La Grissin Bon acciaccata piega Virtus Bologna 66-56. Biancorossi trascinati da Lavrinovic e Kaukenas

I biancorossi, nonostante le precarie condizioni fisiche di gran parte del roster, hanno piegato Bologna 66-56 trascinati da Lavrinovic e Kaukenas. Gara non bella basata sulla fisicità e sull’intensità difensiva di entrambe le formazioni con i rispettivi attacchi in difficoltà. Scongiurata la crisi, la Grissin Bon affronterà Capo d’Orlando nel prossimo turno in campo neutro, a Trapani, senza Cinciarini.

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di Carlo Codazzi

22/3/2015 – La Reggiana ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, come aveva detto capitan Cinciarini alla vigilia del derby,  e ha battuto la Virtus Bologna scongiurando una crisi che avrebbe potuto seriamente compromettere gli obiettivi che il club bianco rosso si era prefissato all’avvio della stagione. Diciamo subito che non è stata una bella partita perché come si addice ad un derby la sfida si è giocata senza fronzoli con
grande intensità agonistiche e fisiche. Il coach biancorosso, Max Menetti, ha inquadrato alla perfezione la filosofia del match affermando nel dopogara :” I derby si vincono, non si giocano”.
D’altronde, considerato che la Virtus non è certo quella dei tempi d’oro e che tra le due contendenti quella che aveva una buona caratura tecnica era ed è la Grissin Bon che
attraversava un momento particolarmente complicato (soprattutto a causa della falcidia di infortuni che l’ha colpita), con queste premesse ecco che il confronto non poteva svolgersi  in modo diverso da quello che è stato.

LA GARA IN PUGNO DAL SECONDO QUARTO
La Reggiana ha tenuto in pugno la gara dal 2° quarto in poi e a fare la differenza è stato l’apporto, nonostante le loro condizioni non fossero ottimali, dei giocatori più esperti,
vale dire Lavrinovic, Kaukenas, Diener e Cinciarini. In particolare, a noi sono piaciuti soprattutto i primi due con Darjius Lavrinovic che è stato davvero fondamentale per tenere a distanza i giovani e agguerriti rampolli di casa Virtus.

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Lavrinovic  è stato in campo per 26’ (il minutaggio più alto da lui  raggiunto in maglia biancorossa) ed è stato fondamentale per impedire ai lunghi della Granarolo di avere il sopravvento sotto i tabelloni. Come detto da capitan Cinciarini alla vigilia, White, Hazell e Mazzola incutevano
timore pensando che la Grissin Bon non poteva schierare pivot Cervi e con Lavrinovic ancora in condizioni precarie e che Menetti doveva , nel ruolo di n. 5, affidarsi anche a giovani promettenti, ma che devono ancora completare il proprio processo di maturazione quali Pini e Peckacek. Lavrinovic, invece, è riuscito a stare in campo per un minutaggio più lungo del previsto e, pur se ancora lontano dall’essere al 100% della condizione, ha dato un apporto molto importante sia in difesa che in attacco dove, peraltro, ha marcato 10 punti mettendo a segno anche una tripla. In fase difensiva il lettone è spesso uscito a raddoppiare sul play della Virtus
aiutando Diener a contenere Allan Ray che, comunque, è risultato il top scorer del match con 18 punti realizzati.

DETERMINANTI I 26′ DI LAVRINOVIC
Ritornando a Lavrinovic la sua presenza sul parquet per 26’ è stata determinante per far si che la Grissin Bon non si si facesse travolgere nei rimbalzi come accaduto nella sfortunata trasferta di lunedì scorso a Roma con l’Acea. Alla fine i rimbalzi totali “catturati” sono stati 40 per entrambi le contendenti  (28 difensivi e 12 offensivi per Reggio, 29 difensivi e 11 offensivi per la Virtus). La Reggiana ha portato a casa i 2 punti  non solo per merito dei giocatori più esperti, ma perché tutti i componenti della rosa hanno dato fondo alle loro energie riuscendo ciascuno a portare il proprio prezioso mattoncino alla costruzione della vittoria.

