Crisi e falsi: in piazza a Bologna il popolo del Parmigiano Reggiano con le vacche rosse, la cottura delle forme e una galleria di mostri

4/3/2015 – Per la prima volta il popolo del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano scende in piazza “di fronte ad una crisi senza precedenti che sta facendo più danni del terremoto che tre anni fa ha fatto cadere a terra centinaia di migliaia di forme e distrutto stalle, caseifici e magazzini”.
    Sarà Coldiretti Emilia-Romagna a portare migliaia di produttori, casari, stagionatori, gastronomi e consumatori domani 5 marzo dalle 9.30 a Bologna, in piazza XX Settembre, dove sarà realizzata la “prima galleria dei nemici del Parmigiano per smascherare i falsi scovati nei diversi continenti che fanno delle due eccellenze italiane i prodotti agroalimentari made in Italy più imitati al mondo”.
    Ad evidenziare le differenze con il prodotto originale nella piazza ci saranno i casari che prepareranno le forme secondo i procedimenti antichi con caldaie di rame su fuoco di legna, ed una vera e propria stalla con vacche rosse, la storica razza reggiana da cui è nato il Parmigiano Reggiano. Sarà presentato uno studio sul mercato del Parmigiano Reggiano, “che evidenzia una storica e drammatica inversione di tendenza”. 
   
Ha annunciato la propria partecipazione anche l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli. “Anch’io  sarò  in Piazza XX Settembre a Bologna, anche in rappresentanza del presidente Stefano Bonaccini – ha dichiarato – La crisi che sta attraversando il settore è seria e il tema delle contraffazioni alimentari non può essere sottovalutato”. 
“Questa Regione ha fatto della  qualità  il punto fermo delle sue politiche in campo agroalimentare  e non da oggi-  spiega Caselli – lo dimostra il fatto che siamo la regione leader in Europa per prodotti Dop e Igp.  Tuttavia per contrastare  i falsi alimentari non serve andare in ordine sparso. Occorre un gioco di squadra tra tutte le istituzioni compresa l’Unione europea. Le trattative in corso per il Ttip , l’accordo di libero scambio Ue-Usa,  hanno al centro  proprio il riconoscimento delle nostre denominazioni d’origine protette. Sono temi importantissimi, ma anche complessi, su cui occorre l’impegno di tutti”. 

 

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