La fusione del secolo: Nordest, Estense e Adriatica diventano una sola megacoop. Che comanderà in Unipol

21/3/2015 – Dopo un lungo rincorrersi di voci e dopo anni di decisioni date per scontate e poi rinviate, si è alla  fine arrivati al Big Bang cooperativo  la fusione tra Coop Adriatica di Castenaso (Bologna), Coop Estense di Modena e Coop Consumatori Nordest di Reggio Emilia, per  dare vita alla più grande cooperativa italiana con 2,6 milioni di soci, 4,2 miliardi di euro di fatturato, 334 punti vendita di cui 45 ipermercati, 19.700 dipendenti. Un grosso cambiamento nella mappaa della grande distribuzione italiana: le nove Grandi Sorelle storiche della cooperazione di consumatori, autentici colossi anche del prestito sociale, ora diventano sette.
    Il progetto di fusione è stato votato all’unanimità dai consigli di amministrazione delle tre cooperative nelle loro sedi di Bologna, Modena e Reggio Emilia. È la più grande operazione del genere mai realizzata a Reggio Emilia, dove è nata Coop Nordest e dove ha sede in via Ragazzi del 99 a Mancasale, ma  anche nella storia della cooperazione italiana. 
Ieri sera Coop Nordest ha dato la notizia con un tweet” : “Giornata storica per la cooperazione. Nasce la più grande cooperativa del Paese”
Con una raccolta enorme da prestito sociale, sarà di fatto anche una banca. Ma difficilmente la direzione del nuovo gigante resterà a Reggio. Anche perchè la fusione è finalizzata anche a snellire la catena di comando e a ridurre i costi. 
    La fusione era nell’aria da tempo, forse troppo: da anni, almeno da quando Coop Nordest dovette fronteggiare le disavventure finanziarie della gestione Pedroni, si parlava di fare una sola cooperativa tra Reggio E Modena. La Grande Crisi e la difficoltà di reggere l’urto del calo dei consumi hanno imposto un’accelerazione e un allargamento del processo, e ora dall’Adriatico al Friuli, dall’Emilia alla Lombardia, dalle marche alla Sicilia, il marchio Coop avrà un unico attore. L’operazione è stata condotta senza diffondere notizie e nella massima riservatezza:
 tra i registi il presidente di Coop Nordest Paolo Cattabiani, già presidente regionale di Legacoop, arrivato al timone di Nordest nel settembre 2013. Un manager i cui silenzi e l’abilità nel dire il meno possibili sono proverbiali: da sempre Cattabiani preferisce lavorare sotto traccia. Ora però l’operazione dovrà essere spiegata ai soci e al mercato in tutte le sue molteplici implicazioni, non ultima il peso che la nuova entità dovrà assumere all’interno dell’azionariato di controllo di Unipol. 
Dovrà essere compiuta anche un’operazione trasparenza sui conti, sul patrimonio, su perdite e indebitamento globale, sulle garanzie per il prestito sociale: un tema antico ma ormai ineludibile. 

L’annuncio della fusione è stato dato con una nota diffusa ieri sera dopo le 17: «Con questa scelta si vuole contribuire a sostenere e rilanciare ruolo ed efficacia della missione cooperativa sia nelle regioni del Nord che del Sud del Paese, confermando la idoneità e l’utilità del modello cooperativo anche in realtà sociali molto diverse».
 Nella delibera di indirizzo che da il via al progetto di fusione varato dai Cda, sono contenuti gli obiettivi industriali e sociali che saranno sottoposti nei prossimi mesi al vaglio delle assemblee dei soci delle cooperative stesse. La nuova nata, si ribadisce, rappresenterà la più grande cooperativa del Paese con 2 milioni 600 mila soci,  più una miriade di società controllate e partecipate che operano nei settori finanziario ed assicurativo, del turismo, della comunicazione, delle librerie e dell’immobiliare, comprese le pompe di benzina Enercoop. 
La nuova mega struttura avrà un ruolo condizionante in Holmo, la cassaforte che detiene le partecipazioni cooperative (23%) in Unipol.

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