Lotta alla contraffazione del Parmigiano Reggiano. Sì unanime in Provincia alle proposte di Forza Italia

26/3/2015 – Nel giorno in cui è esploso il caso dell’inchiesra della procura di Reggio Emilia a carico della Nuova Castelli di Dante Bigi – maggior esportatore nazionale  di Parmigiano Reggiano e Grana Padano – il Consiglio provinciale di Reggio Emilia ha approvato all’ unanimità un ordine del giorno presentato da Giuseppe Pagliani capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia, e del consigliere Daniele Erbanni per la difesa del  Parmigiano Reggiano dalla contraffazione che ormai a livello mondiale, secondo i dati Coldiretti, hanno superato in quantità la produzione dei formaggi originali.
L’ordine del giorno chiede al governo di promuovere l’inserimento nel nuovo trattato commerciale Ue-Usa di clausole efficaci anti-contraffazione, visto che la metà del formaggio “taroccato” arriva dagli Usa. Chiede inoltre la tutela dei marchi e la lotta alla contraffazione sul web,
anche con la collaborazione delle grandi compagnie mondiali di e-commerce; la sorveglianza ex officio a livello europeo, da parte del mininistero, e maggiori controlli del Consorzio di
tutela.
Nel corso del dibattito, il consigliere delegato Alessio Mammi ha espresso il proprio compiacimento per l’operazione del Nucleo antifrode dei carabinieri che l’altro giorno hanno perquisito una quindicina tra caseifici e magazzini a caccia di Parmigiano-Reggiano contraffatto. “Le attività di verifica sul rispetto da parte dei produttori  dell’intero percorso di qualità che contraddistingue il re dei formaggi sono fondamentali per tutelare questo vero e proprio gioiello agroalimentare del Made in Italy che rappresenta in tutto il mondo non solo una nostra tradizione, ma un’eccellenza in termini di qualità e sicurezza alimentare – ha tra l’altro detto Mammi –  Purtroppo, come la cronaca di questi giorni conferma, non solo all’estero non si rispettano le regole del gioco: ben vengano, dunque, i controlli di carabinieri e magistratura a difesa non solo della qualità del Parmigiano-Reggiano, ma anche dei tanti produttori che, con grande fatica specie in questo periodo di crisi, si impegnano per creare ogni giorno un prodotto di eccellenza. Per contrastare le imitazioni, bisognerà comunque anche migliorare la commercializzazione del nostro prodotto, essere più presenti sui mercati esteri per far conoscere a apprezzare la qualità di un formaggio che davvero non può essere imitato”.   

IL TESTO DELL’ORDINE DEL GIORNO APPROVATO IN PROVINCIA

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI REGGIO EMILIA

Considerato che:
le imitazioni del Parmigiano Reggiano invadono da anni i mercati internazionali superando – in quantità – la produzione dell’originale: ilReggianito dall’Argentina e il Parmesano dal Brasile sono nominativamente in assoluto i più curiosi, poi ci sono infinite declinazioni di Parmesan, compresa la variante Amish (la comunità
 Americana che vive ancora come nell’800), il Queso Parmesano uruguayano e le centinaia di formaggi prodotti nel Wisconsin che si ispirano al nostro Parmigiano. Inoltre chiede che il ministero eserciti i poteri di sorveglianza ex officio a livello europeo,  e che il Consorzio di tutela incremento i controlli. 

Dato che:
le sopra citate sono solo alcune delle tante imitazioni alimentari confezionate all’estero, dove niente è quel che vorrebbe sembrare ma il giro d’affari è comunque colossale e, soprattutto, sta erodendo quote di export a due nostri prodotti di punta: il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. E’ certificato, infatti, un sorpasso clamoroso: per la prima volta i formaggi “farlocchi” stranieri hanno superato gli originali nostrani, mettendo a segno nel 2014 una produzione da 320 milioni di Kg contro i 300 milioni prodotti in Italia;

anche in Italia, nel 2014, sono diminuiti gli acquisti di Parmigiano Reggiano e Grana padano, mentre sono aumentati quelli dei formaggi anonimi. Secondo i dati elaborati e resi pubblici da Coldiretti gli acquisti nella grande distribuzione e nel dettaglio tradizionale sono diminuiti del 2,2% per il Parmigiano Reggiano, del 12,6% per il Grana Padano, mentre sono aumentati dell’1,5% altri grana non a denominazione d’origine:

nelle prossime settimane si terrà al Parco tecnologico padano di Lodi il Forum europeo sulla lotta alla contraffazione agroalimentare – organizzato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – che vedrà riunite le autorità di controllo europee e internazionali per un confronto sugli strumenti di contrasto alle frodi;

