I Contratti di Fiume, uno strumento per salvaguardare ambiente e sviluppo: convegno della Bonifica a Reggio Emilia

Vale di più la salvaguardia dell’ambiente o la fruizione dell’ambiente di un ambito fluviale? I contratti di fiume possono essere la risposta? E’ l’affascinante percorso – in due tappe, venerdì 27 e sabato 28 marzo – che propone un ente intermedio ad ambiente, acque e sviluppo umano come il Consorzio di Bonifica dell’Emila Centrale. “Un fatto che sta prendendo piede a livello nazionale, all’avanguardia in Veneto – spiega Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica – e che ora proponiamo anche in Emilia mettendo a confronto i cittadini (che invitiamo) assieme a ingegneri idraulici, bonifica, esperti del territorio. Sullo sfondo l’esempio di Venezia Mestre e, anche, le associazioni che hanno dato vita a un percorso partecipato per stabilire le priorità da gestire in ambito fluviale: cosa salvaguardare, cosa rendere più fruibile, cosa è sostenibile, cosa è meno sostenibile”.
Che cosa è il Contratto di Fiume?
“È la sottoscrizione di un accordo – spiega Antonio Canovi, geostorico – che permette di ‘adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale’ (definizione del 2° World Water Forum). Le risorse paesistico-ambientali sono valorizzate da molteplici settori. In questo modo possiamo costruire ‘dal basso’ il passaggio da politiche settoriali di mitigazione del pericolo idraulico e inquinologico a politiche integrate di rigenerazione ecologica, di fruizione sociale e paesistica del sistema fluviale. I Contratti di Fiume consentono di attivare positivamente gli attori locali”.
Ed ecco che venerdì 27 marzo, alle ore 17.00, presso la sede del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, corso Garibaldi, 42, a Reggio Emilia si terrà l’incontro “Paesaggi delle acque interne – I Contratti di Fiume e l’esperienza del Marzenego”.
Dopo i saluti di Marino Zani, presidente Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, si terrà l’introduzione di Antonio Canovi, Geostorico, Atelier del Paesaggio della Bonifica. Seguiranno quindi gli interventi di: Alessandro Pattaro, ingegnere idraulico, coordinatore tecnico del Contratto di Fiume Meolo Vallio Musestre – Metodologia e storia dei Contratti di Fiume; Mario Tonello, storiAmestre – Fare ricerca su un piccolo fiume, il Marzenego; Carlo Bendoricchio, direttore del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive – L’esperienza del Contratto di Fiume Marzenego. Le conclusioni saranno affidate a Domenico Turazza, direttore del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.
Seguirà l’inaugurazione dell’esposizione documentare “Il Marzenego oggi”, a cura di Mario Tonello e Giorgio Sarto.
Per sabato 28 marzo, alle ore 10.00 è in programma la geoesplorazione a Boretto, nel Paesaggio della Bonifica, con gli accompagnatori Zelindo Catellani, tecnico del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale e Antonio Canovi, geostorico, Atelier del Paesaggio della Bonifica
Appuntamento quindi alle ore 10.00 per il ritrovo presso il nodo idraulico di Boretto, in via Argine Cisa, 65 per visitare il museo multimediale della Bonifica, il museo del Po e della navigazione interna (via Argine Cisa, 11, sul Po) e, della Sala consiliare di Boretto realizzata dal designer Marcello Nizzoli. È inoltre prevista la possibilità di navigazione sul Po con la motonave Padus (con ticket individuale).
Per ulteriori informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi ad Antonio Canovi al numero 339 3399916 oppure all’indirizzo e-mail [email protected]

Come nasce e si sviluppa il Contratto Fiume

Il ‘contrat de riviere’ è stato istituito per la prima volta in Francia nel 1981. L’obiettivo iniziale dell’istituzione dei contratti è quello di lottare contro il degrado della qualità delle acque e, al tempo stesso, di trovare un rimedio all’incuria dei proprietari rivieraschi che avevano smesso di mantenere le rive. Dal primo contratto di fiume sottoscritto nel 1983 (La Thur) sono poi stati promossi circa 15 contratti, che coprono più del 10% del territorio nazionale. In Lombardia la L.R. 26/2003 prevede espressamente il Contratto di Fiume e il Contratto di Lago come strumenti di programmazione negoziata per la promozione della ‘concertazione e l’integrazione delle politiche a livello di bacino e sottobacino idrografico, con la partecipazione dei soggetti pubblici e privati, per la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche e degli ambienti connessi e la salvaguardia del rischio .

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