Un po’ di teatrino contro il bullismo: via al progetto della Provincia in quattro istituti

2/2/2015 – Performance teatrali per contrastare il bullismo. Ma serviranno a qualcosa?
Partirà nei prossimi giorni il progetto finanziato dall’Unione Province d’Italia, di concerto con il Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Provincia, capofila del progetto e vincitrice del bando UPI -in collaborazione con l’Associazione Pro.di.Gio e il Centro teatrale europeo Etoile, con quattro istituti superiori, la Lega contro i Tumori di Reggio e l’Associazione Impulso Creativo di Bagnolo- ha appena ricevuto un finanziamento di 8 mila 500 euro per sviluppare un percorso educativo e teatrale “che consenta agli studenti di trovare nella dimensione del gioco drammatico – così scrive la Provincia – un modo originale di affrontare il problema del bullismo”.

Quasi cento studenti di quattro istituti scolastici della Provincia (Galvani-Iodi di Reggio, Mario Carrara di Guastalla e Novellara, Zanelli di Reggio e Convitto nazionale Corso di Correggio), saranno coinvolti nelle attività educative e teatrali. Grazie alla presenza di psicologi scolastici di Pro.di.Gio e agli esperti teatrali di Etoile, gli studenti saranno aiutati a rappresentare la loro esperienza e la loro percezione del bullismo, analizzandolo e mettendolo in discussione. Dalla sintesi di questi singoli eventi sarà poi realizzato un unico spettacolo, che sarà poi registrato in un video multimediale da diffondere online e presso altre scuole. I migliori video finali saranno premiati da un concorso nazionale”.
“Finché il bullismo non sarà eliminato dalle nostre scuole, occorre tentare varie strade (legate al controllo e alla sorveglianza, ma anche alla cultura e all’educazione in senso ampio) per contrastare il fenomeno su tutti i fronti. L’impegno della Provincia è di continuare a garantire il supporto ai ragazzi, agli insegnanti, ai dirigenti scolastici e ai genitori per sconfiggere  uno dei comportamenti più a rischio durante l’adolescenza, che di solito è il preludio di condotte antisociali più gravi”.

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