Crac Cmr, la liquidazione non riuscirà a rispettare il piano. Artigiani creditori nelle mani delle banche

2/3/2015 – Il crac della Cmr risale ormai a tre anni fa, ma le ferite a Reggiolo sono ancora aperte; anzi si sono riacutizzate con l’annunciata chiusura della storica sede e il trasferimento a Modena della società Sicrea, erede della attività Cmr e Orion, e che nei giorni scorsi ha acquisito attraverso una newco anche cantieri, strutture e attrezzature della modenese Cmc, altra cooperativa di costruzioni finita in un drammatico dissesto.
A pagarne le spese più degli altri sono fornitori e artigiani, creditori chirografari (quindi in fondo alla lista)  che infatti nei giorni scorsi sono scesi in piazza guidati da Manuel Negri, capogruppo della lista “Ricostruiamo Reggiolo”, per chiedere il saldo dei loro crediti, o almeno di vedere qualcosa. Gli artigiani non pagati devono fronteggiare l’inevitabile assalto delle banche: per loro la vita si è fatta difficile, a causa dei buchi provocati dalla Cmr nelle loro attività, e il futuro non si prospetta certo dei migliori.
Di recente la liquidatrice giudiziale della Cooperativa Muratori, dottoressa Edi Bertolini, ha inviato al Tribunale di Reggio la relazione sulla gestione per il secondo semestre 2014, e le conclusioni hanno gelato i creditori.
Al 31/12 l’attivo di sei mesi di gestione risulta di 6 milioni 734 mila euro, tuttavia il patrimonio della Cmr oggi vale molto meno di quello valutato al momento dell’approvazione del piano di liquidazione.
“La flessione dei valori di mercato degli  immobili – scrive Edi Bertolini nelle sue conclusioni  – rende difficoltoso e lento il realizzo dell’attivo… e ha fortemente deprezzato il patrimonio delle società partecipate, rispetto alle ipotesi previste dal piano concordatario, in particolare quello della Immobiliare Secchia.
È di tutta evidenza che le tempistiche di pagamento dei creditori sono strettamente collegate a quelle di realizzo del patrimonio immobiliare e delle partecipate”.
Detta in altri termini, le scadenze di pagamento dei creditori previste dal piano della liquidazione, non saranno rispettate.  E non è una buona notizia per chi è rimasto in mezzo al crac, specialmente i subappaltatori e le ditte dell’indotto che hanno vere voragini aperte con gli istituti di credito.
Inoltre è ancora aperta la la vicenda dei soci prestatori, ai quali Retecoop ha acquisito il credito contro pagamento del 50%, ma che devono ancora vedere – a tre anni dal crac – l’ultima tranche del 10%.
“Ci aspettiamo che gli iscritti al Comitato Soci Prestatori vengano rapidamente informati delle notizie salienti della relazione – ha scritto  Stefano Morselli nel forum indipendente dei Prestatori Cmr – in particolare sull’andamento delle vendite del patrimonio CMR SC (i prezzi stimati sono confermati dai fatti o si vende sotto alle previsioni?), sull’adamento delle cause in corso (ogni causa prevedeva un’entrata oppure un’uscita quindi influirà piu’ o meno significativamente sulla liquidazione dei creditori), inoltre, non di secondaria importanza, nella relazione di fare certamente capire se ci sono i presupposti per liquidare più o meno a breve, qualche somma ai creditori. Va ricordato che ad oggi non risultano ancora liquidati neppure i “privilegiati”, quindi i tempi per il primo riparto per i chirografari (tra loro figurano i soci prestatori) saranno ulteriormente dilatati”.
In proposito, il quotidiano Prima Pagina Reggio  ha intervistato Ferdinando Lorenzano, ex artigiano Cmr Edile, che lavora per la Bli, piccolo consorzio a conduzione famigliare di cui è presidente il suocero, il quale a sua volta aveva lavorato per la Cmr per più di 40 anni.
Lorenzano ha tracciato il quadro di una situazione in cui si ritrovano tante piccole imprese: “La somma che ci abbiamo rimesso (nel crac Cmr, ndr.) si aggira sui 170 mila euro, che ci devono pagare dal 2012 – ha detto  – Io spero di recuperare almeno il 60%: non ci hanno mai dato un euro, sono passati tre anni, molto dipenderà dalla curatrice fallimentare. Noi intanto abbiamo pagato tutto, materiale e persone che lavoravano per noi: è rimasto solo il debito di 80 mila euro più interessi con la banca, che lo reclama facendo pressioni sui nostri immobili; se non pagheremo, la banca farà il decreto ingiuntivo e si rifarà su di noi… Resta il fatto che nessuno ha tutelato noi piccoli artigiani: Sicrea pensa a salvare il salvabile, la banca fa il suo lavoro e noi siamo rimasti con il cerino in mano”. E non sono i soli: “Un amico di mio suocero rischia 200 mila euro, un altro consorzio più di 350 mila euro, gli autisti che mettevano i camion 500 mila… Hanno lasciato a piedi tutto un paese”.

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Una risposta a 1

  1. franco Rispondi

    02/03/2015 alle 19:44

    Purtroppo qualcuno si era illuso di pagare i creditori chirografari al 90%!

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