Il giallo di Poiatica: la Procura indaga per gestione illecita di rifiuti. Perizie su radioattività e percolati

3/3/2015 – La discarica di Poiatica è chiusa e da pochi giorni non riceve più rifiuti. Ma la storia giudiziaria di Poiatica è appena cominciata.
Proprio in concomitanza con la cessazione dell’attività sono trapelate notizie su una svolta nell’inchiesta aperta nei mesi scorsi dal procuratore di Reggio Emilia Grandinetti, all’indomani della diffusione dei dati sui tassi di radioattività (non ufficiali)  misurati  ai margini dal Comitato locale, con l’intervento diretto di uno dei più importanti esperti in materia a livello nazionale. 
Non a caso c’è chi ipotizza una relazione tra questi sviluppi e la chiusura della discarica, motivata da Iren con l’esaurimento della capacità autorizzata, ma decisa – com’è noto – nel giro di poche ore: un vero fulmine a ciel sereno. 

La Procura,  questa la novità principale, ha formulato una ipotesi di reato ben precisa: gestione illecita di rifiuti. Di per sè è già una bomba, anche se non risultano al momento persone iscritte nel registro degli indagati. ma l’inchiesta assume contorni ancora più significativi alla luce di due perizie disposte dal procuratore Giorgio Grandinetti e per le quali i consulenti hanno a disposizione sessanta giorni di tempo, salvo proproghe di fronte alla complessità dell’indagine. 
Una perizia, di cui è incaricato l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), dovrà accertare proprio i livelli effettivi di radioattività a Poiatica: questione su cui lo scontro tra il comitato “Fermare la
discarica” e Iren, che gestisce l’impianto da vent’anni, è al calor bianco. 
L’altra perizia riguarda i percolati, vale a dire i liquami di decomposizione dei rifiuti che si producono nella discarica: delle analisi, che dovranno determinare la qualità del percolato e la sua composizione, è incaricato un professore del Politecnico di Milano. 
L’inchiesta,  è evidente, mira al cuore della gestione di Poiatica: l’ipotesi di reato non riguarda tanto errori tecnici, quanto il tipo di rifiuti smaltito in discarica. I
livelli di radioattività registrati nei rilievi promossi da Alessandro Davoli, con apparecchi certificati, dicono che qualcosa di grave potrebbe essere accaduto in un passato più o meno recente. Il caso di Pitelli insegna. 
D’altra parte, stabilire verità su ciò che costudisce quell’impianto nel suo ventre profondo, sarà essenziale ai fini della bonifica dell’intera zona. Ma chi pagherà?
(p.l.g.)

IREN: LA DISCARICA DI POIATICA È IN ASSOLUTA SICUREZZA

“Reggio Emilia, martedì 24 febbraio 2015 – La discarica di Poiatica si trova in condizioni di assoluta sicurezza. Anche dal punto di vista idraulico.
Infatti, negli ultimi anni, attraverso l’acquisizione di terreni limitrofi, in conformità con le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Reggio Emilia IREN AMBIENTE ha realizzato una serie di opere di risanamento di frane superficiali nei terreni circostanti e di regimazione delle acque di monte i cui dimensionamenti garantiscono l’allontanamento efficace e sicuro delle acque piovane e, con esse, il rischio della formazione di “dighe”.
Pertanto trova conferma il raggiungimento dei volumi autorizzati in data 21 febbraio 2015; conseguentemente, da sabato scorso, sono stati sospesi i conferimenti. I rifiuti della provincia di Reggio Emilia finiscono ora in discarica a Novellara fino ad esaurimento delle sue disponibilità.
Nei prossimi tre-quattro anni, completati i più importanti assestamenti della massa dei rifiuti, a Poiatica inizierà la fase trentennale di post esercizio in sicurezza.
Dunque, giunge a compimento il ruolo dell’impianto in comune di Carpineti voluto dalla Comunità Montana e avviato nel luglio 1995. Da allora sono stati autorizzati alla costruzione e gestione in piena sicurezza 5 lotti funzionali per un volume complessivo di circa due milioni di metri cubi, a fronte di una volumetria dell’invaso da colmare di circa tre milioni di metri cubi.
L’impianto era ed è tuttora previsto come polo di smaltimento dalla pianificazione provinciale, ora passata alle competenze della Regione Emilia Romagna”.
(comunicato stampa Iren)

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3 risposte a Il giallo di Poiatica: la Procura indaga per gestione illecita di rifiuti. Perizie su radioattività e percolati

