Fantuzzi: “Cash flow negativo, Iren condannata a fare debiti”

21/3/2015 – Iren ormai dipenderebbe da finanziamenti esterni  per far quadrare i conti della gestione corrente: è quanto sostiene Francesco Fantuzzi, animatore del tavolo interprovinciale dei piccoli azionisti Iren, a proposito dei conti presentato al mercato dal presidente Profumo e della scelta di distribuire lo stesso dividendo dello scorso anno, nonostante il fatturato in calo del 14% e un indebitamento a 2 miliardi 300 milioni di euro. 

” La relazione presentata dal presidente Profumo qualche giorno fa – scrive Fantuzzi – ha abilmente omesso un’informazione fondamentale e dai risvolti drammatici: il free cash flow aziendale (flusso di cassa, ndr.)  del 2014 è negativo”. La conseguenza è evidente” ” Ormai la gestione dipende interamente dall’indebitamento oneroso. E si vogliono pure distribuire dividendi”. 

Spiega Fantuzzi: “Il rendiconto finanziario del gruppo  fornisce un riscontro quanto mak oggettivo e immediato alle preoccupazioni che vado esprimendo da diverso tempo: i flussi finanziari generati dall’operatività e dalle  attività di investimento sono divenuti negativi”. 
Le conseguenze sono “drammatiche”:  “la gestione tipica non è sostenibile e il gruppo dipende ormai totalmente dai finanziatori esterni, che garantiscono non soltanto la copertura degli investimenti aziendali, ma anche quella delle operazioni a breve termine”. 
È “l’ennesima preoccupante conferma dello stato ormai strutturale di pesantissimo squilibrio finanziario, che nemmeno le emissioni obbligazionarie, avvenute senza rating e a tassi molto più alti dei competitori (3,45% contro 0,72% di Hera) sono state in grado di sanare almeno in parte”. 
Fantuzzi indica anche una ricetta per far fronte a questo stato di cose: “Occorre urgentemente cessare la sciagurata politica di acquisizioni “mirate”, come le chiama il management, interamente finanzata a debito, e al contrario riprendere le dismissioni previste peraltro dal precedente piano industriale: altrimenti, l’insolvenza tecnica già oggi evidente paralizzerà definitivamente il gruppo”. 
Da qui un’affermazione molto forte: “Se un istituto di credito dovesse chiedere oggi il rientro (ipotesi non improbabile, visto il massiccio ricorso al mercato obbligazionario), Iren sarebbe in ginocchio”. Ciò significa che Iren, quotata a piazza Affari, è una macchina da debiti? 
Sia come sia, conclude Fantuzzi, “è evidente che distribuire dividendi  in tale situazione è una decisione irresponsabile. Come lo è un management che cambia ogni 12/18 mesi, scaricando sui soci pubblici, colpevolmente silenti, le conseguenze dei loro atti”. 
A questo punto la tentazione di far confluire il mare dei debiti in un oceano più grande potrebbe apparire irresistibile: sarà questo il vero motivo del progetto di fusione con A2A, a cui si oppone il sindaco Vecchi, ma che piace tanto a Fassino? 

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3 risposte a Fantuzzi: “Cash flow negativo, Iren condannata a fare debiti”

  1. stanco di Fantuzzi Rispondi

    22/03/2015 alle 15:44

    E’ straordinario come un mercato come quello borsistico, notoriamente composto da investitori professionisti, non si sia accorto dei rischi finanziari evidenziati da mesi (anni!) da Fantuzzi (noto anche tra gli investitori come “l’oracolo di Via Togliatti”), ma anzi abbia incautamente fatto salire le azioni di IREN del 9% nell’ultimo mese. Misteri dell’alta finanza!

    • Pierluigi Rispondi

      22/03/2015 alle 15:50

      Tocchiamoci gli attributi, perchè si sa che la Borsa è moolto volubile…

  2. Fausto Poli Rispondi

    23/03/2015 alle 20:03

    Commento macabro:

    credo che Iren sia una delle Societa’ piu’ ricche in Italia.

    Impianti ammortizzati da anni.

    Le bollette sono salatissime.

    Dispiace che vogliano pigliarci per i fondelli quando anche i bambini sanno come funziona la tassazione Italiana.

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