Intrigo internazionale. Il 16 gennaio al Morandi c’era il presidente del popolo saharawi. Per questo scattò l’allarme antiterrorismo

11/3/2015 – Il 16 gennaio all’albergo Morandi di via Emilia San Pietro, a Reggio, alloggiava in incognito  il presidente di un Paese africano. Per questa ragione è scattato l’allarme antiterrorismo dopo che altri due clienti  stranieri del Morandi, entrambi marocchini con passaporto francese, erano spariti dalla circolazione. Poi si è scoperto che i loro documenti erano falsi.
A rivelare questi retroscena da intrigo internazionale è stata il Questore Isabella Fusiello  in un’intervista condotta dal direttore di Telereggio, Mattia Mariani, nel corso della trasmissione Buongiorno Reggio.
Il centro di Reggio, si ricorderà, fu paralizzato per ore con
via Emilia San Pietro transennata, ma le indagini in realtà avevano già preso una direzione precisa, che portava molto lontano dalla città del Primo Tricolore.
In effetti si era sparsa la voce che tra i 14 clienti presenti al Morandi, evacuato e perquisito in ogni angolo, fosse presente un esponente di un non meglio precisato Paese
africano, forse un ambasciatore. Nessuno tuttavia poteva immaginare che fosse un esponente politico di alto rango. il questore Fusiello non ne ha rivelato l’identità, ma il Carlino Reggio quest mattina scrive che si trattava di Mohamed Abdelaziz, segretario generale del Fronte Polisario e presidente in esilio della Repubblica Araba Saharawi democratica. Abdelaziz (spesso ospite di Reggio
Emilia, dove c’è una lunga tradizione di solidarietà col popolo Saharawi) questa volta era arrivato in città in forma strettamente privata per sottoporsi a una visita specialistica.

Contemporaneamente anche i due marocchini di 53 e di 61 anni, entrambi con passaporti francesi rivelatisi falsi, avevano preso una camera e si erano registrati al Morandi. Posate le borse, avevano lasciato quasi subito l’albergo senza rientrare per la notte. Quando il titolare si è reso conto al mattino che la camera non era stata utilizzata, ha chiamato la polizia. Il dispositivo antiterrorismo è stato attivato subito con l’evacuazione del Morandi e, si puó immaginare, con la protezione del Capo di Stato ospite, trasferito altrove.
I due fantomatici nordafricani, nel frattempo, avevano fatto perdere le loro tracce. Chi fossero, forse lo sanno soltanto i servizi di intelligence. Certo non erano lì per proteggere Abdelaziz: a questo punto non si può escludere che fossero coinvolti in un complotto. La Digos e i servizi indagano per arrivare al fondo di una storia, quella del 16 gennaio, ancora tutta da raccontare.

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