  1. david Rispondi

    03/03/2015 alle 19:41

    Per il conferimento in discarica dei rifiuti erano finite alla ribalta delle cronache tre ditte, che si erano aggiudicate gli appalti di Iren, i cui amministratori avevano avuto condanne a loro carico per smaltimento illecito di rifiuti. Uno di questi signori era finito anche sotto processo nel Tribunale di Reggio Calabria per un business ‘ndranghetista. Altro clamore aveva fatto scoprire che nel 2003 l’ appalto di Agac per l’ ampliamento della discarica era stato aggiudicato a una ditta crotonese già nota per aver smaltito illecitamente rifiuti tossici nei sottofondi stradali e nel piazzale di una scuola a Crotone. Strano, a mio avviso, che nonostante queste premesse, le indagini sulla gestione della discarica non siano partite molto prima. Certo che dinnanzi alle incontrovertibili valutazioni dell’ ing.Cester appare difficile, adesso, trovare plausibili giustificazioni.

  2. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    04/03/2015 alle 00:20

    Sono grato all’ottimo Pierluigi Ghiggini e a ReggioReport, unico giornale online a rilanciare la notizia dell’indagine aperta dalla Procura di Reggio Emilia.
    Oltre all’improvvisa chiusura, un altro segnale che la questione sta diventando grave, per IREN, è l’arrivo in provincia di Francesco Profumo, domenica 1 marzo.
    L’ing. Francesco Profumo, presidente di IREN SpA, ha incontrato i sindaci della montagna, con lui anche l’ing. Roberto Paterlini, AD di IREN Ambiente, responsabile della gestione tecnica della discarica di Poiatica.
    Hanno promesso investimenti e nuovi progetti in Appennino, (un po’ di denaro, mini idroelettrico, ovvero qualche piccola centrale sui nostri torrenti … altro cemento?). Un tentativo maldestro di imbonire i sindaci della montagna, ammorbidire qualche posizione, attenuare le sacrosante proteste dei cittadini e dei comitati dell’Appennino reggiano?
    Vedremo.
    Vedremo anche che piega prenderà l’indagine in corso, in mano al Procuratore dott. Giorgio Grandinetti.
    Come disse il “fratello” Toto’: ‘cca nisciuno è fesso!”

    Saluti dalla montagna,
    Alessandro Raniero Davoli

  3. Fausto Poli Rispondi

    04/03/2015 alle 19:10

    Iren Ambiente Spa per conto di Iren Spa ha affidato un appalto per “servizi di interramento sanitario dei rifiuti e opere di manutenzione presso la Discarica di Poiatica in Comune di Carpineti” e “servizi di smaltimento dei rifiuti solidi e delle acque reflue, servizi igienico-sanitarComei e simili”. L’appalto, dal valore triennale ed inizialmente stimato in 2.376 336,80 euro (2,37 milioni di euro) è stato aggiudicato alla ditta R.A.M.M Srl di Pianiga con notevole ribasso d’asta del 34%, per un valore finale di 1 562 204,55 euro (1,56 milioni di euro) che a sua volta potrà subappaltarlo. In totale sono state quattro le ditte che hanno partecipato a questa gara. L’appalto vinto dalla RAMM Srl, riporta la Gazzetta Ufficiale Europea, riguarda nei dettagli ” l’esecuzione di tutti i servizi, le opere e le forniture necessarie per l’interramento sanitario dei rifiuti e le opere di manutenzione presso la discarica di Poiatica.

    La ditta R.A.M.M. srl, il cui amministratore unico è l’imprenditore veneto Sandro Rossato, è totalmente controllata dalla Rossato Fortunato srl, controllata da Rossato e famiglia.

    Il 21 febbraio 2006 Rossato è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a firma dell Gip di Reggio Calabria. Pesantissime le accuse per l’imprenditore che, secondo gli inquirenti, insieme ad altri indagati “si avvaleva della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che derivava dalla loro appartenenza alla consorteria mafiosa di Libri Domenico allo scopo di commettere un numero indeterminato di delitti di estorsione , corruzione , turbativa di pubblici incanti e truffa ai danni di enti pubblici appaltanti e di imprese private “.

    A QUESTO PUNTO, VISTO CHE L’APPALTO E’ STATO DATO NEL 2012, C’E’ DA CHIEDERSI PERCHE’ TUTTO QUESTO TEMPO. QUANDO, QUANDO, QUANDO………….

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