Colpi di coda dell’emergenza: centralini degli ospedali a singhiozzo. E i marciapiedi sono un disastro

10/2/2015 – Giornata di passione per i centralini degli ospedali che – ha annunciato la direzione Ausl – funzionano a singhiozzo.
“A causa di un problema tecnico e in seguito all’abbondante nevicata dei giorni scorsi, alcuni centralini dei Distretti e degli Ospedali funzionano in modo discontinuo e le attività di ripristino potrebbero richiedere alcuni giorni.
Normalmente operative le linee del 118 e del Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia medica)”‘ l’Ausl si scusa per i disagi “indipendenti dalla nostra volontà”. Una situazione simile non si era mai verificata. 
Ma la vera emergenza oggi sono i marciapiedi della città: centinaia di chilometri di percorsi pedonali ancora invasi dalla neve, ghiacciata a causa delle gelate notturne. Solo ieri oltre settanta persono sono finite al Santa Maria nuova, contuse, lussate o fratturate a causa di rovinose cadute. E sempre ieri all’ospedale di Guastalla è morto Santo Artoni, 95 anni, che domenica era scivolato sul marciapiede ghiacciato a Gualtieri.  A cinque giorni dalla grande nevicata non si
possono più invocare come giustificazione nè l’imponenza della precipitazione ne i tagli alle finanze locali. C’è qualcosa che non funziona nel Piano neve. 

CGIL ENERGIA: “ENEL IN GINOCCHIO PER POCHI CENTIMETRI DI NEVE. SOLO L’IMPEGNO DEI LAVORATORI HA LIMITATO DISAGI ANCORA PIÙ GRAVI”

“Inutile chiamarla emergenza neve, sono caduti dai 40 ai 50 cm normalità per il periodo di Febbraio. Forse le cause vanno ricercate, se non tutte, sicuramente gran parte tra ciò che i Sindacati e i lavoratori da anni evidenziano ad un’Azienda che pensa solo ad investire all’estero e a incentivare le uscite dei lavoratori in Italia. 
Problemi di black out si sono avuti anche in passato, ma con un numero “adeguato” di personale e di mezzi idonei sul territorio si è sempre ripristinato il servizio in tempi ragionevoli. Oggi si deve “muovere” personale da varie Regioni d’Italia ed ancora ci sono cittadini al buio. 
Così non si garantisce un servizio elettrico efficiente e sicuro, forse ENEL dovrebbe chiedersi che cosa nelle sue politiche non funziona. 
Ad oggi in Azienda sono rimaste poche le persone che possono vantare anni d’esperienza e conoscenza del territorio; a fronte delle tante uscite incentivate Enel non ha provveduto con altrettante assunzioni. Questo è ancor più evidenziato quando i sistemi di telecontrollo vanno in tilt come è successo in questa circostanza. 
La mancanza di personale operativo e di tecnici specialisti, oltre ad automezzi non idonei, per ridotte capacità di carico adatti a contenere solo contatori e borsa attrezzi; oppure non consigliati per inerpicarsi su strade di montagna innevate, hanno fatto sì che gli aiuti non partissero o arrivassero in ritardo. A ciò si è aggiunta la carenza di materiale per interventi su guasti che ha prolungato in alcuni casi l’interruzione. 
Forse le assunzioni che i Sindacati rivendicano sono necessarie, magari i troppi “buchi” scoperti in reperibilità dovuti alla carenza degli organici non è più sostenibile così come già da tempo evidenziamo; forse quando chiediamo automezzi più idonei non è uno sfizio di qualche lavoratore, e se ogni giorno le cose continuano ad andare avanti anche nell’emergenza e nella diseconomia dell’Azienda senza creare disagi ai cittadini è merito di quei lavoratori che giorno e notte lavorano con coscienza e scrupolo e che in questo caso hanno anche dovuto “metterci la faccia” in prima persona di fronte ai disagi e alle tensioni con gli utenti. 
L’emergenza ha evidenziato limiti che, da tempo, come Organizzazioni sindacali chiediamo di affrontare; proponiamo pertanto ai Sindaci ed alla Regione di convocare un tavolo per analizzare la condizioni organizzative, tecniche e degli organici sul servizio elettrico nel nostro territorio”.
(Filctem Cgil Emilia Romagna) 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *