Grande frana, presto riaperti i sentieri della Pietra

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17/2/2015 – I sentieri della Pietra di Bismantova saranno riaperti al più presto, questione di giorni, e resterà off limits solo la zona della via storica Pincelli Corradini, da cui si è staccata la frana di oltre 150 metri quadrati che venerdì mattina ha investito il cortile dell’eremo, travolgendo la statua di San Benedetto e l’auto di don Edoardo Cabassi, rettore del Santuario e prete esorcista.
È la la previsione del sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, dopo il sopralluogo e la riunione di ieri col Genio civile e il geologo di Unimore Alessandro Corsini, responsabile della rete di sensori che dal gennaio scorso tengono monitorata la Pietra dantesca.
Ieri con la pioggia è caduto altro pietrisco dalla zona della frana (staccatasi da un costone pochi metri sotto la sommità) mentre oggi col bel tempo si è alzato in volo un drone per fotografare la zona.
Domani altro sopralluogo e nuovo vertice in Comune, presente questa volta anche la Regione Emilia Romagna: sul tavolo la richiesta di calamità naturale. Lunedì, poi, si tireranno le fila dei controlli per decidere gli interventi di risanamento.

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La riapertura dei sentieri sicuri, comunque, è solo questione di giorni.
Un appello in questo senso arriva anche dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, tuttavia non manca di lanciare un allarme sull’entità della frana, che si aggiunge ad altri crolli recenti: bisogna “alzare la soglia delle precauzioni sia per il rischio gravissimo che si è concretizzato, sia per il luogo, assolutamente il più importante, il più rappresentativo e più frequentato.

IL PARCO NAZIONALE: RIAPRIRE LA PIETRA, ALZARE LA SOGLIA DELLE PRECAUZIONI 

“Alla luce dell’evento di grave pericolo che si è prodotto il 13 febbraio alla Pietra di Bismantova, il Parco Nazionale Appennino Tosco Emiliano sottolinea le fondamentali esigenze che si propongono in termini immediati, in funzione della conservazione, della gestione e degli usi di questa montagna, che è patrimonio nazionale.

Il crollo dalle pareti del 13 febbraio è un fatto molto serio. Non lascia le cose come prima. Impone di alzare la soglia delle precauzioni sia per l’entità del distacco e il rischio gravissimo che si è concretizzato, sia per il luogo, assolutamente il più importante, il più rappresentativo e più frequentato, sia perché segue “altri crolli” registrati nelle aree circostanti in tempi molto recenti e stretti. Questa contiguità temporale e spaziale se, di per sé, non “certifica” nulla, comunque segnala ulteriormente un dovere di approfondimento e monitoraggio più elevati e di prudenza nella gestione del rischio.

La “Pietra” deve ritornare il più presto possibile aperta e fruibile. L’obiettivo di innalzare la soglia di precauzione va misurato e valutato in relazione al valore culturale e spirituale e al valore identitario e al valore d’uso della Pietra di Bismantova, ora patrimonio del Parco Nazionale, montagna vera, abitata e frequentata da millenni. Mentre vanno circoscritte subito l’area e le modalità delle indispensabili misure di accresciuta precauzione, che non potranno essere di pochi giorni, vanno contemporaneamente sottolineate e sostenute tutte le opportunità di frequentazione e uso della Pietra di Bismantova che non sono messe in forse e in pericolo dell’accaduto.

Ragionando sulla base di queste due fondamentali esigenze il Parco Nazionale propone le ulteriori seguenti riflessioni.

Adottare l’idea e il concetto di precauzione – piuttosto che di “sicurezza”!
L’espressione “messa in sicurezza” è espressione di significato e valore relativamente alto per realizzazione di costruzioni o sistemi artificiali. Non può applicarsi alle montagne e ai pericoli di montagna in genere.
Più corretto è parlare di “precauzione” secondo il concetto codificato dal principio europeo, basata su ragionevoli e razionali “approcci di rischio”.
Giusta è stata la scelta di basarsi su questo approccio anche negli anni più recenti. Gli studi e i monitoraggi attualmente in corso vanno confermati, estesi e finalizzati, per arrivare, per quanto possibile, a fare permanentemente delle informazioni derivate, la base delle misure di precauzione e della loro gestione nel tempo.
Dal punto di vista di un ragionevole approccio di rischio di applicazione di principi di precauzione , va considerato in termini diversi il “rischio accettabile” per le attività di alpinismo ed escursionismo, da quello accettabile per attività di frequentazione civile, religiosa o genericamente di turismo e ristorazione alberghiera.

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L’accaduto deve suggerire di potenziare e moltiplicare gli sforzi (per esempio il progetto “La Bismantova e il prossimo laboratorio/scuola “Primavera a Bismantova”) per mettere in valore tutta la Pietra di Bismantova, intesa come area vasta, comprensiva della fascia agricola , dei borghi, dei dintorni, per moltiplicare gli accessi e la fruizione turistica e paesaggistica . Le valenze della Pietra di Bismantova sono molteplici. L’accaduto e la sua localizzazione – mettono in causa essenzialmente la fruizione religiosa e alpinistica. Si tratta di valenze tra le più centrali e attrattive. Dopo aver precisato e circoscritto le indispensabili misure di precauzione, è necessario attivare  in compenso congrue iniziative, in modo che tali attività e centri di interesse possano essere mantenuti vivi a Bismantova anche nel periodo, per ora di durata non prevedibile, di rimozione dei massi caduti e di definizione di regole e strumenti di precauzione nella zona del Santuario e dintorni. Tutte le altre valenze – agricole, paesaggistiche, escursionistiche, sportive, storico archeologiche, letterarie e culturali e turistiche in genere sono tutt’ora pienamente fruibili.

Per la Pietra di Bismantova si tratta di un passaggio molto delicato, ma anche importante per il futuro e le prospettive del progetto strategico di conservazione e valorizzazione connesso all’inserimento nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.
Le misure di emergenza e precauzione e le iniziative di sostegno devono tener conto delle linee strategiche già individuate e degli atti di indirizzo e programmazione già assunti e condivisi – a partire dalle delibere del Consiglio Comunale di Castelnovo ne’ Monti concertate col Parco Nazionale.
Gli approfondimenti necessari e, a maggior ragione, le iniziative di sostegno, in questa fase delicata dovranno essere condotte attraverso un ampio coinvolgimento dei diversi portatori di interesse e della cittadinanza”.
(Il Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano) 

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