“Nicolino Grande Aracri ha fatto eleggere un sindaco nel reggiano”

11/2/2015 – Secondo i pentiti di ndrangheta, nel 2002 Nicolino Grande Aracri, il boss al centro dell’operazione Aemilia che sta disarticolando la cosca “imprenditrice” dominante nella regione, fece eleggere un sindaco del reggiano. Lo rivela Giovanni Tizian sull’Espresso online, in un nuivo articolo dedicato al “male oscuro” dell’Emilia Romagna. 

“Sono almeno sei i collaboratori di giustizia che hanno messo nero su bianco le loro accuse al sistema mafioso radicato tra Bologna e Piacenza”, scrive Tizian, riportando una frase consegnata agli inquirenti da Vincenzo Marino: “Nicolino Grande Aracri nel 2002 fece eleggere un sindaco per loro piacimento non so se proprio a Reggio Emilia città o qualche paesino, il politico era amico di Francesco Lamanna, il quale per la sua elezione inviò un’imbasciata a Cutro, dove Nicolino Grande Aracri poteva sbattere i pugni sul tavolo e dire: ragazzi votate a questo qua perché questo ci dà lavoro”. 

Luigi Bonaventura, invece, ha raccontato “di un pranzo del 2006 durante il quale i rappresentanti di alcune famiglie mafiose «si vantavano di come le rispettive cosche avessero, nel Nord Italia, importanti influenze sui partiti politici locali”. I frammenti delle sue dichiarazioni, rioortwte con evidenti omissis, non lasciano molti dubbi di che colore fossero, e di quale potenza, i referenti politici: «I Nicoscia (alleati dei Grande Aracri ndr) potevano contare, in Lombardia, su esponenti della Lega, mentre i Grande Aracri, in Emilia Romagna, disponevano di agganci… politici ancora più forti… cioè che politicamente erano… erano messi ancora meglio…».

Per i Grande Aracri, scrive Tizian “L’Emilia è un paradiso in terra”, per questo bisogna spegnere i fari della cronaca. Racconta un terzo pentito: «Si parla poco… dell’Emilia Romagna se ne parla molto poco… ormai la ‘ndrangheta preferisce lasciare i riflettori accesi su Milano e su… Reggio Calabria… nella zona del centro sta cercando di camminare ancora più sottoterra». “Come a dire, tra Modena e Piacenza l’invisibilità è il vero investimento dell’organizzazione. Un esercito fatto da imprenditori, più o meno puliti, che hanno saputo riciclarsi alla grande. Come? «Indossando il gessato»”.

Afferma il collaboratore di giustizia Antonio Cortese: «L’Emilia Romagna è stata la cassaforte ma non diciamo dei calabresi, no… è stata la cassaforte ed è la cassaforte dei cutresi… sono stati una potenza e sono una potenza…. I cutresi, Reggio Emilia, Parma non se la fanno toccare».

Prosegue l’Espresso: “Reggio Emilia, quindi, è la sede della «società formata». I pentiti infatti sono certi della presenza di una struttura ‘ndranghetista, la «società» appunto, che da Reggio domina l’Emilia e raggiunge il mantovano, il cremonese, il modenese e le province di Parma e Piacenza. Un’unica organizzazione per sei province. E c’è da crederci, se è vero, come ricorda uno degli indagati intercettati, che il clan Grande Aracri può contare su almeno 500 uomini in Calabria e 150 in Emilia. Un gruppo già numeroso al quale si aggiunge la truppa della cosca alleata, i Nicoscia, che in Emilia ha messo radici da tempo.
La forza dell’organizzazione però è soprattutto nello stuolo di complici e intermediari nati e cresciuti al Nord. Insospettabili, laureati, ben inseriti nei contesti che contano. A legarli alla squadra di don Nicolino detto “Manuzza” c’è l’osservanza religiosa verso il denaro”.
(p.l.g.)

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2 risposte a “Nicolino Grande Aracri ha fatto eleggere un sindaco nel reggiano”

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    12/02/2015 alle 14:17

    Vorrei sapere il nome del “disgraziato” che ha chiesto e ottenuto i voti della ‘ndrangheta”.
    E mi aspetto le sue dimissioni immediate.

    Alessandro Raniero Davoli

  2. Fausto Poli Rispondi

    12/02/2015 alle 15:10

    X Davoli:

    forse… ?

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