolo. 
(p.l.g.) 

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