Basta rifiuti, la discarica di Poiatica chiude. Un giorno storico per la montagna

21/2/2015 – La discarica di Poiaica chiude: oggi è arrivato l’ultimo camion di rifiuti, e da questo momento Poiatica cessa di ricevere immondizia. 
La clamorosa decisione di Iren  è stata annunciata poco dopo mezzogiorno dalla Provincia. Per chi da anni si batte per la chiusura della discarica, questo è un giorno storico.

“A seguito del completamento dei volumi autorizzati con il quinto ed ultimo lotto previsto dal Piano provinciale di Gestione rifiuti (Ppgr) del 2004 – si legge nela nota della Provinca – si è concluso il conferimento di rifiuti solidi urbani presso la discarica gestita da Iren Ambiente, ricavata all’interno di una cava di argilla in comune di Carpineti e attivata nel luglio 1995.
La chiusura fa seguito alla decisione della Provincia di Reggio Emilia che, all’inizio dello scorso anno, non aveva concesso alcuna autorizzazione all’ampliamento della discarica in assenza di una programmazione regionale e, soprattutto, essendoci ancora un ampia volumetria disponibile presso la discarica di Novellara”
 
“Coerentemente agli impegni presi e grazie all’ottimo lavoro promosso in questi anni dalla Provincia insieme ai Comuni per il potenziamento della raccolta differenziata, che a livello provinciale ha superato il 63%, da lunedì 23 febbraio i rifiuti indifferenziati raccolti nei comuni reggiani, relativi al bacino di Iren spa, saranno dunque conferiti alla discarica di Novellara”, dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi.  
Indicativamente, si tratta di circa 10.000 tonnellate al mese (presumibilmente per tutto il 2015) di rifiuti solidi urbani,
in funzione dei volumi disponibili e seguendo la pianificazione provinciale.
 
” Come noto – scrive la Provincia –  alla discarica di Novellara, in questi anni, sono state gradualmente ridotte le possibilità di accogliere rifiuti speciali extraprovinciali (in larga parte derivati da rifiuti urbani) con l’obiettivo di sostituire queste quantità con i rifiuti urbani del bacino reggiano. Il passaggio da tre discariche e un inceneritore – la situazione impiantistica del 2008 – all’attuale utilizzo di una sola discarica (prima di Poiatica erano terminati i
conferimenti nella discarica di Rio Riazzone a Castellarano e, nel 2012, era stato chiuso l’inceneritore di Cavazzoli a Reggio Emilia), “è il frutto – aggiunge Manghi – della crescita della raccolta differenziata, favorita dalle politiche virtuose dei Comuni e soprattutto dall’impegno dei cittadini,  del conseguente calo del rifiuto urbano residuo inviato a smaltimento, della riduzione complessiva dei rifiuti e della graduale, ma costante, diminuzione avvenuta negli ultimi cinque anni dell’accoglimento di rifiuti di provenienza extraprovinciale”.

“Grande soddisfazione” é espressa dal sindaco di Toano Vincenzo Volpi. 
“Contiamo che da oggi si possa mettere una pietra sopra la vicenda della discarica di Poiatica”, sottolinea il primo cittadino toanese. 
“L’impianto, che è operante dal 1995, si trova, seppur in territorio di Carpineti, sull’altra sponda del fiume Secchia, a ridosso del toanese, ed è stato quindi particolarmente importante per la nostra comunità chiederne, dopo vent’anni di
attività, il superamento. Già nelle osservazioni inviate alla Provincia nel 2012 il Comune aveva richiesto che venissero avviate tutte le possibili misure per arrivare, nel minor tempo possibile, alla sua chiusura”.
 “Auspichiamo che si tratti veramente dell’ultimo atto per Poiatica  – ribadisce – e che la Regione possa accogliere in pieno e in modo definitivo la pressante richiesta in tal senso fatta, da diversi anni ormai, dagli abitanti della zona, ma non solo”.
Non si può escludere che le recenti denunce sui livelli di radioattività e i picchi di emissione di biogas abbiano contribuito alla decisione di concludere lo smaltimento a
Poiatica. 
Ora del resto l’attenzione è rivolta al risanamento dell’area: “Queste operazioni dovranno garantire che, a seguito del conferimento di cospicue quantità di rifiuti, per un periodo molto consistente di tempo, il sito sia messo in assoluta sicurezza, a tutela dell’ambiente e della salute della popolazione che vive attorno a Poiatica – aggiunge Volpi –  Non vogliamo fare allarmismi, ma riteniamo che il problema vada affrontato seriamente e  oggettivamente perché le preoccupazioni della nostra gente sono anche quelle di noiamministratori. Come Comuni e abitanti della montagna
uniamo le forze affinché per questa discarica si possa scrivere davvero la parola fine”.