Visto che:

tra i settori europei colpiti dall’embargo russo, il comparto lattiero-caseario è stato uno dei più danneggiati. Prima delle sanzioni, l’export dei formaggi italiani in Russia era in netta espansione: nel 2013, per esempio, il Grana Padano aveva aumentato le sue esportazioni del 23 %, registrando già nei primi quattro mesi del 2014 una crescita del 14 %. Solo per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, le perdite sono stimate nell’ordine di almeno 250 milioni di euro.
Sebbene lo scorso 4 settembre, con il regolamento (UE) n. 950/2014, la
Commissione avesse concesso ai produttori europei aiuti pari a 15,57 EUR/t per le spese fisse di immagazzinamento e pari a 0,40 EUR/t al giorno per l’immobilizzazione del capitale, il 22 settembre, con il regolamento (UE) n. 992/2014, la Commissione ha revocato queste misure, giudicando eccessivo il numero di richieste giunte da paesi come l’Italia che, secondo le stime della Commissione stessa, non esporta significative quantità di formaggio verso la Russia;

un dato di per sé eclatante, è che il settore è già in sofferenza grave, con quasi una stalla su quattro costretta a chiudere fra il 2007 e l’anno scorso. Con i prezzi del latte e del prodotto finale in caduta libera, nel 2014 il prezzo pagato ai produttori di Parmigiano Reggiano stagionato 12 mesi è crollato nel 20%
(passando dai 9,12 Euro al Kg. del gennaio 2014 ai 7,31 Euro al Kg.di fine dicembre 2014), mentre il prezzo del Grana Padano e’ diminuito del 7,5% (passando da 7,45 euro al kg. a 6,42 euro al kg.);

Appurato che:

nel territorio provinciale di Reggio Emilia ed in quello di Parma si concentra la stragrande maggioranza della produzione di formaggio Parmigiano Reggiano

Considerato inoltre che:

per fare un chilo di Parmigiano Reggiano servono 14 litri di latte che deve essere prodotto osservando disciplinari rigidissimi, si deve avere contezza del fatto che i produttori all’estero non rispettano nessuno di questi parametri e poi scrivono sulle confezioni nomi che richiamano i nostri prodotti. Qualcuno addirittura vende polvere di latte ed enzimi con cui si fa il formaggio in casa con due mesi di stagionatura;

Ritenuto che:

la crisi in corso sta facendo più danni del terremoto emiliano di tre anni fa, riflettendosi persino sulle esportazioni (meno 10% solo negli Usa). La
lavorazione di Parmigiano Reggiano e Grana Padano assorbe da sola quasi la metà dei 108 milioni di quintali di latte prodotti in Italia in un anno, un sistema produttivo che vale complessivamente circa 4 miliardi di fatturato. La metà di questi falsi, che sono migliaia in tutto il mondo, è realizzata in America;

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MANGHI A RICHIEDERE:

1. al Governo Italiano che, nell’ambito dei negoziati per un accordo UE-USA, riguardanti il partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) e avviati l’8 luglio 2013, siano inserite clausole precise volte a perseguire efficacemente la contraffazione, in particolare quella dei prodotti alimentare, anche attraverso misure di protezione che impediscano – ad esempio nel settore alimentare – ad un casaro americano (ma vale anche per bielorussi, neozelandesi e australiani) di fregiare i loro formaggi con denominazioni che richiamano in maniera sfacciata il formaggio di casa nostra, che risale al Medio Evo;

2. al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali di ricorrere in modo sistematico a livello europeo – non appena vi siano le condizioni – al meccanismo di tutela ex officio delle produzioni agroalimentari di qualità di denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta;

3. a richiedere alle competenti autorità d’implementare l’attività di lotta alla contraffazione sul web dei prodotti italiani, a partire dal Parmigiano
Reggiano e dal Grana Padano, anche attraverso l’auspicabile collaborazione di alcuni grandi player dell’e-commerce;

4. ai consorzi di tutela, di potenziare le attività di controllo in Italia ed all’estero per contrastare ogni forma di contraffazione,  garantendo l’eccellenza e la qualità del prodotto e la sicurezza dei consumatori 

(Giuseppe Pagliani Capogruppo Terre Reggiane, Daniele Erbanni Consigliere Terre Reggiane) 

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