La processione a Cutro e i consiglieri calabresi in prefettura: Libera mette in graticola Graziano Delrio

12/3/2015 – “Contro la prefettura di Reggio Emilia le cosche scatenarono un tritacarne mediatico, strumentalizzando la comunità calabrese, e Delrio ci finì dentro”. Sono le parole usate nel dossier di Libera sulla criminalità organizzata in Emilia nei confronti dell’ex sindaco e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. È stato a suo tempo interrogato dalla Dda, l’ex sindaco di Reggio (che guida nel Pd la corrente dei cattorenziani), ma non è indagato. Come altri politici, era caduto nella trappola di una drammatica  sottovalutazione della capacità della ndrangheta di penetrare in profondità nell’economia e nella società reggiana.
Il giudizio di Libera è comunque severo, e ricalca quello attribuito ai magistrati della Dda di Bologna negli articoli di Giovanni Tizian sul’Espresso, anche se alla fine si cercano e si trovano giustificazioni nei confronti del politico “pur avveduto e impegnato nell’affermazione della legalità”. 
Secondo la rete antimafia fondata da don Ciotti, il sottosegretario “finì per  essere un terminale degli imprenditori, poi scoperti essere legati alla ndrina calabrese
e si attivò perchè vi fosse un abboccamento con la Prefettura al fine di scongiurare malintesi”. 
Libera si riferisce alla delegazione dei consiglieri comunali calabresi Savatore Scarpino (Pd), Antonio Olivo (Pd) e Rocco Gualtieri (Pdl) accompagnata dallo stesso Delrio a un incontro con il prefetto Antonella De Miro, che presto diventerà cittadina onoraria di Reggio Emilia.
Libera si occupa anche del viaggio del 2009 a Cutro per la processione del Santissimo Crocifisso, in piena campagna elettorale per le amministrative, dove Delrio incontro molti imprenditori e opinion makers cutresi. 
Qui le considerazioni si fanno durissime: “Deve essere sottolineata – si legge nel dossier – la mancata comprensione di come i riti religiosi, nell’immaginario distorto delle organizzazioni mafiose, siano funzionali alla crescita di prestigio delle cosche locali Poter contare su un ospite così importante, come poteva essere il sindaco della Città del Tricolore, è stata una medaglia che i mafiosi si sono potuti appuntare sul petto davanti all’intera comunità cutrese, tanto quella residente in loco, quanto quella abitante a Reggio Emilia. Questo è ciò che avvenne inevitabilmente, anche se a insaputa dello stesso Delrio”. 

Delrio ha replicato affermando che l’incontro in Prefettura e la processione a Cutro rientravano in “impegni istituzionali”, e a ringraziato Libera, sia pure a denti stretti, “per aver riconosciuto la mia battaglia per la legalità che non è mai mancata”. 

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3 risposte a La processione a Cutro e i consiglieri calabresi in prefettura: Libera mette in graticola Graziano Delrio

  1. Fausto Poli Rispondi

    12/03/2015 alle 17:16

    Tant ag fan un cas.

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    12/03/2015 alle 20:39

    Ma quale “graticola” a Delrio: per i cattocomunisti l’incontro in Prefettura e la “santa” processione a Cutro sono solo impegni istituzionali!!! Merita la cittadinanza onoraria!!!

  3. Evviva Sant' Alò, che prima morì e poi si ammalò Rispondi

    13/03/2015 alle 09:19

    I nuovi santi del calendario ci spieghino come mai non hanno mai dato risposte al consigliere Ferrigno sugli appalti e subappalti della Tav e come mai si siano impegolati ben benino per il cantiere del Vittoria Park con una ditta che risulta nell’occhio del ciclone di diverse procure: Milano, Catania e Palermo.

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