Dopo il lassismo, la punizione collettiva. Iren stacca acqua calda e riscaldamento a 400 famiglie di via Turri anche se hanno pagato. È giusto?

31/3/2015 – Alla fine il nodo delle morosità è arrivato al pettine. Domani Primo aprile (e non è un pesce…) Iren staccherà acqua calda e teleriscaldamento a otto condomini di via Turri e via Paradisi che hanno accumulato negli anni un debito di due milioni di euro per bollette non pagate. Il blocco collettivo scatta per gli edifici dal civico 29 al 47 di via Turri (escluso il 37) e dal numero 6 al 16 di via Paradisi.
Si tratta in tutto di 397 famiglie, molte con bambini e anziani: una vera e propria emergenza cittadina. Una bomba sociale pronta ad esplodere,  come ha dimostrato la rabbia delle decine di persone che ieri sera hanno partecipato al sit in organizzato da Francesco Fantuzzi sotto il Municipio di Reggio Emilia, dove era in corso la seduta del consiglio comunale. 
Il problema è duplice: troppe famiglie, anche se non assistite,non sono in grado di pagare un pregresso così elevato, magari provocato da altri inquilini e al quale ha contribuito nel tempo il lassismo di Iren e dell’amministrazione comunale.
Dall’altra parte, a causa di un meccanismo infernale, mentre i proprietari si rifiutano di far fronte ai debiti di inquilini ed ex inquilini, Iren ha deciso di applicare la legge militare della decimazione: le forniture saranno staccate anche alle famiglie (e sono tante) che hanno pagato regolarmente le loro bollette. E dato che da tempo acqua calda e riscaldamento sono razionati per poche ore al giorno,  molti si sono gia attrezzati con boiler elettrici e soprattutto con bombole di gas: si torna  indietro di cinquant’anni, e non è il massimo in termini di sicurezza. 
Chi è in regola con le bollette e sarà decimato comunque, preannuncia battaglia legale: in questi casi ci sarebbe la violazione della buona fede contrattuale. 

Resta il fatto che in questi mesi solo due condomini su dieci hanno accettato il piano agevolato di rientro dal debito, che prevede rateizzazioni da dieci anni in su senza interessi. 
Il vicesindaco Matteo Sassi taglia corto: “Chi ha  bisogno di assistenza ha tutto l’appoggio dell’amministrazione – ha dichiarato alla Gazzetta di Reggio –  Ma troppo gente per anni non ha pagato volontariamente le bollette, infischiandosene di chi ha fatto i salti mortali per non restare indietro. Alcuni amministratori di condomino – denuncia il vicesindaco – non hanno facilitato la mediazione, mentre altre persone anzichè aiutare hanno fatto gli agitatori del popolo”. 

Insomma, la stretta su via Turri, che non ha precedenti, sarebbe anche una battaglia contro il malcostume. Più che giusta, se non fosse che Iren e il comune stesso, lasciando correre per anni in nome di un malinteso buonismo, hanno gettato le basi di questo imbroglio. Se è vero che i morosi non possono pretendere che sia la collettività a pagare i loro debiti, L’azienda e il Comune devono accollarsi le loro responsabilità. Uno strumento ce l’hanno: chiedano la vendita degli immobili all’incanto e installino finalmente i contatori individuali. O preferiscono una via Turri trasformata in un bivacco? 

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