Il grattacielo di Fuksas e i contributi al Giro della Padania: perquisite le sedi Coopsette e Unieco

di Pierluigi Ghiggini

10/3/2015 – Ancora guai giudiziari per Coopsette, la cooperativa guidata da Fabrizio Davoli che fra le inchieste sul sottopasso fiorentino della Tav e il resort sul Garda non se la passa troppo bene con le procure (oltre che con le banche). 
  Questa mattina gli uffici di Castelnovo Sotto sono stati perquisiti dal finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Torino, su ordine della PRocura della Mole nell’ambito di un’inchiesta coordinata dai sostituti  Giancarlo Avenati Bassi e Stefano Demontis relativa a un presunto finanziamento
illecito a partito politico (la Lega Nord) per ungere, secondo la Procura, alcune ruote cigolanti dell’appalto del nuovo grattacielo della Regione Piemonte, progettato da Massimiliano  Fuksas, di cui Coopsette è capocommessa dell’associazione temporanea di imprese aggiudicataria, che comprende anche Unieco.
L’unico indagato per il momento è il geometra Paolo Rosa, dipendendente di Coopsette e presidente della società Torre Regione Piemonte: l’ipotesi di finanziamento illecito si basa sulle sponsorizzazioni concesse al Giro della Padania da parte di diverse imprese partecipanti all’appalto del grattacielo. Il geometra Rosa  è già al centro di un’altra indagine della procura torinese che riguarda la costruzione della torre, in
cui gli  stessi pm dell’inchiesta sponsorizzazioni hanno ipotizzato  i reati di turbativa d’asta e corruzione, per l’approvazione di alcune varianti al progetto originario di Fuksas.
La storia risale al 2011. “Le indagini – precisa una nota del
procuratpre capo di Torino Armando Spataro – continueranno con l’esame della documentazione rinvenuta e quant’altro reputato necessario ai fini delle successive determinazioni di questo ufficio”.
Oltre a Coopsette, stamani sono state perquisite le sedi di Unieco nel coop district di via Ruini a Reggio Emilia e la Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi, oltre alla De-Ga di Torino, la Idrotermica di Forlì, la Kopa Engineering di Torino, l’Ascom di Bra e infine l’associazione sportiva dilettantistica “Monviso-Venezia”, di Bra, organizzatrice del Giro della Padania. 

Secondo quanto accertato nelle  indagini,   quattro giorni dopo la firma del contratto di appalto tra la Regione Piemonte e l’Ati guidata  da Coopsette,  il 30 maggio 2011 – quando presidente della Regione Piemonte era Roberto Cota –  partirono dall’associazione “Monviso-Venezia” delle email alle società per una richiesta di sponsorizzazione del Giro della Padania del settembre 2011. 
Il 6 settembre furono stipulati i contratti di sponsorizzazione e partirono i bonifici per un importo complessivo di 50mila euro: cifra francamente irrisoria, soprattutto se rapportata al valore dell’appalto Torre Piemonte.  Ma, secondo la procura, una sponsorizzazione strana e soprattutto non giustificata da una strategia di marketing, bensì finalizzata all’approvazione degli appalti. 
Qualcuno ricorderà lo “scandalo” a livello locale intorno a quelle sponsorizzazioni, che incuriosirono i giornalisti e suscitarono pokemiche tra i compagni: in genere quelle cooperative facevano pubblicità a piene mani alle Feste dell’Unità, mai e poi mai al partito di Bossi. 
I presidenti, all’epoca, spiegarono che il Giro della Padania toccava le regioni che costituiscono il mercato domestico delle coop, e quindi nella sponsorizzazione non c’era nulla di strano. 
I pm di Torino la pensano diversamente: quei contratti sarebbero serviti a sbloccare alcuni intoppi nell’appalto. 

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