Indagine Unindustria: a Reggio si vede un po’ di ripresa. In crescita ordinativi e occupazione

26/3/2014 – La nuova indagine congiunturale di Unindustria Reggio Emilia, conferma una lieve ripresa dell’economia reggiana, trainata come sempre dall’export: un dato in linea col sentiment generale che sta maturando a livello nazionale nell’apertura d’anno 2015, ma che va visto – avverte Unindustria – nella giusta dimensione: vale a dire “un miglioramento del quadro che arriva dopo una lunga fase di sofferenza e di cui si potrà valutare la reale consistenza solo nei prossimi mesi”. 
Nel trimestre ottobre – dicembre 2014 la produzione industriale ha evidenziato un lievissimo miglioramento (+0,2%) rispetto allo stesso periodo del 2013.
In recupero anche la dinamica del fatturato, che, sebbene non raggiunga i livelli di crescita registrati nel I trimestre dell’anno, cresce in termini tendenziali del 3,6%, principalmente per effetto di una crescita sui mercati esteri (+5,4%). Resta ancora debole la componente interna (+1,9%). 
 
La ripresa mostra comunque segni di stabilità e concede un cauto ottimismo: tornano in aumento gli ordinativi acquisiti nel trimestre (+2,5%), di nuovo grazie alla domanda estera (+12,5).
Buone notizie anche sul fronte occupazione, dove il segno torna positivo nella variazione tendenziale registrata (+0,7%).
Tutti gli indicatori registrati nel quarto trimestre manifestano segno positivo, come accadde solamente nel primo trimestre dell’anno, nonostante l’andamento dell’economia locale rimanga strettamente connesso agli accadimenti nazionali ed internazionali.
 
Le previsioni espresse dagli imprenditori reggiani per il trimestre in corso evidenziano un quadro di attese conservativo.
Per quanto attiene alle prospettive produttive, la prima parte del 2015 dovrebbe essere caratterizzata da un parziale moderato miglioramento grazie soprattutto alla componente estera della domanda.
Il 56,5% delle imprese intervistate pensa di mantenere stabile i propri volumi di produzione, il 37% prevede di aumentarli contro il 6,5% che, al contrario, prospetta diminuzioni.
Con riferimento agli ordini complessivi, se il 53,3% delle imprese non prevede variazioni, il 35,6% pensa di incrementarne la consistenza mentre il restante 11,1% ne pronostica una contrazione.
Relativamente agli ordini dall’estero, oltre la metà delle imprese prevede di mantenere stabili gli ordini in portafoglio, il 40% ne prevede un incremento a fronte del restante 7,5% che ne ipotizza un calo.

In linea con una congiuntura che pare in leggera ripresa, le prospettive occupazionali per i prossimi mesi si presentano in miglioramento rispetto al passato.
A fronte del 77,3% d’imprese che prevede di mantenere inalterato il numero dei propri dipendenti, il 22,7% ne prospetta un incremento.
 
“Stiamo registrando i segnali di una timida ripresa dell’attività economica, per ora sostenuta soprattutto dalle esportazioni grazie alla svalutazione dell’euro – commenta il presidente di Unindustria Mauro Severi – Per l’economia italiana il 2015 può rappresentare l’anno spartiacque. Non dobbiamo, quindi, lasciarci sfuggire le opportunità offerte dal contesto internazionale per far sì che la ripresa si consolidi. E per farlo non bastano le esportazioni. Il problema più urgente resta la debolezza della domanda interna – aggiunge – Bisogna spingere sulle riforme strutturali, riattivare i consumi e gli investimenti con politiche mirate alla crescita.
“Va dato atto al Governo di aver compiuto un cambio di passo rispetto al passato, come nel caso dell’approvazione dei primi due decreti del Jobs Act e con la riduzione dell’Irap. La direzione è quella giusta, adesso occorre continuare. E’ indispensabile mettere in atto le riforme economiche e della burocrazia delle quali si è tanto parlato, tagliare la spesa pubblica per ridurre la pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese. Il momento per agire è oggi. L’eccezionale immissione di liquidità da parte della BCE, il crollo dei prezzi del petrolio e delle materie prime, i tassi di cambio favorevoli alle esportazioni, Expo 2015 sono tutti fattori che possono favorire la ripresa. Non sprechiamo questa occasione”. 
 
 

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