Reggio-Cutro, bufera su Delrio per il viaggio elettorale del 2009. L’ interrogatorio: “Portai i consiglieri calabresi dal prefetto”

di Pierluigi Ghiggini
5/2/2015 – Tempesta politica sull’ex sindaco di Reggio Graziano Del Rio, oggi sottosegretario alla presidenza del governo Renzi, dopo la pubblicazione, ieri sul Resto del Carlino, del verbale  dell’interrogatorio sostenuto il 17 ottobre 2012 come persona informata sui fatti davanti ai magistrati della procura antimafia di Bologna nell’ambito dell’inchiesta Aemilia.
Dal verbale salta fuori che Delrio nel 2011 accompagnò  tre consiglieri comunali cutresi, 2 del Pd e uno del Pdl, dal prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro, che aveva emesso una raffica di interdittive nei confronti di imprese edili
ritenute condizionabili da parte di ambienti di ndrangheta. Risulta che nella delegazione vi fossero Salvatore Scarpino, consigliere Pd ed esponente di primo piano della comunità cutrese, l’ingegner Rocco Gualtieri consigliere del Pdl, e l’ex consigliere Pd Antonio Olivo. Secondo la Dda Olivo, che non è indagato, si rivolse a artigiani vicini al clan Grande Aracri dopo che uno degli arrestati dell’operazione Aemilia
gli aveva bruciato il tetto di una palazzina in costruzione. 
Nell’interrogatorio dell’ottobre 2012, alla domanda dei pm Roberto Alfonso, Marco Mescolini e Roberto Pennisi, Delrio aveva risposto con certo imbarazzo: “Li ho accompagnati (dal prefetto De Miro, ndr) perchè questo tema delle infiltrazioni
‘ndranghetiste stava assumendo il contorno di un linciaggio mediatico della comunità cutrese in generale…”.

L’interrogatorio è comunque centrato sul viaggio elettorale di Delrio a Cutro: dal verbale si capisce che l’incontro coi
magistrati è teso. Il tono dei pm è severo, e Delrio a tratti “balbetta”. Nel suo articolo sull’Espresso, Giovanni Tizian scrive in proposito che i magistrati “non hanno perdonato” all’ex sindaco il famoso viaggio a Cutro.

Delrio spiega che nel 2009 andò “in occasione della festa del
Santo Crocifisso che è una festa molto importante. Noi abbiamo un gemellaggio con Cutro…”. I magistrati gli chiedono se sa che esiste una persona chiamata Nicolino Grande Aracri. Risponde: “So che esiste Grande Aracri, Nicola… non lo avevo realizzato”. Pennisi Chiede: “Sa che è di Cutro?”. Delrio: “No, non sapevo che fosse originario di Cutro…”. Pennisi: “Scusi, che Nicola Grande Aracri e che tutta la criminalità organizzata che proviene da Cutro oggi si ispiri a Grande Aracri penso che lo sappia anche lei se ha letto i giornali”. Delrio balbetta: “Sì, no, però ho risposto alla sua domanda… So che è collegato alla criminalità legata… cioè diciamo… anche a Cutro… ma non so se è di Cutro”.

Il verbale e rimbalzato oggi sui “giornaloni” nazionali, e il
nervosismo è palpabile. In ambienti Pd c’è chi para di imboscata politica. “Libero” di oggi dedica un’intera pagina all’affare, con richiamo in prima con titolo a effetto.
I Cinquestelle sono sparati all’attacco, e sono tornati a chiedere le dimissioni di Delrio dal governo. Soprattutto vogliono sapere per vie ufficiali i nomi dei tre consiglieri
accompagnati dall’ex sindaco all’incontro col Prefetto De Miro. 
“Dagli interrogatori della DDA al sottosegretario Delrio (non indagato) del 17 ottobre 2012, emerge tutta la sottovalutazione e approssimazione politica dell’ex sindaco di quella città nell’affrontare il cancro delle infiltrazioni mafiise Reiteriamo la nostra richiesta di sollevarlo dall’incarico di governo”.

Sempre i deputati M5S hanno presentato un’interrogazione, prima firmataria Maria Edera Spadoni dove si richiede di sollevare Delrio dal suo incarico.
“Venerdì scorso leggendo l’inchiesta di Giovanni Tizian su L’Espresso abbiamo richiesto di rimuovere Delrio dall’incarico per inadeguatezza politica -scrivono i parlamentari M5S – richiesta che reiteriamo dopo aver letto quanto pubblicato oggi sul “Resto del Carlino” dove si evince che l’ex sindaco
di Reggio dichiara ai pm antimafia di di essere andato “a Cutro per una festa. Non sapevo che il boss Grande Aracri venisse proprio da Cutro”. “Tutto ciò è inaccettabile –
proseguono i deputati – tutti a Reggio Emilia sapevano da anni che Grande Aracri era originario di quei luoghi”. Nell’articolo, che ha come fonte le carte della Procura, si fa riferimento anche ad un altro particolare ove si scrive che
Delrio “nel 2011 accompagna dal Prefetto di Reggio (che in
quel periodo stava emettendo interdittive antimafia) tre consiglieri comunali originari del piccolo comune calabrese (2 consiglieri comunali del Pd e 1 Pdl).Perchè in quel periodo vedevano nei loro confronti un “ingiusto linciaggio mediatico”, spiegano i parlamentari riprendendo l’articolo. “Anche questo politicamente è un atto molto grave di sottovalutazione e leggerezza nell’affrontare un tema così delicato. Delrio dica chi erano quei tre consiglieri comunali”. 

GIOVANNINI: MA DELRIO NON HA LETTO GLI STUDI DI CICONTE FINANZIATI DAL COMUNE?
Le reazioni non mancano neppure a Reggio: Giacomo Giovannini (ex consigliere, vicepresidente di Grande Reggio-Progetto Reggio) ricorda a Delrio gli studi di Enzo Ciconte finanziati proprio dal Comune. Il tono è sarcastico: “L’Amministrazione Delrio pagò due consulenze al Prof. Ciconte (per quasi 10 mila euro) per avere due studi sulle infiltrazioni: il nome di Grande Aracri è scritto,  come è ben scritta la sua provenienza. Delrio non li ha nemmeno letti?”. 

A sua volta, il gruppo M5S in consiglio comunale, guidato da Norberto Vaccari, definisce “agghiacciante” la deposizione di Delrio alla procura antimafia. ” Ne emerge l’immagine di una persona completamente sprovveduta e ignara di quanto gli accade intorno e inconsapevole di quanto potrebbe succedere. Proprio come il Sindaco di Brescello, Coffrini, per il quale parte del Pd chiede da tempo le dimissioni.
Visto il quadro di inadeguatezza, è evidente che occorra chiedere le dimissioni anche di Del Rio, che attualmente ricopre una carica troppo importante per essere lasciata nelle mani di chi non ha saputo capire la gravità della situazione”. 

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