ARLOTTI (LAPAM): ORA LA MONTAGNA È PIÙ BELLA
“”Un annuncio che fa più bella la montagna. L’Appennino delle imprese che mira al turismo e alla qualità delle produzioni agroalimentari può solo giovarsi da un simile annuncio. Ora anche la Regione prenda definitivamente atto della decisione della Provincia di Reggio Emilia” è il commento di Gabriele Arlotti, presidente di Lapam Confartigianato Castelnovo Monti che, in questi anni, aveva manifestato pesanti criticità riguardo alla discarica per rifiuti indifferenziati tra le più grandi d’Europa, a ridosso del Fiume Secchia e all’ingresso del Parco Nazionale dell’Appennino.
“Questo mostro – prosegue Arlotti – rimarrà comunque una ferita aperta che, finalmente, non potrà aumentare di dimensioni. L’avvento della nuova Provincia e, prima ancora, il lavoro dei Comitati, sostenuto da tante persone di buona volontà, tra cui due coraggiosi sacerdoti, le associazioni ambientaliste e alcuni amministratori è diventato una valanga inarrestabile che riconosce il merito alla gente d’Appennino di potere decidere le proprie sorti”.
“Ora – conclude il presidente di Lapam Confartigianato Castelnovo – si punti alla raccolta differenziata spinta, con sistemi porta a porta che, dai Comuni, devono essere adottati con maggiore coraggio, in modo da giungere quanto prima anche alla chiusura della discarica di Novellara. Se amministrato con scelte coraggiose – afferma Arlotti – il tema dei rifiuti può anche essere un veicolo di attività imprenditoriali volte alla tutela ambientale e delle città: e per quanto riguarda Poiatica, ora, i Comuni dell’Appennino non siano lasciati a loro stessi nel vigilare a questo mostro sepolto”.
 

Be Sociable, Share!

3 risposte a Basta rifiuti, la discarica di Poiatica chiude. Un giorno storico per la montagna

  1. Dharma Rispondi

    21/02/2015 alle 15:25

    Che non si dica, adesso, che la discarica di Poiatica è stata chiusa per merito del solito gatto morto del Pd, perché come minimo lo copro di uova marce.
    Un grazie infinito ai comitati della montagna che per anni si sono battuti per questo, in particolar modo a Lorena, Vale, Sara, Donatello, Toni, Chiara, Maria ecc… e a tutti i cittadini che ne hanno condiviso tutte le iniziative. Un ringraziamento a parte, per aver inferto il colpo mortale al mostro di Poiatica, va ad Alessandro Davoli e al ing.Chester, per aver individuato la presenza anomala di fanghi radioattivi…
    Ora sta alla Procura procedere per quantificare i danni all’ambiente e alla salute, e sopratutto per valutare i tempi per una doverosa bonifica…
    Per ultimo, non meno importante, un ringraziamento forte a tutti i giornalisti che hanno condiviso le preoccupazioni dei comitati e ai politici ( PRC e PdL) che per primi e per anni, si sono prestati a portarne avanti le istanze alla Provincia.
    Mi auguro che sia ora la magistratura reggiana a rispondere a tutti i quesiti a cui dalla Provincia nessuno è stato capace di dare risposte adeguate. Troppi misteri, troppi appalti, troppo denaro…

  2. Fausto Poli Rispondi

    21/02/2015 alle 20:26

    Manghi glissa.

  3. Nadia Rispondi

    22/02/2015 alle 09:55

    l’esperienza insegna che sotto a questa improvvisa chiusura ci sia qualcosa di poco chiaro.
    Che una volta tanto siano stati ascoltati i comitati è un’ipotesi poco credibile perchè le nostre amministrazioni si dimenticano spesso della presenza dei cittadini.
    Sono felice per la chiusura sperando che venga bonificata in modo corretto in un imminente futuro, vedremo come andrà a Novellara ma sono in attesa di sapere cosa c’è sotto a questa fretta improvvisa. Non si venga a dire che il merito è della percentuale di differenziata prodotta perchè nessuno ci crede, in giro per strada ci andiamo tutti e abbiamo gli occhi per vedere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *