Indagine sul centro storico: negozi più attraenti, ma ai reggiani AV piace lo shopping a Milano

25/3/2015 – Perché scegliere di andare in centro storico? Cosa piace e cosa invece va migliorato nell’offerta del centro?
A queste due domande cercano di dare una risposta le indagini effettuate nel corso del 2013 e del 2014 nell’ambito del Progetto di valorizzazione e gestione condivisa del Centro storico di Reggio Emilia, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.
Tra i tanti risultati alcuni danno un’idea del lavoro che è stato svolto: migliora infatti la percezione sulla qualità della vita e sulla facilità di accesso al centro. Restano invece invariati i giudizi sui parcheggi, il trasporto pubblico e l’ambiente urbano.
Le risposte arrivano dagli operatori e dai frequentatori, “intervistati” dai Centri di assistenza tecnica di Confesercenti e Confcommercio.

Il quadro completo dei risultati sarà presentato domanj  26 marzo, alle 15.30 nella sala conferenze di palazzo Renata Fonte (ex tribunale) nel corso di un incontro pubblico.
“Un dato positivo – riferisce una nota  del Comune – è quello relativo all’attrattiva dei negozi. Si viene in centro principalmente per due ragioni: tempo libero e acquisti, quest’ultimo dato passa dal 24 al 34%.
Restano invece pressoché invariati i dati sull’evasione. Si va in altri centri a fare spesa: la scelta cade su città come Bologna, Modena, ma anche Milano. Parma, in testa in questa classifica, perde però 8 punti percentuali, con Milano che invece cresce: l’alta velocità probabilmente influisce su questo dato.
Interessanti sono anche i dati che emergono dai flussi pedonali registrati nell’arco di tutto il 2014 attraverso i sistemi di rilevazione collocati sulle tre arterie della città: via Farini, via Emilia Santo Stefano e via Emilia San Pietro”.

“La lettura di questi dati ci conforta rispetto alla scelta fatta di una gestione condivisa delle politiche sul centro storico – commenta l’assessore Natalia Maramotti – oggi ci accingiamo a fare un passo ulteriore nella governance del centro, e abbiamo bisogno di capire cosa gli operatori e i frequentatori pensano di ciò che viene loro offerto. Ci sono ampi margini di miglioramento, di questo siamo consapevoli, ma siamo anche convinti che quella imboccata sia la strada giusta per dare ulteriormente vita a tutto il centro”.

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