“Bilancio consolidato Iren: un disastro annunciato”

*di Francesco Fantuzzi
14/3/2015 – Ieri è stato presentato il bilancio consolidato del gruppo alla comunità finanziaria. Anche l’abilità dialettica di Profumo, condita di scuse imbarazzanti come quella relativa alle temperature più miti degli ultimi cento anni, ha stentato di fronte all’evidenza: un disastro, annunciato ormai da tempo.
I ricavi tipici si sono infatti ridotti del 16,8%, trascinati dalla rovinosa caduta del mercato energetico, e ampliando la flessione iniziata nel 2012 (33%). Minore l’effetto sui margini lordi e netti, mentre l’utile si è ulteriormente assottigliato a 68,9 milioni di euro. L’unico settore in controtendenza è il servizio idrico, il cui margine netto è in costante incremento, in spregio alle previsioni referendarie, e ha in sostanza salvato (per ora) il conto economico del gruppo, sui continuano a pesare le potenziali minusvalenze di OLT e delle centrali Edipower.
Ma il disastro targato Delrio prende corpo quando si esamina la situazione finanziaria: l’indebitamento netto, 2.286 milioni, è infatti più elevato del corrispondente a fine 2013. Inoltre, e questo è il vero dramma, il costo degli interessi passivi, nonostante il crollo dei tassi e le emissioni di bond, è arrivato al 5,8%. Dunque, il credito bancario è sempre più caro e razionato.
Si consideri poi che le obbligazioni Iren, non dotate di rating, a differenza di quelle di Hera, sono state emesse a un tasso medio del 3,45%. Quelle di Hera (si veda allegato) a un tasso dello 0,72%.
Iren è tecnicamente insolvente da almeno due anni, e dispone di un patrimonio netto insufficiente a far fronte ai consistenti investimenti effettuati: l’ipotesi di distribuire dividendi è, dunque, pura follia.
Non intendiamo consentire a questo management che cambia ogni 12 mesi di far sparire le prove del disastro nella maxiutility del nord.

*Tavolo nomaxiutility)

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2 risposte a “Bilancio consolidato Iren: un disastro annunciato”

  1. franco Rispondi

    16/03/2015 alle 10:44

    Tanto paga Pantalone, mentre i dirigenti messi dai politici anche reggiani vengono premiati!

  2. Giorgio Cassinadri Rispondi

    21/03/2015 alle 06:13

    Bravo Francesco, non ci mollare mai.
    I bilanci dovrebbero essere resi pubblici e con essi la nomenclatura dei dirigenti con relativi compiti assegnati e soprattutto l’evidenziazione e giustificazione dei loro stipendi.
    Sarebbe anche interessante chiedere quali criteri i sindaci usano per scegliere i cosiddetti manager (altro non sono che dirigenti al teorico servizio della comunità pagante e dovremmo ricordarglielo ogni giorno) e in quale modo giustificano la quantità di dirigenti presenti all’interno della multiutility. Il caso de Sanctis è stato emblematico.
    Fatto questo la sollevazione popolare contro questo mostro monopolista sarebbe tutt’uno.

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