Scandiano, attentato per questione di soldi. Siciliano arrestato per l’incendio da “Rosy e Ciro”

24/2/2015 – Dietro all’incendio divampato poco dopo le 21,30 del 16 gennaio scorso nel magazzino del negozio di ortofrutta Rosy e Ciro di Via Mazzini a Scandiano non c’era la criminalità organizzata, ma la volontà di voler annientare un’attività commerciale da parte di un fornitore per punire, a suo modo di vedere, il commerciante campano che riteneva insolvente nei suoi confronti. Insomma, una lite per soldi sfociata in un attentato.
Così, a seguito delle indagini del Carabinieri della Tenenza di Scandiano, il sostituto procuratore Valentina Salvi ha chiesto e ottenuto dal Gip di Reggio Emilia, Angela Baraldi, l’arresto di un trentenne, A.C., residente a Caltanissetta. L’ordinanza di custodia cautelare per concorso in incendio doloso è stata eseguita l’altra mattina in Sicilia dai militari di Scandiano con il supporto dei colleghi nisseni.
Secondo le risultanze investigative l’uomo, in concorso con il padre, che è indagato in stato di libertà, ha provocato l’incendio del negozio “Rosy e Ciro”. Per agire ha reciso parte della recinzione metallica al confine della proprietà,  e dopo aver tranciato un lucchetto della porta d’ingresso del magazzino, ha cosparso i locali di liquido infiammabile incendiandoli. L’attentato ha creato pericolo per l’incolumità pubblica: le fiamme hanno distrutto l’intero magazzino e hanno interessato il cortile delle case attigue, che non sono state toccate solo grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco. Le indagini dei Carabinieri della Tenenza di Scandiano, all’indomani del grave atto incendiario, sono alla fine  arrivate ai due siciliani, padre e figlio, e all’arresto del giovane come esecutore materiale dell’attentato.

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