Confcoop: fatturati fermi o in calo, ma tiene l’occupazione. Allarmano dumping contrattuale e ritardi nei pagamenti

14/3/2015 – E’ ancora una volta la tenuta dell’occupazione il dato più positivo emero dall’ultima indagine congiunturale della Confcooperative.
Il 73% delle cooperative, infatti, ha mantenuto invariati i livelli occupazionali anche nell’ultimo quadrimestre 2014, e anche per i primi quattro mesi del 2015 un’analoga percentuale d’imprese non prevede variazioni. 
Contemporaneamente si è decisamente alzata (dal 9,6% del secondo quadrimestre al 15,3% del terzo quadrimestre 2014) la quota di cooperative che hanno proceduto a nuove assunzioni,  mentre si è abbassata dall’11,5% al 9,6% la percentuale di imprese che scontano problemi occupazionali. Il tutto, comunque, si riconduce ad un contenuto numero di lavoratori (39 nell’ultimo quadrimestre rispetto ai 93 del precedente) interessati da ammortizzatori sociali, e tutti riconducibili all’area del lavoro e servizi (logistica, in particolare).
Non mancano, comunque, preoccupazioni sul futuro per un sistema che nel primo quadrimestre 2015 prevede un aumento del fatturato solo nel 13,4% delle imprese (erano il 25% nell’ultimo quadrimestre 2014), mentre le previsioni di contrazione interessano un po’ tutti i settori: dall’agricoltura (fatturato in diminuzione per oltre il 30% delle imprese e in aumento per il 12%), al lavoro e servizi (previste diminuzioni dal 20% delle imprese e aumenti dal 13,3%), alle cooperative sociali, che nel 28% dei casi prevedono flessioni del volume d’affari.
“E’ evidente – sottolinea il presidente di Confcooperative, Giuseppe Alai – che per imprese fortemente legate al territorio, che offrono servizi alle persone nelle nostre comunità e ad imprese locali, la crisi del Paese, il calo delle risorse pubbliche e una domanda interna ancora in flessione non possono che avere effetti più pesanti rispetto a chi può percorrere la via dell’internazionalizzazione”. 
“La stessa tenuta dell’occupazione – prosegue Alai – è un risultato tutto da ascrivere alla responsabilità – con i conseguenti sacrifici – con la quale le imprese e i loro soci (in massima parte soci-lavoratori, specie nei settori a più alta densità di occupati) affrontano il tema del lavoro, facendone una priorità assoluta per le sue ricadute sulle persone, le famiglie e le comunità locali”.
“E’ però evidente che per sostenere e rendere perpetuabili questi risultati servono diverse misure urgenti: basta con le gare al massimo ribasso, con il dumping contrattuale, con appalti che non rispettano le tariffe minime previste dai contratti nazionali. La competizione non si può giocare fuori dalle regole, perché i risultati di un simile mercato sono soltanto lotte per la sopravvivenza giocate a danno delle imprese e dei loro soci-lavoratori”.
Dall’indagine congiunturale di Confcooperative emergono, tra l’altro, buone propensioni delle imprese per gli investimenti di breve e medio periodo, con una crescita del numero di imprese che prevedono aumenti nel primo quadrimestre 2015 rispetto ai dati del terzo quadrimestre 2014. In lieve aumento, invece (dal 19,2% al 21,1%), la quota di imprese che prevede un peggioramento della liquidità e il numero delle cooperative che sconta ritardi nei pagamenti e prevede peggioramenti, parlando di ritardo al 72,7% nel lavoro con il pubblico e al 40,2% con il privato.

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