Quando la bellezza è questione di numeri: arte, enigmi e sezione aurea alla Cantina Vezzola

12/3/2015 – Che cosa hanno in comune arte, matematica, musica e architettura? Perché spesso associamo l’idea di bellezza al concetto di proporzione?
L’evento “Quando la bellezza è una questione di numeri” indagherà alcuni di questi aspetti accompagnando il pubblico in un viaggio attraverso varie discipline. L’incontro, che avrà luogo Sabato 14 Marzo 2015 dalle ore 17.00, sarà ospitato dalla Cantina Vezzola di Santa Maria della Fossa (Novellara) e vedrà alcuni relatori di eccezione.
L’artista Emanuele Sferruzza Moszkowicz  spiegherà al pubblico quali fattori determinano la percezione di armonia nell’osservare un quadro. La Prof.ssa Annamaria Palma e la curatrice Chiara Iemmi introdurranno invece il concetto di sezione aurea e la sua applicazione nelle arti dall’antichità fino ai giorni nostri. 
La struttura e la ricerca della bellezza nell’arte imitativa: un breve itinerario alla ricerca della proporzione in arte e in musica, tra concetti matematici, enigmi e rompicapi, è invece  il titolo dell’intervento del musicista Jacopo Moschetto.

Sarà inaugurata poi “Nursehult”, la mostra personale di Emanuele Sferruzza Moszkowicz: artista trentenne, nato a Reggio Emilia, da padre italiano e madre francese è rientrato in Italia, dopo aver passato gli ultimi 16 anni tra l’Europa e gli Stati Uniti. Le sue esperienze fondamentali sono maturate quindi prevalentemente all’estero, così le sue mostre:Taiwan, Paesi Bassi, Stati Uniti, Francia, Spagna, Svizzera, Austria. Di rilievo la sua partecipazione, nel 2011, a Future Pass, mostra inserita negli Eventi Collaterali della 54° Biennale di Venezia alla Fondazione Buziol, approdata nello stesso anno al Wereldmuseum di Rotterdam e nel 2012 al Fine Arts Museum di Taichung, a Taiwan.
Nursehult è l’ultimo e più delicato archivio di Hu Be, meglio conosciuto in Italia come Emanuele Sferruzza Moszkowicz, che qui mette in scena il nucleo dei suoi più recenti studi astratti. Nursehult -letteralmente “premuroso bosco”, una parola composta dall’artista che usa inglese e svedese-, si spiega come uno spazio sacro dove il linguaggio figurativo dei ricordi viene richiamato dall’osservatore adulto che non cerca ne felicità né significato nella vita ma una legittima onestà, una verità non decorativa.
 

Seguirà rinfresco con degustazione di vini locali: un momento culturale all’insegna del connubio fra arte, vino e gastronomia da non perdere.
 
La Cantina Vezzola di Novellara con questo appuntamento, che mira ad essere il primo di un lungo ciclo, vuole riaffermarsi come punto di riferimento per la comunità locale, recuperando così l’antica funzione sociale che un tempo esercitava per la comunità di Santa Maria della Fossa.
 
 
 
 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    20/03/2015 alle 16:38

    Che fatica trovare una notizia positiva. Alla cantina Vezzola potrei andarci anch’io.

    Il buon vino col gnocco e il salume, le cose genuine di una volta che rimangono sempre nei nostri cuori.

    Le vecchie trattorie, i colori dell’uva, il mosto appena pigiato, i profumi, l’allegria dei giorni a vendemmiare.

    Bello, bellissimo, cose da ricordare.

    Ribadisco, una bella notizia, ne gradiei delle altre, perche’ anche i racconti, le storie di civilta’ contadina, i cantastorie, sono tutti frammenti di una civilta’ della pianura Padana che debbono essere fatti rivivere ogni anno come anche il dialetto Reggiano.

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