La Grissin Bon domina il Varese di Pozzecco (86-70)

QUINTA VITTORIA CONSECUTIVA DELLA GRISSIN BON CHE HA BATTUTO L’OPENJOBMETIS VARESE 86-70 DOMINANDO GLI AVVERSARI NEI PRIMI DUE QUARTI E SUBENDONE IL RITORNO NEL TERZO. NEL FINALE DI MATCH I BIANCOROSSI HANNO RIPRESO IN MANO LE REDINI DEL GIOCO CHIUDENDO CON 16 PUNTI DI VANTAGGIO. NEL DOPOGARA POZZECCO HA CONTESTATO L’ARBITRAGGIO E LAMENTATO L’ASSENZA DI DIAWARA E LE PRECARIE CONDIZIONI FISICHE DI EYENGA. CERVI TOP SCORER DI REGGIO EMILIA CON 16 PUNTI

Tiro libero di Silins

Tiro libero di Silins

TABELLINO

GRISSIN BON – OPENJOBMETIS VARESE 86-70

Parziali: (24-10, 24-24, 12-22, 26-24)

Grissin Bon:  Polonara pt 11, Cervi pt 16, Silins pt 12, Diener pt 11, Cinciarini pt 14, Della Valle pt 7, Mussini, Pechacek pt 4, Kaukenas pt 11. N.: Pini. Allenatore Menetti  Massimiliano

Note: tiri da 2 60% (21/35) – da 3 27% (8/30) – totale tiri 45% (29/65); tiri liberi 69% (20/29); rimbalzi dif. 36 – off. 13; falli f. 19 – falli s. 27; PR 9 – PP 15; stopp. f. 7 – stopp. s.1, as 17.

Openjobmetis Varese: Rautins pt 20, Daniel pt 8, Maynor pt 4, Kangur pt 6, Eyenga, Casella pt 7, Okoye pt 2, Deane pt 7, Callahan pt 14, Balanzoni pt 2. N.E.: Vescovi. Allenatore Gianmarco Pozzecco.

Note: tiri da 2 38% (14/37) – da 3 28% (9/32) – totale tiri 33% (23/69); tiri liberi 79% (15/19); rimbalzi dif. 27 – off. 11; falli f. 28 falli s. 19; PR 8 – PP 12;  stopp. f. 1 – stopp. s.7,  as 12.

Arbitri: Mazzoni, Bartoli, Morelli

Pozzecco in camicia bianca

L’allenatore Pozzecco in camicia bianca

LA GARA

La Grissin Bon ha domato la Openjobmetis guidata, in panchina, da un effervescente Pozzecco (spettacolo nello spettacolo) travolgendo gli avversari sul ritmo nel 1° tempo, per poi soffrire nella ripresa e riuscire alla fine a prevalere grazie alla padronanza di nervi che caratterizza, nei momenti clou del match, le formazioni di grossa caratura. Fondamentali,per il successo della Grissin, i rimbalzi catturati dai lunghi biancorossi sia in attacco che in difesa negli attimi in cui la gara poteva prendere l’inerzia sbagliata. Molto buone, sotto questo aspetto, le prove di Cervi , Polonara e Silins. In particolare Riccardo sta diventando sempre più un pilastro della formazione reggiana come dimostrato anche nella sfida con Varese: per “Ricky” 16 punti (miglior marcatore del match) con l’86% di realizzazione da 2 (6/7), 80% nei liberi (4/5), 12 rimbalzi (7 difensivi, 5 offensivi), 4 stoppate , 1 assist e 4 falli subiti.

La Reggiana che ha affrontato Varese pare aver preso spunto da una delle favole più famose, ovvero quella della lepre e della tartaruga. Come noto, nella favola la tartaruga sfida in una gara di corsa la super favorita lepre che già alla partenza rifila un distacco abissale alla tartaruga. Sappiamo che nella favola per la lepre un po’ facilona la sfida si è risolta con una bruciante sconfitta perché, forte dell’enorme vantaggio accumulato, si è imprudentemente addormentata in prossimità del traguardo facendosi superare e battere dalla tartaruga accorgendosi troppo tardi del sorpasso subito. Così ha fatto anche la Grissin Bon (2^ in classiffica alla vigilia della gara con 26 punti) nettamente favorita nei confronti dell’ Openjob (terz’ultima con 12 punti). La truppa biancorossa ha immediatamente staccato l’avversaria chiudendo a +14 il primo quarto (24-10), per poi accumulare 22 punti di vantaggio (42-20) a 4’ dal termine del 2°quarto, poi concluso sul 48-34 a proprio favore.

