Ndrangheta, nuovo arresto a Montecchio. In carcere il prestanome di Michele Pugliese

2/2/2015 – Nuova operazione contro la ndrangheta reggiana: questa volta si tratta di una propaggine dell’operazione Zarina che il 9 aprile dell’anno scorso aveva portato in carcere Caterina Tipaldi (detta “la zarina”, sino al 2011 fidanzata del boss Michele Pugliese detto “la Papera”) e altre 12 persone, con sequestri di beni e società per 13 milioni di euro. 
L’altro ieri i Carabinieri hanno prelevato e trasferito in carcere Federico Periti, 37 anni originario di Crotone ma residente a Montecchio, che si trovava già ai domiciliari. 
Periti, quale amministratore della Emiliana Trasporti Inerti sarebbe in realtà un prestanome di Michele Pugliese, esponente della cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto. Era l’amministratore nominale della Emiliana Tasporti Inerti con sede operazione a Gualtieri, società che secondo gli inquirenti sarebbe riconducibile a Michele Pugliese: le indagini presero le mosse da un esposto dell’allora presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia, Enrico Bini.
Il 9 aprile 2014  più di 250 carabinieri, con l’aiuto di unità cinofile ed elicotteri dell’Arma condussero una maxi operazione contro la ’ndrangheta culminata con l’esecuzione di una dozzina di provvedimenti di custodia cautelare emessi dal GIP del Tribunale di Bologna, che accoglieva le richieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna concorde con gli esiti investigativi dei Carabinieri reggiani e bolognesi.
Nel prosieguo giudiziario di tale attività investigativa,  i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia l’altra mattina hanno condotto  in carcere Federico PERITI, abitante a Montecchio Emilia, già ai domiciliari, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere  emessa dalla Sezione Impugnazione Cautelari del Tribunale di Bologna: Periti è accusato  dei reati di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, aggravato dalle finalità di agevolare un’associazione mafiosa. 

Contestualmente e con la medesima motivazione,  i carabinieri di Crotone a Isola di Capo Rizzuto (Crotone)  hanno tratto in arresto nuovamente anche il crotonese di 33 anni Giuseppe Ranieri, alias Zomba:  l’indagine dei militari evidenziarono che Ranieri era subentrato nelle medesime funzioni “gestionali” della cosca alla “Zarina” Caterina Tipaldi, quando per dissidi interni al sodalizio criminale fu allontanata dalle mansioni principali. 
Per entrambi è stato accolto il ricorso della Dda bolognese al fine di ripristinare la misura carceraria, in considerazione della “concreta pericolosità soggettiva”. 
 L’attività a contrasto della espansione della ‘ndrangheta in Emilia si era articolata su due indagini svolte dai Carabinieri di Reggio Emilia (Operazione “Zarina”) e Bologna (Operazione “Aurora”), condotte complessivamente dal giugno 2010 a ottobre 2012, e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia –Pubblici Ministeri  Mescolini e successivamente anche Caleca –  in un unico filone investigativo. 

A Reggio Emilia l’indagine aveva tratto origine  da una segnalazione dell’allora presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini (poi non confermato alla guida dell’Ente e oggi sindaco di Castelnovo Monti) e da un controllo dei carabinieri finalizzato a chiarire l’attività posta in essere dalla  “Autotrasporti Emiliana Inerti S.r.l. unipersonale”, con sede operativa in Gualtieri e sede legale ad Isola di Capo Rizzuto (KR), il cui amministratore unico era proprio Federico PERITI . 
La successiva attività di indagine, collegata all’indagine “PANDORA” (2009-D.D.A. di Catanzaro), faceva emergere la regia criminale di Michele Pugliese elemento di spicco delle cosche ARENA-NICOSCIA. Il boss della ‘ndrangheta, colpito da sequestro di beni nell’ambito della predetta indagine, era riuscito a intestare società ed altri valori a lui riconducibili a prestanome di sua fiducia.
 Tra gli arrestati nell’operazione dell’aprile 2014 spicca appunto Caterina TIpaldi,  un tempo legata sentimentalmente a Pugliese. Periti,  nell’aprile 2014 venne localizzato e tratto in arresto in Provincia di Pavia sempre dai carabinieri reggiani su ordinanza cautelare.
 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *