“Liberate mio padre e il Venezuela”: l’appello di Vanessa Ledezma, figlia del sindaco di Caracas incarcerato dal regime di Maduro

Vanessa Ledezma, nello sfondo il padre Antonio, sindaco di Caracas, incarcerato su ordine del regime chavista di Maduro

Vanessa Ledezma, nello sfondo il padre Antonio, sindaco di Caracas, incarcerato su ordine del regime chavista di Maduro

14/43/2015 – Anche in Italia si sta sviluppando una ondata di proteste contro la svolta  autoritaria in corso in Venezuela, e in particolare per la liberazione del sindaco di Caracas Antonio Ledezma, arrestato in febbraio da uno squadrone del Sebin, il servizio segreto bolivariano, su ordine del presidente MAduro e  rinchiuso del carcere del Ramo Verde.
Ledezma aveva firmato con altri oppositori un manifesto pubblico con la richiesta di un governo di transione, e per questo è stato trascinato in galera e accusato di cospirazione. 
Oggi pomeriggio a Milano alle 15, con partenza da piazza San Babila, è prevista una marcia promossa dalle comunità venezuelane per chiedere la scarcerazione dell’Alcalde di Caracas: alla testa ci sarà Vanessa Ledezma, 32 anni, economista, in Italia da quattro anni, figlia di Antonio Ledezma. Vanessa,  che vive in Emilia, guida il movimento per la liberazione del padre, col sostegno dei famigliari italiani, in particolare dell’imprenditore piacentino Renato Bruno. 

Proprio ieri sera è arrivata la tragica notizia della morte dell’oppositore Rodolfo Gonzales, “suicida” in una cella del carcere del Sebin. Gonzales, detto El Aviador, fra i promotori delle proteste antigovernative dello scorso anno, era stato arrestato nell’aprile 2014. La manifestazione di Milano, dunque, assume un significafo politico ancora maggiore. 

Vanessa Ledezma

Vanessa Ledezma

Vanessa Ledezma ha lanciato un nuovo appello (“Liberate mio padre e il  Venezuela”) in un’intervista rilasciata a Pierluigi Ghiggini e on line da ieri sera sul sito Libertates.com. Ve la proponiamo di seguito. 
“Non mi farò intimorire da nessuno – afferma fra l’altro – Farò il possibile per portare avanti la causa di mio padre, degli altri prigionieri e del Venezuela. L’Europa non deve dimenticare cos’è accaduto e cosa sta accadendo in Venezuela”. 
Vanessa Ledezma ha anche lanciato una petizione internazionale, che è in vista delle 2 mila 500 firme: si può
firmare sul sito CHANGE.ORG

Com’è stato arrestato suo padre, e con quale pretesto? È stata usata violenza su di lui?
È stato preso con la forza da un contingente armato del Sebin, il servizio di intelligence bolivariano, mentre era nel suo ufficio. Lo hanno portato per un po’ di tempo in un luogo sconosciuto e successivamente trasferito al carcere del Ramo
Verde. Secondo molte testimonianze è stato trascinato e malmenato.
L’accusa è quella di aver firmato un documento in cui si auspica un governo di transizione: un manifesto pubblico insieme a Leopoldo Lopez e Maria Corino Machado. Successivamente è stata formulata l’accusa di aver tramato un colpo di Stato insieme agli Stati Uniti: un’accusa che offende gli Stati Uniti, i quali hanno smentito ripetutamente, tanto che il presidente Obama ha firmato delle sanzioni contro il Venezuela”.

Che notizie ha di suo padre? Come sta di salute? Siete riusciti a incontrarlo dopo l’arresto?
“Non ho notizie dirette, mi viene riferito che le sue condizioni di salute sono buone. Naturalmente spero che non sia soltanto per rassicurarmi, in quanto non ho potuto incontrarlo di persona.

Sappiamo che Maduro vorrebbe tenerlo in carcere a suo
piacimento, ma dal punto di vista giuridico quali sono le iniziative in atto per la scarcerazione di Antonio Ledezma?

“Sicuramente la tesi difensiva sarà basata sulla dimostrazione della inconsistenza delle accuse. Ma non è soltanto una questione di linea giuridica: ora è essenziale non lasciarlo solo, soprattutto dobbiamo fare in modo che non ci si dimentichi di tutto ciò che è accaduto e che continua ad accadere in Venezuela”.

Quante persone hanno firmato la petizione per la liberazione di suo padre? Ci sono tra i firmatari esponenti politici importanti? Com’è possibile aderire su internet?
“Abbiamo ricevuto più di duemila sottoscrizioni, molti sono i politici che si sono dimostrati interessati alla causa di mio padre e non escludo che abbiano firmato. Per firmare la petizione basta andare sul sito CHANGE.ORG Antonio Ledezma”.

Quali sono le iniziative in corso in Italia?
Abbiamo avuto vari incontri istituzionali, e con tutti i gruppi di venezuelani in Italia abbiamo organizzato una marcia a Roma (giovedì 12 marzo) e sabato 14, di pomeriggio, a Milano, partendo da piazza San Babila, per sensibilizzare l’opinione pubblica. Ringrazio tutto quelli che partecipano, che ci danno ascolto e che diffondono notizie.

Come si è pronunciato il Parlamento di Strasburgo?
“È stata un’esperienza molto positiva: abbiamo registrato
un’attenzione particolare alla causa e soprattutto una viva disponibilità a formare una delegazione per recarsi in Venezuela al fine di verificare il rispetto dei diritti umani”.

QIn generale , come considera l’atteggiamento dei Paesi europei sulla vicenda di suo padre? Ritiene sufficienti le iniziative assunte in suo favore? Cosa chiede in proposito ai politici e agli Stati europei?
“Come ho detto, ho avuto un’accoglienza straordinaria dai rappresentanti del Parlamento europeo, soprattutto le donne.
Spero che tutto si concretizzi e si prendano provvedimenti.
Tutti hanno espresso solidarietà e hanno preso posizione contro il governo Maduro, soprattutto per le modalità con cui è stato condotto l’arresto. Aspetto delle risposte concrete, che sicuramente non si faranno attendere”.

E lei, Vanessa, ha ricevuto minacce? Qualcuno ha tentato di intimorirla per bloccare le sue iniziative?
“Non ho ricevuto minacce, e comunque non mi farò intimorire: sono una Ledezma! Farò il possibile per portare avanti questa causa e per mantenere alta l’attenzione mediatica sulla vicenda di mio padre, degli altri prigionieri e del Venezuela”.

Può descriverci in poche parole l’attuale situazione del popolo venezuelano?
“Purtroppo il Venezuela vive la più grande crisi economica e sociale della sua storia con inflazione alle stelle, riduzione

della produzione e calo del prezzo del petrolio che contribuisce ancor più a rimarcare la crisi. Mancano i beni di prima necessità, il governo è incapace di mettere in campo strategie efficaci, per cui è in atto una vera e propria recessione economica”.

Come giudica la decisione della Mesa de Unidad di candidare Antonio Ledezma alle elezioni del parlamento,
insieme ad altri esponenti dell’opposizione in carcere?

“Mi sembra un atto doveroso. Sono sicura che mio padre dal carcere continuerà con più forza a sostenere i venezuelani.
Spero che le elezioni possano svolgersi sotto un controllo internazionale, per garantirne lo svolgimento in condizioni di libertà e regolarità”.

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    16/03/2015 alle 11:00

    Ledezma è figlio di un italiano emigrato in Venezuela poi ritornato in Italia. Ha i fratelli in Italia e sono validissimi imprenditori.
    Egli può rappresentare una delle poche personalità che può far ricuperare e dar prestigio al Venezuela, che da anni si trova in situazione tragica, dove violenza e miseria regnano.
    Dopo Carlos Perez purtroppo il Venezuela , che ha ricchezze inaudite, è caduta in una situazione tragica.. Antonio Ledezma potrebbe essere la personalità politica che fa risorgere il paese e che Maduro cerca di eliminare per evitarne l’elezione.
    Dobbiamo tutti intervenire in suo aiuto.
    Carlo Baldi

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