La Reggiana ha imitato la lepre e, toccato il vantaggio di oltre 20 punti, si è addormentata permettendo alla tartarughina varesina di avvicinarsi fino a un pericoloso -2 (58-56) a 23” dal termine della terza frazione. Fortunatamente per la Grissin Bon la partita non ha avuto lo stesso epilogo della favola perché la lepre biancorossa si è svegliata in tempo e nell’ultimo quarto, ritornando alla difesa a zona, complice anche la stanchezza accumulata da Varese nell’affannosa rincorsa, è riuscita a riprendere il largo chiudendo la contesa con 16 punti di margine a proprio favore (86-70). Come spiegato anche dai due tecnici in sala stampa, la chiave tattica è stata fondamentale nell’evolversi della gara che ha visto Menetti schierare i propri ragazzi a uomo in fase difensiva contro la zona adottata da Pozzecco.

Certamente, come sottolineato dal “Pozz” nel dopogara, gli infortuni hanno penalizzato l’Openjob che non poteva permettersi di regalare pedine fondamentali come Dawara, assente, Yenga e Okoye che hanno giocato solo per alcuni minuti perché non erano in grado di essere della partita. “Spettacolo nello spettacolo”, come riportato prima, il mitico “Pozz” che non ha mai smesso di agitarsi e di sbraitare davanti alla sua panchina togliendosi rapidamente la giacca per restare, come suo solito, in “maniche di camicia”. Pozzecco è riuscito a trasmettere la sua grinta a Varese che, quando pareva già “cornuto e mazziato”, ha ritrovato vigore con una zona 3-2 che metteva grande pressione sul play biancorosso di turno. Una zona 3-2 molto grintosa e attenta a non concedere tiri aperti lungo il perimetro e penetrazioni con il gioco in pick&roll.

Non sono mancati i cori di scherno della curva biancorossa verso il coach varesino tra i quali il più eclatante: “Strappati la camicia, o Pozzecco strappati la camicia” (questo a ricordare l’episodio di una gara del girone di andata in cui Gianmarco per protestare contro gli arbitri si è strappato in due la camicia che indossava. Episodio che gli è costato una squalifica), Ovviamente, Pozzecco non poteva astenersi dal litigare con i direttori di gara anche al PalaBigi come è puntualmente accaduto a 3’29” dalla sirena finale, sul punteggio di 75-65 per Reggio, quando la sua protesta è costata un tecnico a Varese facendo scendere i titoli di coda sulla partita dei suoi ragazzi. I tre liberi conseguenti al “tecnico” affibbiato a Pozzecco hanno spedito in lunetta Kaukenas che non si è fatto pregare dal realizzarli portando la Grissin Bon al + 13 (78-65) e, praticamente, alla vittoria.

Nella partita a scacchi fra i due coach ad avere la meglio è stato Menetti che, nell’ultimo quarto, ha abbandonato la difesa a uomo per passare alla 3-2 riuscendo a riacciuffare l’inerzia della gara e i 2 punti fondamentali per la corsa ai play off della Grissin Bon. Da registrare anche i 7’ disputata da Adam Pechacek con 4 punti realizzati e 2 rimbalzi catturati. Preziosa anche l’esperienza di Kaukenas, Diener e Cinciarini (spesso sostituito da Drake nel ruolo di play) nelle fasi decisive e concitate della gara. Nel felice spartito musicale biancorosso ha stonato la nota della curva che, come è purtroppo accaduto in altre occasioni, ha rivolto pesanti insulti ai supporter ospiti che, provocati, hanno reagito ricambiando di buon grado gli epiteti subiti. Speriamo che episodi simili non si ripetano più perché il basket non ha bisogno di copiare gli aspetti più beceri del calcio.

Domenica 15 la Grissin Bon cercherà di portare a casa il sesto successo consecutivo nella tana di un’affamata Pesaro agganciata da Caserta e ora fanalino di coda, insieme a quest’ultima, a quota 8 punti. Per ora Cinciarini e compagni si godono il 2° posto solitario a 28 punti, 2 in più di Venezia, 4 in più di Sassari, con la sola Armani Milano a precederla (30 punti, ma con 1 gara in meno).

