Grissin Bon, domenica prova del nove al PalaBigi

PALLACANESTRO REGGIANA, INTERVISTA AD AMEDEO DELLA VALLE

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Reduce dalla batosta subita dall’Armani Milano la Grissin Bon prepara la riscossa nel match con Avellino. Amedeo Della Valle ci crede: “La sfida con la Sidigas sarà decisa dalla cattiveria che verrà messa sul parquet. Siamo delusi, ma non molliamo perché siamo ancora terzi in classifica e abbiamo lavorato duro in settimana per riscattarci. Non ci sentiamo condizionati psicologicamente e personalmente sono soddisfatto perché quest’anno sono migliorato come giocatore, ma voglio crescere ancora sotto l’aspetto fisico”.

di Carlo Codazzi

Dopo la disfatta patita contro l’EA7 Armani e la delusione di Coppa Italia è l’ora del riscatto per la Grissin Bon. I biancorossi affrontano al PalaBigi la Sidigas Avellino (domenica 8 alle ore 18,15) e non possono fallire altrimenti si spalancherebbe il baratro della crisi sotto i loro piedi. Amedeo Della Valle, uno dei pochi a salvarsi (15 p. per lui) nella waterloo milanese del team di coach Menetti, ne è pienamente cosciente: <Diciamo subito che quella con Avellino sarà una gara fondamentale per tutte e due le formazioni – spiega Amedeo – perché non stiamo attraversando un bel momento né noi né loro.  Credo che la gara sarà decisa dalla voglia di vincere, dalla cattiveria e dalla fame che le due contendenti metteranno sul parquet. Chi ne metterà di più prenderà i 2 punti>. Assieme a Della Valle analizziamo il momento no della Pallacanestro Reggiana e la sua avventura in biancorosso.

Amedeo, ci descriva il clima dello spogliatoio della Grissin Bon dopo le sconfitte di Coppa Italia e di Milano: siete delusi o arrabbiati?

<Chiaramente siamo più delusi che arrabbiati perché i 50 punti di scarto subiti dall’Armani sono pesanti da digerire, ma dobbiamo metterli alle nostre spalle. Se ce li portiamo dietro diventano un fardello insostenibile e diventa molto difficile riscattarsi. Ovviamente, abbiamo sostenuto allenamenti molto duri questa settimana, ma purtroppo non siamo stati al completo nelle sedute. E’ tutto l’anno che manca sempre qualcuno quando ci si allena e ciò rappresenta una maledizione, una sfortuna che ci ha sempre perseguitati. Nonostante questo siamo ancora lì, al terzo posto, e non molliamo. Stiamo cercando di ritrovare i giusti equilibri>.

Nella debacle meneghina le assenze di Cervi e Diener hanno pesato mentalmente sulla squadra? Non è che, inconsciamente, vi siete detti che era meglio concentrarsi sul match successivo considerando la partita con l’Armani persa in partenza?

<A mio avviso no. Non penso che le assenze citate ci abbiano condizionati mentalmente perché siamo abituati a non essere al completo. Direi che non ci si è pensato più di tanto. E’ stato decisivo l’approccio sbagliato alla partita e il nostro atteggiamento ha acceso Milano che ha preso il ritmo e non ha sbagliato nulla. Semplicemente loro sono stati più bravi>.

In 40 anni di storia questa è la prima stagione in cui la Pallacanestro Reggiana pensa davvero in grande. Avvertite questa responsabilità? Vi pesa a livello psicologico?

<No, assolutamente! Non ci pesa il fatto che ci siano importanti aspettative nei nostri confronti. Le responsabilità ci devono essere e conosciamo bene gli obiettivi della società: chiudere la regular season nei primi 4 posti. Siamo terzi per ora e dobbiamo lottare per fare anche meglio di quanto fatto fin ad oggi. Sogniamo l’Eurolega, ma non è facile raggiungerla. Sappiamo che dobbiamo lavorare duro e che ognuno deve cercare di dare il proprio massimo contributo. Ci sta perdere una gara, ma non perdere come successo domenica scorsa a Milano senza avere mostrato l’atteggiamento giusto>.

Lei è a Reggio Emilia da circa un anno. Può tracciare un bilancio personale della sua esperienza in biancorosso?

<Certo. Sono molto contento della mia annata attuale in generale e lo sono meno per la stagione passata, ma mi è servita di lezione.  Se avessi giocato con regolarità anche nella scorsa stagione ora sarei più rilassato, ma non avrei  quella “cattiveria” che mi ha fatto lottare duramente per guadagnarmi il posto in squadra>.

In quali aspetti ritiene di essere migliorato nel corso di questa stagione in cui è diventato una pedina fondamentale della Grissin Bon e in quali pensa di dover ancora migliorare?

<Sicuramente devo lavorare parecchio sull’aspetto fisico. Occorre essere molto solidi fisicamente per poter contribuire al raggiungimento degli obiettivi che si è prefissati il club. Devo migliorare per essere fisicamente adatto a competere, ad esempio, con i giganti di Sassari, della Reyer e di Milano. Proprio per questo sto svolgendo un lavoro specifico, extra, con il nostro preparatore atletico da due settimane a questa parte. La Coppa Italia mi ha dato un messaggio sugli aspetti in cui devo crescere. In generale, comunque, ritengo di essere migliorato. Al rientro dall’esperienza negli Usa ero soltanto un tiratore, mentre adesso sono più completo perchè porto palla, faccio il play a tratti,difendo, gioco per la squadra>.

Per evitare l’incrocio con Milano nell’eventuale semifinale play off converrebbe alla Grissin Bon classificarsi nelle prime 3 posizioni al termine della stagione regolare. In considerazione di ciò, tra Sassari, Venezia, Brindisi e, appunto, Reggio Emilia, se fosse un bookmaker quali quote assegnerebbe alle squadre citate per designare la seconda finalista che, in teoria, sfiderebbe nell’ultimo atto del campionato l’EA7?

<Trovo sbagliato fare calcoli adesso. La favorita ora è Sassari che ha dimostrato più volte di meritare di essere considerata tale. Sassari ha battuto la favorita di stagione iniziale, l’EA7 Armani Milano, sia in Supercoppa che in  Coppa Italia e questo dice molto anche se si è trattato di gare secche>.

Torniamo al delicato match di domenica prossima con la Sidigas. A suo parere quali sono i punti forti e quali i deboli di Avellino?

<Avellino è un’ottima squadra che può schierare giocatori forti quali Harper, Banks, Anosike. Sono giocatori importanti che non sono riusciti ad esprimere pienamente e con costanza il  proprio talento che noi dobbiamo limitare e contenere ancora una volta. Il loro limite è il non riuscire ad esprimersi in proporzione alle grandi qualità di cui sono in possesso>.

Amedeo, chiudiamo la piacevole “chiacchierata” con lei accennando all’argomento “scottante” del nuovo palasport. A suo avviso vederla giocare con la Pallacanestro Reggiana, il prossimo anno, in un palazzetto esaurito con 5000 persone sugli spalti, magari in Eurolega, è un miraggio o una possibilità?

<Spero proprio che sia una possibilità e spero anche che il progetto del nuovo palasport, o dell’ampliamento dell’attuale, si realizzi quanto prima perché ho firmato con Reggio a lungo termine e per me giocare in biancorosso in un impianto dalla grande capienza sarebbe davvero una gioia e rappresenterebbe un passo avanti importante per le ambizioni mie e del club>.

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