Esodati, storie vere di un’economia distratta: un libro che scuote le coscienze. Incontro alla Camera del Lavoro

13/3/2015 – “Esodati. Storie vere di un’economia distratta”. Questo il titolo del libro di Antonio Rinaldis, insegnante liceale di filosofia, di cui si parla sabato 14 marzo, alle ore 09,30 nel corso di un incontro dibattito, una vera e propria manifestazione politico-sindacale nel salone della Camera del Lavoro a Reggio Emilia (via Roma).
Con l’autore intervengono Vaerio Bondi (Fiom Emilia Romagna),  Michele Del Fabbro della Cisl Reggio Emilia, Luigi Tollari, Uil Modena e Reggio e Pietro Braglia, presidente del Comitato esodati di Reggio Emilia.
Un tema ancora caldo e allo stesso tempo spinoso, perché racconta dell’incapacità di questo nostro Paese di occuparsi dei propri cittadini e di una politica che non si ricorda delle persone e nega gli accordi sindacali stipulati per tutelarle.
Un tema fortemente attuale considerato che sono ancora numerose, anche nella nostra provincia, le persone per le quali non è stata trovata soluzione e che ancora oggi vivono in un limbo. Attraverso le storie raccontate nel libro si ridà volto a chi, in questa vicenda che muove le fila dall’approvazione della cosiddetta legge Fornero, del 2012, viene appellato solo per negazione.
Gli esodati sono i traditi dallo Stato, i calpestati dal ciismo di politicanti e professori ignoranti, sono eroi oscuri del nostro tempo perchè mettono  la società italiana di fronte ai propri fallimenti e alle proprie responsabilità. 
“Gli esodati sono a loro modo stranieri, perché estraniati dal mondo dell’economia a causa di una doppia distrazione. Il governo dei tecnici si è distratto e ha perso di vista le persone per inseguire improbabili risanamenti finanziari e ha distratto, sottratto, a una massa di persone diritti che erano stati conquistati nel corso di anni di lavoro –  Si legge nel libro di Rinaldis –  La protesta degli esodati, dei senza nome e dei senza volto che in questo libro hanno un nome e un volto, ci ricorda che una società umana è ben governata quando i cittadini che ne fanno parte possono realizzare pienamente le loro potenzialità e quando sia assicurata a tutti, indistintamente, la possibilità di accedere a quel bene fondamentale che si chiama felicità”.
 
 

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