INTERVISTE DOPO GARA

Max Menetti è arrivato in sala stampa con l’aria del gatto che si è appena mangiato il topo. Era indubbiamente soddisfatto per l a quinta vittoria consecutiva in campionato dei suoi ragazzi e per la conferma del secondo posto in classifica, anche se non tutto ha girato in modo perfetto come ha immediatamente sottolineato: “Avevo previsto delle difficoltà per la partita con Varese – ha subito rilevato -. Oggi abbiamo affrontato la gara col piglio giusto prendendo in mano il match e accumulando un buon vantaggio. Poi, abbiamo focalizzato troppo il loro cambio di difesa perdendo il ritmo e, a quel punto, non è stato facile riprenderlo. Il fatto di andare in difficoltà quando perdiamo il ritmo di gioco è il nostro limite, ma ci lavoreremo su e, comunque, i ragazzi sono stati bravi a ritrovarlo il ritmo in questa partita. La scorsa stagione una gara come questa l’avremmo persa”.

Il coach biancorosso ha approfondito la sua analisi sul match: “L’avvio è stato buono – ha ribadito – , ma dovremo esaminare bene i motivi che ci hanno portato a perdere il nostro focus difensivo. Questa è stata una gara tipica da play off ed è stato importantissimo conquistare i 2 punti, abbiamo dimostrato una buona maturità, ma dobbiamo ancora lavorare”. Menetti ha posto l’attenzione sul team di coach Pozzecco: “Varese ha talento e fisicità che ha sfruttato per chiudere bene le nostre bocche da fuoco. Io ho dovuto correggere l’assetto tattico e passare alla zona perché questo sistema difensivo ci dà un maggiore equilibrio, così abbiamo ritrovato corsa, una buona circolazione di palla con appoggi dentro a Ricky (Cervi ndr) e tiri da fuori di Kaukenas ritornando in linea.” Il cambio di difesa è stata la chiave della partita. Nonostante la precedente spiegazione è stato chiesto a Max se non era meglio restare “a uomo” nell’ultimo quarto piuttosto che passare a zona: ”La 3-2 ci dà equilibrio – è stato costretto a ribadire il tecnico – e ci fa spendere falli difendendo. La nostra zona 3-2 è diversa da quella varesina perché loro si accoppiano molto con cambi individuali, sono molto chiusi davanti e tengono di più le posizioni. Ci sono aspetti da correggere: per esempio, nel 3° quarto Polonara ha speso male un fallo e dopo abbiamo subito un 1 contro 1 senza commettere un fallo che andava fatto. Nella 3^ e 4^ frazione eravamo in ritardo nello “spendere” falli, in parole povere non riuscivamo nemmeno a commettere i falli. Poi, come detto, abbiamo ripreso l’assetto giusto”.

Menetti è stato chiamato a rispondere sulle individualità dei suoi:” Mussini gioca poco? Lui, Della Valle e Cincia hanno tirato la carretta quando eravamo in pochi per via degli infortuni, ad inizio stagione, e adesso qualcuno, come Mussini, ha meno minuti a disposizione e serve proprio giocare per essere brillanti in partita. Federico resta una nostra pedina importante – ha puntualizzato il coach – e sta imparando a fare il play, ruolo in cui mostra già di avere buone letture. Lavora bene in allenamento, ha grande maturità e ha capito cosa serve alla squadra. Diener segna più in trasferta? Quella che conta è la percentuale di tiro globale che, mi pare, è oltre il 40%. Stasera con Varese ha giostrato spesso da play al posto di Cinciarini e, quindi, ha lavorato per far circolare la palla. Teniamo conto, se si incontrano difficoltà al tiro che ci sono anche gli altri.” Fine chiacchierata con “focus” sulla prossima trasferta di Pesaro e sul sospirato rientro di Lavrinovic: “A Pesaro sarà dura, come sarà difficile ogni gara del girone di ritorno. Ci sono formazioni date per morte che hanno ripreso a correre vedi Caserta che pareva già spacciata e retrocessa. Lavrinovic? Siamo vicini al rientro, ma è un po’ come quando guardi l’acqua che deve bollire: non bolle mai! Aspetto Lavrinovic in palestra, ma sarò certo del suo ritorno solo quando lo vedrò allenarsi”. L’importante è che ciò che bolle nella pentola biancorossa continui a produrre punti e vittorie.

