Galeotta fu la foto del sindaco su Facebook. Figli e figliastri in consiglio: Bellentani chiama a rispondere la Caselli

30/3/2015 – Oggi, lunedì 30,  il consigliere capogruppo della Lista Magenta Cesare Bellentani presenta un’interpellanza (già a calendario) per avere chiarimenti sul comportamento della Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Emilia,  Emanuela Caselli a proposito dell’uso di macchine fotografiche e videocamere (cellulari compresi) in Sala del Tricolore. 
“La Presidente – chiarisce Bellentani –  ha in più di un’occasione bacchettato i presenti sul fatto che esiste questa regola: nessuna fotografia può essere scattata all’interno del Consiglio Comunale, regola posta a tutela della dignità del Consiglio Comunale stesso e di tutti i suoi membri, senza la sua autorizzazione”.
Ma evidentemente la regola, peraltro non stabilita nè approvsta per iscritto dall’organo sovrano, che è il consiglio comunale, non vale per tutti. 
“Nel Consiglio Comunale di lunedì 16 marzo l’opposizione scelse di abbandonare l’aula in maniera compatta, per protestare contro quello che era ritenuto un sopruso da parte della maggioranza, ovvero l’aver negato l’urgenza a discutere richieste precise formulate da me – spiega Vellentani – circa operazioni (ancora tutte da chiarire) sull’affaire parcheggio ex Caserma Zucchi.
Il primo cittadino di Reggio, Dr. Luca Vecchi, che sedeva proprio davanti alla Presidente, ha scattato una foto in cui si vedono i banchi dell’opposizione vuoti, e questa è stata dal Sindaco utilizzata in un post su Facebook per screditare l’opposizione. Per la precisione scriveva queste parole: “L’opposizione che lascia l’aula certifica la propria incapacità di essere credibile alternativa.Peggio x loro. #‎comunere  . Una cosa simile mai vista in dieci anni. Pessima pagina ….”
Da qui l’interpellanza: Bellentani chiede alla Caselli se  le fosse stato preventivamente richiesto dal Sindaco di procedere a tale scatto fotografico, così come all’utilizzo conseguente fatto di tale immagine,”  ivi compresa la didascalia denigratoria delle opposizioni, che esercitavano un loro diritto democratico, ovvero se non fosse viceversa stata modificata la regola citata in premessa. E’ stata davvero una pessima pagina, ma non di certo redatta dalle opposizioni”. 
C’è da augurarsi che non resti in ombra il problema di legittimità della disposizione della Presidente Caselli, che pare discenda da un parere o da una circolare del Ministero degli Interni. La questione si pone certamente per i diritti della stampa che, come recita l’articolo 21 della Costituzione, non può essere sottoposta nè ad autorizzazioni nè a censure. E’ legittimo che la Caselli imponga un’autorizzazione anche per foto e video di giornalisti e fotoreporter? Un approfondimento sarebbe quanto mai opportuno.Ma viene da dire che bisognerebbe leggere la Carta Fondamentale, prima di consegnarla agli studenti in solenni cerimonie. 
(p.l.g.) 

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