P1040434Max Menetti ha ruotato fin dal primo quarto tutti i giocatori a sua disposizione gestendo in modo perfetto le energie di ciascun giocatore trasformandosi nel “mago del bilancino”, ruolo cui è stato costretto  dall’incredibile serie di infortuni che ha travolto la formazione biancorossa. Ha trovato, quindi, spazio in questo vittorioso derby anche il giovanissimo Artur Strauntis, gioiellino della “cantera” biancorossa che a 16 anni  ha potuto calcare il parquet in una sfida “sentita” e molto importante per la sua squadra. Per lui una bella soddisfazione ed un trampolino di lancio verso una carriera che si prospetta molto interessante.

Il saluto di Kaukenas e Lavrinovic ai tifosi dopo la vittoria

Il saluto di Kaukenas e Lavrinovic ai tifosi dopo la vittoria

Come detto nel dopo match da Giorgio Valli, coach della Granarolo, la partita è stata costruita sull’intensità difensiva da entrambe le squadre che hanno lasciato poco spazio ai cecchini avversari e questo spiega, in gran parte, il basso punteggio finale dell’incontro .
Al di là dell’ottima prova delle rispettive difese è evidente che le bocche da fuoco sia della Grissin Bon che della Virtus non erano certamente nella serata migliore come dimostrato dalla “terribile” percentuale dei tiri da 3 dell’una e dell’altra formazione: 17% per la Reggiana, 15% per Bologna. Appena sufficiente la percentuale al tiro da 2 punti: 49% per la Grissin Bon e 42% per la Virtus. Per quanto riguarda la Grissin Bon sappiamo che la cattiva performance al tiro è dovuta in buona parte dalle condizioni fisiche precarie di quasi tutti i componenti la squadra, ma anche coach Giorgio Valli, nel dopo partita, ha sottolineato che buona parte dei suoi giocatori fossero in sofferenza da questo punto di vista.

Accenniamo, ora, alla gara che la Grissin Bon ha iniziato schierando il seguente quintetto:  Mussini, Polonara, Pechacek, Kaukenas e Diener. La partita è iniziata subito con le difese aggressive e il primo canestro è arrivato solo dopo quasi 2’di gioco e ha portato la firma di Peckacek . Il primo quarto è stato in equilibrio e si è concluso con la Grissin Bon avanti di 1 solo punto  (15-14). Il punto di differenza è stato quello realizzato dalla lunetta da Diener che ha fallito, poi, il secondo libero. Nella seconda frazione, la difesa a uomo di Menetti ha iniziato a fare sempre pìù la differenza e l’aggressività di Reggio Emilia, condita dall’esperienza dei suoi giocatori più forti, ha iniziato a sgretolare la resistenza dei giocatori virtussini. L’aggressività biancorossa non è stata ben digerita da Valli che ha protestato a più riprese con gli arbitri provocando “il tecnico ” che, inevitabilmente, gli è stato sanzionato dai direttori di gara  a 4’03” dalla conclusione della frazione. In lunetta per i 3 liberi consecutivi è andato Diener che ne ha realizzato soltanto uno (22-19). A 2’11” da fine quarto Reggio ha piazzato il primo break importante portandosi sul 31-22 a proprio favore. La seconda frazione si è conclusa con la Grissin Bon in vantaggio (33-27). Dopo la pausa lunga Menetti ha mandato sul parquet Lavrinovic, Kaukenas, Diener , Mussini e Polonara. Valli ha cercato di ribaltare l’inerzia del match adottando anche la zone press, ma la Grissin Bon ha allungato fino a raggiungere il massimo vantaggio (41-27) a 6’29” dalla sirena. Menetti ha concesso un break di riposo ai suoi “vecchi leoni” e le “V” nere ne hanno approfittato risalendo a -5 a 3’dal termine della frazione (45-40). Nei minuti finali di terzo quarto, col rientro in campo di Cinciarini, i biancorossi hanno ripreso in pugno il match, spedito gli avversari a distanza di sicurezza e chiuso la frazione a +10 (52-42) con Hazell che ha preso il ferro con un tentativo da 3 sulla sirena. Nei 10’finali il vantaggio della Grissin Bon è rimasto costantemente sulla decina di punti di scarto.

