Danni agli argini, il Comitato ordine pubblico autorizza lo sterminio delle nutrie

5/3/2015 – Tempi dure per le nutrie: potranno di nuovo essere ‘controllate’, ovvero uccise,  in modo da limitare i pesanti danni che questi animali dall’elevato tasso riproduttivo (14 cuccioli per femmina) e dalla bassa mortalità naturale (causata quasi unicamente da inverni con prolungati periodi sotto zero) provocano alle coltivazioni e alla tenuta idraulica degli argini. 
Ieri mattina la Provincia di Reggio Emilia, nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha ottenuto il via libera da parte del prefetto Ruberto una ordinanza-tipo con i quali i sindaci potranno dichiarare, nei rispettivi territori, l’emergenza nutrie.
“Questo permetterà di riattivare il controllo numerico della specie che in passato si è sempre praticato, ma che la Legge 116 dell’11 agosto 2014 ha bloccato escludendo le nutrie, al pari di talpe, ratti e topi, dalla fauna selvatica, consentendo a questa specie di crescere ulteriormente e di provocare ancora più danni”, spiegano il  presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, e il consigliere delegato all’Agricoltura Alessio Mammi sottolineando le “numerose segnalazioni pervenute da aziende agricole di danneggiamento alle colture e alle arginature da parte di questa specie, presente in gran numero soprattutto in prossimità delle zone umide”.

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