Export record nel 2014: nove miliardi di euro. Germania prima cliente dei reggiani

16/3/2015 – Anno record, il 2014, per le esportazioni reggiane, che hanno sfiorato i 9 miliardi di euro.
Con un brillante +4% rispetto all’anno precedente, il valore delle esportazioni  si è attestato a 8.963 miliardi e questo risultato, secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui dati Istat, ha permesso alla realtà reggiana di scalare la graduatoria nazionale delle province esportatrici: Reggio Emilia è così passata dal 14° al 12° posto, recuperando due posizioni e portando il contributo provinciale al commercio estero italiano al 2,3%.
“Nonostante la crisi economica – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi – il nostro tessuto imprenditoriale si dimostra in grado di mantenere alti livelli competitivi sui mercati internazionali, confermando una propensione all’export che oggi vale più del 60% del valore aggiunto provinciale”.
“Pur con tutte le incognite che gravano sui mercati internazionali anche a causa dei conflitti in essere – prosegue Landi – per il 2015 le prospettive appaiono ancora buone, ed è in questo contesto (peraltro segnato da una quotazione dell’euro sul dollaro che agevola l’export) che anche le risorse camerali toccheranno un record storico, con un investimento pari a 1,5 milioni di euro”.
“Il nostro obiettivo è quello di consolidare ulteriormente questo favorevole andamento: è evidente che in presenza di una domanda interna che non si sblocca abbiamo bisogno di aumentare il numero delle imprese che lavorano sull’export e di ampliare anche l’indotto che deriva dallo sviluppo delle esportazioni”.

A determinare la buona performance 2014 hanno contribuito, pur con comportamenti diversificati, tutti i principali settori dell’economia provinciale.
Il metalmeccanico, che da solo rappresenta più della metà delle esportazioni reggiane, è passato dai 4,4 miliardi del 2013 ai 4,6 miliardi del 2014, con un incremento del 3,9%; il tessile-abbigliamento, con un aumento del 4,7% ha raggiunto 1 miliardo e 400 milioni di euro; il ceramico, con un valore di 971 milioni, è cresciuto dell’8%. Rimane stabile a 606 milioni il valore del settore alimentari-bevande, mentre registra una flessione il dato della gomma-plastica che scende da 126 a 121 milioni.
 
L’Europa, con 6,4 miliardi di euro, continua a rappresentare il principale mercato del “made in Reggio”. Rispetto al 2013 i prodotti reggiani destinati al vecchio continente hanno registrato una crescita del 5,1%, influenzati dall’aumento dell’11,1% delle vendite verso la Germania, divenuta proprio nel 2014 (1.221 milioni) il nostro principale acquirente, seguita dalla Francia (1.194 milioni). 
La crescita del 14,1% delle vendite di prodotti reggiani verso gli Stati Uniti hanno permesso a questi ultimi di spodestare dal podio il Regno Unito. Con 619,3 milioni di euro gli Stati Uniti si collocano ora al terzo posto nella graduatori dei principali acquirenti dalla provincia.
Di segno positivo le vendite verso l’eurozona che sono cresciute del 6% e hanno portato il valore delle vendite all’estero ad oltre 4 miliardi.
Sono invece scese da 381 a 338 milioni, con una flessione dell’11,4% le esportazione destinate alla Russia causate dal permanere dell’embargo applicato a diversi prodotti strategici anche per l’economia reggiana. Un embargo che ha impedito alle esportazioni reggiane di sfondare la soglia dei 9 miliardi di euro.
In crescita le esportazioni reggiane verso l’Asia che nel 2014 hanno superato il miliardo di euro con una crescita del 6,2%. La Cina, con 211 milioni ed una crescita del 7,8% in un anno, si colloca al decimo posto nella graduatoria dei compratori di prodotti reggiani ed è il primo paese asiatico, ma rappresenta anche il principale fornitore della provincia di Reggio Emilia. Da quel paese, infatti, provengono prodotti per oltre mezzo miliardo di euro e la bilancia commerciale mostra un saldo negativo pari a 309 milioni.

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