Matilde, la prima a travolgere le barriere di genere. Successo della giornata internazionale di studi. Premiata Maria Cristina Costa

28/3/2015 – “Celebrare Matilde di Canossa significa celebrare il nostro territorio”: così  ha esordito la deputata del Pd  Antonella Incerti, presentatrice della proposta di legge finalizzata alla tutela e alla valorizzazione culturale, ambientale e turistica dei luoghi e territori matidilci – in apertura della giornata di studio organizzata dal Lions Club Regium Lepidi e Cispadana, a cui si sono uniti tutti i Lions Club della Quinta Circoscrizione, in collaborazione con l’Associazione Amici di Matilde e del Bianello.
“Matilde fu una donna ferma nei suoi ideali, di grande coerenza e con grandi capacità di mediazione – ha continuato l’onorevole Incerti – una donna resiliente che grazie alla sua tenacia ha attraversato i secoli, e  grazie a lei ancora oggi possiamo promuovere e valorizzare il nostro territorio”.
 
Luigi Grasselli, docente di UniMoRe, ha quindi introdotto il programma della giornata,  aperto da  Gabriele Fabbrici, direttore del Museo “Il Correggio”.  “Matilde ha saputo
esprimere compiutamente un’efficace e valida leadership militare – ha spiegato il professor Fabbrici – sapeva costruire intorno a sé forte consenso e, oltre ad avere grandi capacità militari, era un eccellente stratega”. 
Gli interventi di Käthe Sonnleitner e di Ingrid Schlegl, docenti presso l’Università Karl-Franzens di Graz in Austria
hanno poi sottolineato l’importanza dell’autorità femminile nella storia del Medioevo: “Matilde superò le barriere di genere, ma soprattutto quelle sociali arrivando ad opporsi ad Enrico IV e dimostrando di essere molto più adatta all’esercizio del potere di quanto lo fosse lui, definito autentico nemico della fede – hanno evidenziato le esperte austriache – la Grancontessa era una donna molto devota, votata al servizio di Dio e della Chiesa, nella convinzione che la devozione assicurasse la grazia di Dio a se stessa e al suo popolo”.
Popolo che si situava su un territorio molto ampio. “Il potere della dinastia dei Canossa era molto forte e diffuso geograficamente – ha spiegato Marzio Dall’Acqua, storico e saggista, già Soprintendente Archivistico per l’Emilia Romagna e docente all’Università di Bologna – comprendeva 55 località che andavano dall’appennino al Po e si spingeva fino ai confini con Parma da una parte e Modena dall’altra.
 
La  mattinata di studio in onore della Grancontessa è proseguita con l’assegnazione del 27° Premio “Arti e Mestieri”-Donne di Matilde a Maria Cristina Costa, architetto e urbanista reggiana per il suo lungo ed eccellente percorso lavorativo, l’alta professionalità e i profondi legami con la sua terra d’origine. “La storia deve essere di stimolo per comprendere il passato – ha commentato l’architetto Costa – ma soprattutto per preparare al futuro e il nostro territorio, per fare quel salto di qualità a cui ambisce, deve tener conto di ciò che è stato fatto nel passato. Per questo, oggi, dedico il premio a mia madre, che non è stata seconda a nessuno per coraggio, coerenza e impegno, e a tutte le donne che con lo stesso coraggio, resistenza e coerenza portano avanti ogni giorno il loro impegno nella società”.
Le conclusioni sono state affidate al sindaco di Quattro Castella Andrea Tagliavini, che, insieme al Comune di San Benedetto Po, è capofila del protocollo per le celebrazioni di Matilde di Canossa. Nel  pomeriggio visita guidata al Museo Diocesano di Reggio Emilia, dove da una settimana si può ammirare il grande mosaico tardo romano, su temi dionisiaci e sessuali, rinvenuto durante gli scavi nel Duomo di Reggio. 
 
 

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