Gianmarco Pozzecco si è seduto in sala stampa con La sua espressione tipica di quando ha qualcosa che non ha digerito: ”Abbiamo pagato all’inizio di gara – ha attaccato – perché abbiamo regalato giocatori importanti del calibro di Diawara, ancora infortunato, e con Eyenga e Okoye che non erano in grado di giocare e hanno avuto basso minutaggio. Comunque, quelli che hanno giocato al loro posto lo hanno fatto con orgoglio e hanno dato belle risposte quali, ad esempio, Balanzoni e Casella. Siamo riusciti grazie all’applicazione dei ragazzi a rientrare clamorosamente in partita e, a quel punto, – ha sospirato – pensavo di riuscire a mettere la testa avanti e di mettere in crisi Reggio. Non ci siamo riusciti, pur andando vicini all’obiettivo, perchè è subentrata la stanchezza e – qui si è arrivati al tasto veramente dolente per “il Pozz” – sono subentrate le decisioni arbitrali negative per noi, soprattutto nel secondo e nell’ultimo quarto. Non credo sia possibile trovarsi, nell’ultima frazione, con un bonus già esaurito dopo soli 5 minuti con Reggio schierata a uomo e noi a zona. Qualche fallo nostro ci sarà anche stato, ma la condotta arbitrale è andata peggiorando e questo ci ha riportati molto sotto dopo essere arrivati a -2 dagli avversari.”

Gianmarco si è, così, tolto il macigno che aveva nella scarpa (la vivace discussione con gli arbitri gli è costata un tecnico nel finale). Pozzecco, dopo lo sfogo, ha proseguito l’analisi chiudendo la questione arbitrale: ”Sbaglio io, sbagliano i giocatori, può capitare che sbaglino anche i direttori di gara, ma è certo che il -16 è figlio anche dell’operato degli arbitri – ha di nuovo precisato ”punzecchiando” da par suo -. Spero di recuperare i giocatori importanti perché non siamo una squadra di prima fascia e se ci mancano anche i giocatori fondamentali diventa difficile per noi. “ Le domande si sono concentrate sul “taglio”, avvenuto in gennaio, del playmaker Dawan Robinson (ex della Pallacanestro Reggiana, protagonista della promozione in serie A conquistata dalla Pallacanestro Reggiana nel 2011/2012) sostituito da Eric Maynor: “ Sono dispiaciuto per Robinson – ha confessato Pozzecco – perché è una persona straordinaria e ha provato a risolvere i problemi che stavamo incontrando. Eric, quando le cose girano bene, è molto bravo a trovare i compagni liberi. Non ama finire l’azione e giocare per se stesso, è altruista e si mette a disposizione dei compagni. Purtroppo, nel la confusione che si è generata nella gara di oggi ha fatto fatica. Che idea mi sono fatto della Grissin Bon? E’ una squadra molto “allenabile”! Dico questo perché ha dei giocatori predisposti a faticare in allenamento, molto professionali con conoscenza del basket. Con dei ragazzi così non possono non venire i risultati. Reggio è stata molto brava, in estate, a costruire la squadra con giocatori che hanno voglia di dimostrare quanto valgono su ogni campo che non è una cosa comune a tutti. I biancorossi hanno un’asse portante formato da Della Valle, Cinciarini, Mussini e Diener invidiabile. Diener lo conosco bene per aver giocato con lui a Capo d’Orlando ed è cresciuto molto: riesce a capire la realtà in cui sta giocando e sa adeguarsi. Comprende bene che c’è differenza tra il giocare, ad esempio, contro la Virtus o andare a giocare ad Avellino. Qui in Italia, nel basket, ci sono regole non scritte – ha affermato malizioso – che vanno comprese e considerate, Drake questo lo fa. La Grissin Bon non ha una fisicità prorompente, ma soprattutto nei finali di partita, come ad esempio contro di noi e contro Cremona nel turno corso, riesce sempre a prevalere perché ha un atteggiamento perfetto nei momenti cruciali”.

Ultima domanda su come potrà fare il salto di qualità l’Openjobmetis: “Innanzitutto – ha risposto concludendo il “Pozz”- dobbiamo recuperare Diawara e gli altri, poi dobbiamo lavorare sulla mentalità della squadra”.

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