La Virtus ha perso via via convinzione e coach Menetti ha potuto risparmiare l’ultimo minuto di gara a Darjus Lavrinovic “caricato” di quattro falli. Due liberi realizzati da Imbrò, concessi per il 4° fallo commesso da Lavrinovic, hanno riavvicinato la Granarolo (63-56), ma a chiudere la contesa è stato un gioco da 3 di Polonara (63-56). Inutile il tentativo sulla sirena di Allan Ray ( l’ultimo ad arrendersi della Virtus e top scorer del match con 18 punti realizzati) finito sul ferro.  Cori e sfottò da parte dei tifosi biancorossi all’indirizzo dei tifosi ospiti con il classico slogan urlato a gran voce “tutti a casa ale’”. Superata la tempesta, ora, la nave biancorossa veleggia più serena verso Trapani dove nel prossimo turno affronterà, in campo neutro e a porte chiuse, Capo d’Orlando.

IL TABELLINO
GRISSIN BON REGGIO EMILIA – GRANAROLO BOLOGNA  66-56
(parziali: 15-14, 18-13, 19-15, 14-14)

GRISSIN BON REGGIO EMILIA: Mussini 2, Polonara 12, Lavrinovic 10, Della Valle 3, Pechaceck 4, Pini 4, Kaukenas 14, Diener 9, Strautins, Cinciarini 8. Allenatore Massimiliano Menetti.
GRANAROLO BOLOGNA: White 18, Cuccarolo, Gaddy, Imbrò 3, Fontecchio 2, Mazzola 4, Benetti, Vercellino ne, Hazel 9, Ray 6, Reddic 4. Allenatore: Giorgio Valli.

Arbitri: Mattioli, Sardella, Attard.

LE INTERVISTE

Lapidario in sala stampa Giorgio Valli, tecnico della Virtus: “ La partita è andata secondo le previsioni – ha attaccato il coach virtussino – con le difese che hanno prevalso sugli attacchi su entrambi i fronti. Reggio in casa sua mette tanta intensità fisica “con le mani addosso”, grazie a  giocatori esperti come Lavrinovic, Kaukenas e Cinciarini, che viene tollerata. Noi siamo stati poco lucidi e contro difese come quella della Reggiana occorre essere più tecnici e  più brillanti fisicamente.

Giorgio Valli coach della Virtus

Giorgio Valli coach della Virtus

Purtroppo – ha spiegato laconico – noi abbiamo subito troppi infortuni e ci siamo allenati male in settimana. Sono contento del fatto che i ragazzi sono sempre stati in partita e non ho niente da obiettare alla squadra dal punto di vista dell’impegno e del contrasto difensivo. La Grissin Bon ha un organico con tanti giocatori esperti,  mentre noi siamo giovani e avremmo dovuto fare qualcosa in più anche se, attualmente, questo  non è possibile. In fase di attacco creiamo vari tiri da fuori aperti, ma per vincere partite come queste  bisogna aumentare la quota di punti realizzata in area e in transizione. Se non facciamo questo non si può vincere contro squadre come Reggio Emilia. Purtroppo, con formazioni come la Grissin Bon molto esperte e tecniche adesso non riusciamo a fare più di così. Va anche considerato – ha terminato Valli – che oggi abbiamo affrontato la squadra con la miglior difesa per quanto riguarda le partite giocate in casa.”​
Uscito il coach virtussino, Max Menetti è arrivato in sala stampa visibilmente sollevato perché si è messo il momento buio alle spalle dopo l’importantissima vittoria conquistata dai suoi ragazzi nel derby: “Non avevo dubbi sulla vittoria – ha affermato categorico – . Abbiamo giocato una gara straordinaria dal punto di vista della concretezza e della difesa senza mollare un solo pallone. E dire che non ci siamo allenati per tutta la settimana  per i soliti problemi fisici, ma nonostante questo avevo notato nei ragazzi la tensione giusta. “ Menetti ha guardato non tanto al gioco espresso, ma al sodo e ha esclamato: “I derby si vincono e non si giocano!”.

Affermazione che condividiamo in pieno perché i derby sono sempre battaglie e si vincono con il cuore e l’intensità come ha fatto la Grissin Bon.

MENETTI: “VISTO? SIAMO UN GRUPPO GRANITICO”
Menetti si è poi tolto un “sassolino” dalla scarpa: “ Ho sentito dire – ha detto con una punta di polemica – che avremmo problemi di spogliatoio ed invece questa sera abbiamo dato dimostrazione di essere un gruppo granitico dominando il derby senza dare mai la sensazione che i nostri avversari potessero vincere. Negli ultimi anni siamo sempre riusciti ad uscire dalle situazioni difficili con la solidità del gruppo e momenti come quelli che stiamo attraversando ci fanno crescere. Stasera abbiamo vinto la gara grazie ad una grande solidità e se saremo così “solidi” anche quando potremo giocare in perfette condizione fisiche e con una maggiore precisione al tiro, a quel punto saremo davvero pericolosi.” Gli si è fatto notare la grande rotazione che ha posto in atto in gara facendo 6i cambi già nel primo quarto:”E’ stato il segnale – ha spiegato il coach – che avevo bisogno di tutti gli effettivi  e tutti mi hanno dato risposte positive. Mi è piaciuto molto anche Strautins che ha giocato in un derby a soli 16 anni. Strautins e Pechacek sono gioielli del nostro vivaio e anche Adam è stato molto concentrato “stando sul pezzo”.

Diener poco preciso al tiro, ma determinante per la squadra?  “Certo! Drake ha disputato una gara solidissima perché i campioni sanno giocare tutti i tipi di partite. Ha messo la museruola a Ray e non gli ha mai permesso di giocare. L’intensità impiegata in difesa gli ha fatto perdere lucidità al tiro perchè lui, come altri, non ha la brillantezza fisica e atletica. Pensate che Cinciarini si è allenato solo 3 volte in 3 settimane. “

Il  coach si è, poi, soffermato sulla tattica di gara: “Abbiamo giocato a uomo mantenendo un grande equilibrio senza concedere nulla alla Virtus. Per questo pur avendo preparato la zona in settimana ho ritenuto di non cambiare tattica durante la partita anche perché giocando a uomo non abbiamo mai dato respiro a Bologna e abbiamo vinto tutti i duelli individuali. Punteggio basso con tre “rigori” sbagliati da noi? Beh – ha replicato -, Della Valle si è allenato soltanto ieri. Lui e “Cincia” hanno commesso un errore in lay-up che non è una conclusione così agevole se  non stai bene fisicamente. Comunque, questi errori non hanno condizionato negativamente la nostra partita perché dopo averli commessi siamo riusciti a non farli ripartire in contropiede spendendo bene i falli. Abbiamo fermato le transizioni avversarie con falli “giusti” mandando il messaggio alla Virtus che in quel modo non sarebbero passati.

A proposito delle condizioni di Cinciarini – ha aggiunto Max -: Vi informo che si fermerà per curare l’infiammazione al tendine che lo affligge e non ci sarà a Capo d’Orlando. “ La chiusura del coach è stata dedicata a Lavrinovic e all’obiettivo sportivo da raggiungere:  “Darjus lo sto utilizzando con il bilancino e se i 26 minuti di oggi vi sono parsi eccessivi vi dico che lui deve abituarsi perché quello è il minutaggio minimo che da qui alla fine dovrà fare. Certo che non è facile per lui perché fa piccoli allenamenti durante la settimana alternati a riposi per poi effettuare, di fatto,  il macro allenamento in partita. Considerata la situazione”fisica” generale della squadra affermo – ha concluso Menetti – che il nostro vero obiettivo è arrivare ai play off con i giocatori in salute e in forma. Dobbiamo stare bene il 19 di maggio, ma se da qui alla fine della regular season “gratteremo” anche dei punti è meglio.

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