Settant’anni fa la battaglia di Fabbrico: il Pd in piazza contro Forza Nuova. E c’è in contemporanea la commemorazione della Rsi.

27/2/2015 – Domani, venerdì, ricorre il settantesimo anniversario della battaglia di Fabbrico, in cui le forze partigiane si scontrarono in campo  aperto contro i tedeschi e la milizia fascista. Non sara una ricorrenza come le altre: il Pd, attraverso il segretario provinciale Andrea Costa, ha chiamato a raccolta i sindaci della Provincia perchè intervengano a Fabbrico “contro il fascismo vecchio e nuovo”. La chiamata vuole essere una risposta alla manifestazione del 30 gennaio di Forza Nuova a Fabbrico contro l’arrivo di altri rifiugiati in un albergo del paese. 
“Invito – tutti i Comuni reggiani a partecipare a Fabbrico il 27 febbraio, perché questa sarà la nostra risposta – ha scritto il segretario del Pd e sindaco di Luzzara in una lettera inviata a tutti i primi cittadini – perché valori come quello dell’antifascismo e della libertà di cui godiamo oggi, sono patrimonio storico del nostro Partito e come tali vogliamo rivendicarli e salvaguardarli. Sarà la nostra testimonianza di solidarietà al popolo fabbricese e ai valori della Resistenza”.

Ma sempre domattina, come accade ogni anno, la battaglia di Fabbrico sarà commemorata anche dall’altra parte:  una delegazione del Centro Studi Italia e dell’Unione Combattenti della RSI sarà a Villa Ferretti in Fabbrico dalle ore 10 alle ore 12 “per rendere omaggio ai Militari Caduti nello scontro avvenuto il 26 e 27 Febbraio 1945”. 
Lo annuncia l’avvocato Luca Tadolini, storico e presidente del Centro Studi Italia, che sottolinea come l’iniziativa si svolgw “come sempre nello spirito della Riconciliazione Nazionale”. 
Sempre Tadolini, in una lettera-appello al sindaco di Fabbrico, critica chi intende usare “una battaglia fratricida per fare politica”. Il sindaco infatti, sulla falsariga di Costa, ha dichiarato che la manifestazione di quest’anno sarà una risposta politica a Forza Nuova. 

Ecco il testo della lettera diffusa da Tadoloni

“Signor Sindaco di Fabbrico,
Ho letto  che Lei dice che quest’anno il Corteo del 27 Febbraio sarà una risposta politica ad un partito politico Suo avversario.
Signor Sindaco non usi una Battaglia fratricida della Seconda Guerra Mondiale per fare politica!
Signor Sindaco non usi la violenza inaudita della Battaglia di Fabbrico del 1945 per contestare avversari politici.
Non usi il sangue versato da ragazzi molto giovani, fascisti e partigiani, uccisi a Fabbrico non solo in battaglia, ma anche dopo essere stati presi prigionieri, e che per alcuni non è mai stato restituito il corpo.
Signor Sindaco, abbia coraggio: racconti anche ai giovani che portate nel corteo tutto quello che si conosce su questa carneficina.
L’anno scorso l’istituto del Movimento Operaio e Socialista “Pietro Marani” ha pubblicato L’altra voce, con il racconto della Battaglia e delle violenze sia partigiane che fasciste. Ormai non è più revisionismo, ormai cosa accadde è stato scritto anche sulle Vostre pagine.
Signor Sindaco, dica ai suoi concittadini cosa avvenne, l’uccisione dei prigionieri fascisti prima della battaglia, i fascisti che prendono ostaggi per farsi restituire il corpo del Capitano Ianni, e racconti anche la verità di uno scontro che non fu una epopea di eroi, ma una carneficina fra Italiani.
Signor Sindaco, per il 70mo Anniversario della Battaglia di Fabbrico non porti i suoi concittadini in strada contro altri Italiani con le Bandiere della guerra civile!
Signor Sindaco, dopo 70 anni, dia un nobile segnale di Riconciliazione: chieda ai partigiani di indicare dov’è stato sepolto il Capitano Ianni perché possa essere restituito al figlio”. 

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Una risposta a 1

  1. Gianfranco Menotti Rispondi

    17/08/2015 alle 18:32

    Ah si? guerra civile fratricida? A me risulta , correggetemi se sbaglio,che i fascisti prendevano la paga,erano pagati,i partigiani erano volontari che mettevano sul piatto quello che avevano, la loro vita. I fascisti erano odiati da tutto il popolo, tanto che persino nelle loro canzoni se ne vantavano.I pietosi ,cari, poveri fascisti, ai morti della Righetta avevano infilati dei “malgas” negli occhi e i testicoli in bocca con l’ordine di lasciarli esposti sulla strada fino alla putrefazione,e persino il prete che era andato a raccoglierli era stato fermato e obbligato a scaricare di nuovo i cadaveri sulla strada.C’era la fame ?era questa la giustificazione di chi accettava di farsi macellaio del proprio popolo.

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