Pagliani scrive al Prefetto: “Reintegratemi in consiglio comunale e in Provincia”

21/2/2015 – Giuseppe Pagliani, dopo l’annullamento dell’ordinanza di arresto della Dda e la conseguente scarcerazione avvenuta giovedì, dopo 22 giorni di detenzione a Parma, vuole tornare al più presto in consiglio comunale a Reggio Emilia e in consiglio provinciale, dove era capogruppo di Forza Italia:  è il suo diritto. 
Ieri, tramite i legali Romano Corsi e Alessandro Sivelli, ha inviato una lettera al prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto, sollecitando il reintegro nelle cariche pubbliche, dalle quali era stato sospeso in via temporanea dalla Prefettura. 
A rigor di logica, dopo che il Riesame ha annullato completamente l’ordinanza di arresto, il reintegro dovrebbe avvenire senza indugio, come senza indugio era avvenuta la sospensione. Pagliani potrebbe rientrare in Sala del Tricolore già lunedì. Con il reintegro, comunque, uscirà dal consiglio Roberta Rigon, che per subentrare a Pagliani ha dovuto dimettersi dal consiglio comunale di Fabbrico. “Sono
contentissima della sua liberazione – ha dichiarato Rigon – e sono convinta che potrà dimostrare la sua innocenza”.

Intanto Pagliani continua a ricevere centinaia di messaggi di felicitazioni e di solidarietà per l’ingiusta detenzione subita:  oltre cento solo sul suo profilo Facebook. 

20/2/2015 – Il giorno dopo la scarcerazione di Giuseppe Pagliani, si è aperto il regolamento di conti all’interno di Forza Italia di Reggio Emilia. Già profondamente diviso per le vicende delle candidature alle regionali, la vicenda di Pagliani ha scavato un solco senza precedenti, soprattutto i giudizi sommari espressi da alcuni dirigenti subito dopo l’arresto. 
Mentre il fuoco covava sotto la cenere, si è incaricata Elena Diacci, consigliere comunale a Scandiano, a dar fuoco alla miccia della polemica: “Auspico che gli autori di questi giudizi sommari oggi pubblichino le loro scuse”. Nomi Elena Diacci non ne fa, ma almeno due corrono a fil di labbra di molti: i nomi dell’ex consigliere regionale Fabio Filippi e di Roberta Rigon, subentrata provvisoriamente a Pagliani in Sala del Tricolore.

Scrive Diacci: “Esprimo la mia totale solidarietà e il mio rinnovato sostegno all’avvocato Giuseppe Pagliani. Da sua amica e collega di Forza Italia, è per me grande la gioia per
la sentenza del Tribunale del riesame con la quale è stata annullata l’ordinanza di custodia cautelare.
Appena ricevuta la notizia, congiuntamente a tanti amici, mi sono recata presso la sua abitazione ad Arceto di Scandiano”. 
E qui l’affondo: Ancora oggi resto profondamente allibita per i giudizi sommari espressi da forze politiche e da militanti di centro destra che a pochissime ore dall’arresto di Pagliani, senza sapere quali addebiti gli venivano mossi, si sono lanciati in temerari giudizi morali e politici.
Tali giudizi ingenerosi – aggiunge – per l’attività e l’impegno del già capogruppo in consiglio comunale e provinciale a Reggio, non fanno onore a chi ha sfruttato un momento di debolezza per sferrare un attacco contro Pagliani e contro quanti in Forza Italia si sono sempre riconosciuti nel suo impegno politico”. 

Conclude la consigliera di Scandiano: “Auspico che gli autori di questi giudizi sommari, oggi pubblichino le loro scuse. Se è vero che la vicenda giudiziaria è solo agli inizi, è altrettanto vero che la scarcerazione del capogruppo Pagliani da parte del Riesame alleggerisce l’impianto accusatorio
contestatogli, ristabilendo quell’onore che altri avevano smaccatamente infangato”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Nanetti di Correggio.
“Il tribunale disponendo l’immediata e totale liberazione di Pagliani ha evidenziato l’inconsistenza delle prove a suo carico – scrive l’esponente di Forza Italia di Correggio –
Oggi in molti plaudono a Pagliani libero contando che dimostri la sua innocenza, ora che ne ha la possibilità, però all’indomani del suo incredibile arresto eravamo in pochissimi a sostenerlo pubblicamente”.
” Proprio come sostengo che se un politico dell’opposizione che per l’Ndrangheta non aveva nemmeno il potere di spostare un tombino è stato incarcerato – aggiunge – allora dove dovrebbero rinchiudere politici e dirigenti cooperativi che alle imprese mafiose hanno assegnato appalti e subappalti? Invece finora stranamente neppure un indagato”.

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Una risposta a 1

  1. Nadia Rispondi

    22/02/2015 alle 10:01

    chi gioiva lo faceva perchè contento di avere messo da parte l’unico vero oppositore a questa maggioranza autoreferenziale.
    Adesso però stiano in guardia loro perchè non si sa mai.

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