Intrigo internazionale. Il 16 gennaio al Morandi c’era un capo di Stato africano. Ecco perchè scattò l’allarme antiterrorismo

10/3/2015 – Il 16 gennaio all’albergo Morandi di via Emilia San Pietro, a Reggio, alloggiava in incognito un capo di Stato: il presidente di un Paese africano. Per questa ragione è scattato l’allarme antiterrorismo dopo che altri due clienti  stranieri del Morandi, entrambi marocchini con passaporto francese, erano spariti dalla circolazione. Poi si è scoperto che i loro documenti erano falsi. 
A rivelare questi retroscena da intrigo internazionale è stata il Questore Isabella Fusiello  in un’intervista condotta dal direttore di Telereggio, Mattia Mariani, nel corso della trasmissione Buongiorno Reggio.
Il centro di Reggio, si ricorderà, fu paralizzato per ore con via Emilia San Pietro transennata, ma le indagini in realtà avevano già preso una direzione precisa, che portava molto lontano dalla città del Primo Tricolore. 
In effetti si era sparsa la voce che tra i 14 clienti presenti al Morandi, evacuato e perquisito in ogni angolo, fosse presente un esponente di un non meglio precisato Paese africano, forse un ambasciatore. Nessuno però poteva
immaginare che fosse addirittura  un Capo di Stato, evidentemente in visita privata e comunque strettamente riservata. 
Chi fosse, e di quale Paese, la dottoressa Fusiello non lo ha rivelato. 
L’unica cosa certa è che Reggio Emilia intrattiene
tradizionalmente rapporti stretti con Paesi come il Mozambico e il Sudafrica (per non dire della Palestina, che peró non è un paese africano). Inoltre non sono in molti a sapere che Reggio è frequentata da esponenti legati al governo libico legittimo, che attualmente ha dovuto lasciare Tripoli, occupata dagli islamisti, per Tobruk.
A Reggio inoltre non manca la presenza di dirigenti politici ghanesi. 
I due marocchini di 53 e di 61 anni, entrambi com passaporti francesi rivelatisi falsi, avevano preso una camera e si erano registrati al Morandi. Posate le borse, avevano lasciato quasi subito l’albergo senza rientrare per la notte. Quando il titolare si è reso conto al mattino che la camera non era stata utilizzata, ha chiamato la polizia. Il dispositivo antiterrorismo è stato attivato subito con l’evacuazione del Morandi e, si puó immaginare, con la protezione del Capo di Stato ospite, trasferito altrove.
I due fantomatici nordafricani, nel frattempo, avevano fatto perdere le loro tracce. Chi fossero, forse lo sanno soltanto i servizi di intelligence. Certo non erano lì per proteggere il Presidente africano: a questo punto non si può escludere che fossero coinvolti in un complotto, o che fossero agenti di un Paese o di una fazione ostile. È una storia, quella del 16 gennaio, ancora tutta da raccontare. 

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