“Fai opposizione? Ti metto dentro”. La sentenza del Riesame su Pagliani solleva una questione scottante

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25/3/2015 – La “grande soddisfazione di Forza Italia” per le motivazioni della scarcerazione dell’avvocato Pagliani Forza Italia, è stata espressa oggi dal coordinatore regionale  di Forza Italia, il deputato Massimo Palmizio. Il quale lancia una stoccat, senza citarli, ai dirigenti azzurri che avevano liquidato la vicenda di Pagliani con un “chi sbaglia paga”. “Chi ha avuto perplessità o dubbi sui comportamenti di Pagliani ora dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa”. Trasparente il riferimento alle dichiarazioni rese alla Dda da Fabio Filippi, e riportate a suo tempo dal Carlino Reggio. 

“Sono confermate le nostre previsioni e teorie: la ‘ndrangheta cerca di infiltrarsi tra chi governa, non tra chi fa opposizione”, scrive Palmizio in una nota. 
“La stroncatura dei Giudici è netta e oltre alla totale mancanza di elementi per procedere all’arresto del nostro Capogruppo in Comune a Reggio Emilia – aggiunge – è importante il riconoscimento della sua attività politica svolta con coerenza e capacità nell’interesse dei cittadini e non certo della criminalità organizzata “aggiunge Palmizio”. 
“Credo che chi ha avuto perplessità o dubbi sui comportamenti di Pagliani dovrebbe vergognarsi e scusarsi” conclude il coordinatore regionale di Forza Italia.

25/3/2015 – Dopo che il Tribunale del Riesame ha completamente smontato le accuse nei confronti di Giuseppe Pagliani, vittima di 22 giorni di ingiusta detenzione e di un autentico linciaggio mediatico,  il coordinatore provinciale di Forza Italia Gianluca Nicolini solleva in una nota diffusa oggi una questione cruciale, che in effetti emerge dalle motivazioni della sentenza di Bologna. L’avvocato di Arceto, capogruppo di Forza Italia in comune a Reggio e in Provincia di fatto ha subito l’arresto a causa della sua legittima opposizione politica all’ex
presidente della Provincia Sonia Masini (che deve ancora rispondere sullo scandalo Global Service). 
Afferma fra l’altro Nicolini: “Ci si domanda come sia 
possibile, per una democrazia moderna, trattenere in carcere per 22 giorni un esponente dell’opposizione rinfacciandogli di aver svolto il proprio compito di contrasto democratico all’azione di governo dell’allora 
presidente della Provincia”. Nulla invece è accaduto “all’ ex sindaco Delrio, oggi sottosegretario del governo Renzi, che  

accompagnò in prefettura tre esponenti politici di riferimento della comunità cutrese, per parlare delle interdittive antimafia”. 
(Sotto l’intervento integrale del coordinatore azzurro)

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Intanto ha diffuso una dichiarazione il senatore  Franco Gasparri, di Forza Italia: “Pagliani – afferma fra l’altro Gasparri – è stato vittima di attacchi inauditi e di provvedimenti sbagliati: lo dicono con chiarezza i magistrati”. 
“Ho letto con gioia le motivazioni della decisione della magistratura con
cui è stato annullato l’arresto dell’avvocato Giuseppe Pagliani – dichiara  l’esponente azzurro – Si entra nel merito della vicenda e si stroncano accuse che a tanti erano apparse prive di fondamento”.
“Un conto – aggiunge – è la legittima battaglia politica per la libertà di impresa contro lo strapotere di ben note centrali di cooperative rosse, altro è il malaffare. Pagliani è stato vittima di attacchi inauditi e
di provvedimenti sbagliati. Lo dicono con chiarezza i magistrati. E sono
certo che l’iter ulteriore gli darà soddisfazioni ancora più ampie”.
“Penso che si debbano vergognare i soliti diffamatori di professione che soprattutto sul Web avevano versato veleno e bugie di cui risponderanno nelle sedi opportune – conclude Gasparri –  E sono certo che Pagliani con la sua azione politica dimostrerà ancor di più la correttezza del suo comportamento”.

ARRESTATO PER AVER CONTRASTATO POLITICAMENTE LA MASINI: COM’È POSSIBILE TUTTO QUESTO?

di Gianluca Nicolini*

25/3/2014 – Il 19 febbraio scorso, salutando positivamente la scarcerazione dell’avv.to Giuseppe Pagliani, espressi la mia soddisfazione per gli sviluppi di una vicenda che aveva travolto assieme al nostro consigliere provinciale e comunale a Reggio, l’intero movimento politico azzurro.

Il garantismo congenito a Forza Italia, scrivevo, ci aveva ben consigliato di attendere il riesame prima di qualsiasi presa di posizione che oggi possiamo finalmente affrontare.

È dagli anni di Tangentopoli che in Italia si pratica il
perverso gioco della “caccia al politico” in un mix di indignazione e rabbia sociale dove, al tritacarne politico-mediatico, poco importa stabilire la verità dei fatti quanto più fornire al pubblico ludibrio l’onorabilità delle persone.

Leggendo le motivazioni del Tribunale della Libertà di Bologna che ha clamorosamente smentito l’ordinanza di arresto, ci si domanda come sia stato possibile tutto questo. Come sia stato possibile vedere un incensurato, stimato professionista,

amministratore civico di minoranza che non ha mai ricoperto ruoli di governo negli enti locali, venir arrestato nel cuore della notte per presunti fatti risalenti a due anni or sono e non reiterati nel tempo. Ci si domanda come sia possibile, per una democrazia moderna, trattenere in carcere per 22 giorni un esponente dell’opposizione rinfacciandogli di aver svolto il proprio compito di contrasto democratico all’azione di governo dell’allora presidente della Provincia Sonia Masini.

Ci si domanda come mai in un territorio da sempre governato dalla sinistra l’unico politico a dover subire la gogna mediatica sia un esponente di Forza Italia, quando l’ex sindaco Delrio, oggi sottosegretario del governo Renzi, ebbe modo di accompagnare in prefettura tre esponenti politici di riferimento della comunità cutrese, per parlare delle interdittive antimafia del prefetto De Miro, come da lui stesso confermato nell’ottobre 2012 alla Dda di Bologna.

Se sul piano giudiziario la vicenda che ha colpito l’avv.to Pagliani resta ancora aperta, sul piano politico la sentenza del Tribunale della Libertà deve insegnarci il valore della presunzione d’innocenza, caposaldo di un grande Paese democratico e liberale come il nostro.

Con questo rinnovo una volta ancora la mia piena fiducia e stima nelle Istituzioni preposte alla difesa del diritto e della libertà dei cittadini.

(*coordinatore provinciale di Forza Italia, Reggio Emilia) 

 

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    nell’ambito dell’inchiesta Aemilia. “Non vi sono gravi indizi a suo carico” e non ha compiuto alcun atto per favorire la consorteria. I rapporti nel maggio 2012 erano già interrotti, e Pagliani “non ha mai interloquito personalmente col Prefetto o con suoi stretti collaboratori per propugnare le richieste dei consociati”. Gli attacchi a Sonia Masini e alle cooperative “rosse” erano attività politica legittima. In definitiva, la sentenza del Riesame suona come una severa censura nei confronti della Dda

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