Operazione Aemilia, raffica di scarcerazioni: ai domiciliari il poliziotto Mesiano, libero il fratello avvocato di Nicolino Grande Aracri

27/2/2015 – Operazione Aemilia sulla ndrangheta Reggio e nella regione: ieri raffica di scarcerazioni a seguito dell’annullamento di diverse ordinanze di custodia cautelare da parte del Tribunale del Riesame di Bologna. Clamoroso il provvedimento favorevole al poliziotto Domenico Mesiano, già autista e uomo di fiducia dell’ex Questore di Reggio Emilia, che per la Dda sarebbe stato punto di riferimento di alcuni ndranghetisti negli apparati dello Stato.Il Riesame, su istanza dell’avvocato Belli di Milano, ha annullato l’arresto per concorso in associazione mafiosa e per le intimidazioni denunciate dalla giornalista del Resto del Carlino Sabrina Pignedoli. Annullamento anche per l’aggravante mafiosa relativa al reato di accesso abusivo al sistema informatico della Questura. “Attendiamo le motivazioni – ha detto l’avvocato Belli – Ma questo è il primo passo verso l’assoluzione”. Mesiano resta ai domiciliari per il reato minore, l’accesso non autorizzato alle banche dati della polizia.
A giugno, dopo la vicenda della telefonata esponenti della comunità albanese perchè evitassero di fare campagna per l’ex assessore Corradini, candidato alle primarie del Pd, Mesiano era stato rimosso da Reggio e mandato al ministero a Roma. Poi in settembre il trasferimento a Parma. 

 Soddisfatto l’avvocato difensore che parla senza mezzi termini di «giustizia» fatta per il poliziotto. «Attendiamo le motivazioni – chiarisce l’avvocato Belli – ma si inizia fare giustizia. È il primo passo verso una completa assoluzione”. 
Il Riesame ha annullato le ordinanze anche Eugenio Sergio e Giuliano Floro Vito, difesi dall’avvocato Giuseppe Migale Ranieri, mandandoli in libertà. 

E libero è tornato l’avvocato Domenico Grande Aracri, il fratello del boss Nicolino e di Francesco Grande Aracri. Era accusato di detenzione e trasporto di materiale esplodente. A inguaiarlo anche  alcune conversazioni intercetrate della consulente bolognese  Roberta Tattini.  Come gli altri era stato arresato nell’operazione della notte del 28 gennaio. 

Nei giorni scorsi era tornato in libertà anche il costruttore Palmo Vertinelli, cutrese di Montecchio, considerato dalla Dda un braccio economico della cosca emiliana dominaa da Grande Aracri. Vertinelli era sfuggito all’arresto, e si era costituito a Bologna, accompagnato dall’avvocato Pecorella, il giorno precedente l’udienza davanti al Tribunale del Riesame. 
Ancora prima, è noto, era stato scarcerato l’avvocato Giuseppe Pagliani dopo 22 giorni di ingiusta detenzione. Pagliani parla di “errore giuridico folle” nei suoi confronti, e attende le motivazioni del Riesame per passare al contrattacco. Intanto ha ripreso il suo posto di consigliere nelle assemblee elettive, in Comune a Reggio e in Provincia, da cui era stato sospeso in via temporanea dopo l’arresto.

Difficile dare valutazioni prima di conoscere le motivazioni delle sentenze tuttavia è innegabile che questi annullamenti appaiano come un serio colpo per l’inchiesta Aemilia. 

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