Tangenti “rosse”, 5 arresti alla Cpl Concordia. L’inchiesta su Ischia travolge il colosso coop: in carcere l’ex presidente Casari

30/3/2015 – Cinque dirigenti della Cpl Concordia, cooperativa leader nelle reti distribuzione gas, sono in carcere da stanotte nell’ambito di un’inchiesta della procura di Napoli per tangenti relative alla metanizzazione dei comuni dell’isola di Ischia e alla realizzazione del metanodotto sottomarino di collegamento con i feeder della terraferma. 
Dieci in tutto le persone in stato di custodia cautelare: fra queste il sindaco di Ischia del Pd, Giuseppe “Giosi” Ferrandino, il presidente storico della Cpl Concordia Alberto Casari (in pensione dal 30 gennaio) e Francesco Simone, responsabile relazioni istituzionali del colosso coop della bassa modenese.  Obbligo di dimora invece per un altro dirigente e un consulente di Cpl Concordia. 
In una delle intercettazioni agli atti dell’inchiesta sulle tangenti a Ischia, Francesco Simone chiama in causa Massimo D’Alema (che non è indagato) sottolineando la necessità di “investire negli Italiani Europei dove D’Alema sta per diventare Commissario Europeo”. Ciò perchè – si legge –
“…D’Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose”. 

D’Alema ha buone ragioni per definire uno “scandalo” la pubblicazione intercettazioni riguardanti persone estranee all’inchiesta. Dichiara di avere rapporti con Cpl Concordia, “ma  – precisa – è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere: non ho avuto alcun regalo e nessun beneficio personale”

 I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’inchiesta – coordinata dai pm Woodcock, Carrano e Loreto e condotta dai reparti speciali del Comando per la Tutela dell’Ambiente del colonnello Sergio De Caprio, il celebre Capitano Ultimo – ha preso le mosse nell’aprile 2013 ed ha portato alla luce, secondo l’accusa, un sistema di corruzione basato sulla costituzione di presunti fondi neri in Tunisia da parte della CPL Concordia con cui retribuire pubblici ufficiali al fine ottenerne i ‘favori’ nell’aggiudicazione di appalti. 

In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti insieme al sindaco di Ischia Giusi Ferrandino,  il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo CPL Concordia Francesco Simone, l’ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l’accusa ancora ‘regista’ degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della CPL distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico.
 Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della CPL è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

 “CORRUZIONE DA 330 MILA EURO” 
   La stipula fittizia di due convenzioni nell’albergo della famiglia, per un totale di 330 mila euro; l’assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia: sarebbe stato questo, secondo l’accusa, il ‘prezzo’ pagato dalla Cpl per la corruzione del sindaco di Ischia.  Secondo l’accusa Ferrandino “era diventato una sorta di factotum al soldo della Cpl”.

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