“Isolate i complici che hanno fatto radicare la mafia”. Appello ai cittadini di Bibbiano

1/2/2015 – È arrivato il momento di reagire: i cittadini devono passare ad azioni concrete per arginare e isolare “politicamente, economicamente e socialmente” tutti quelli che hanno permesso il radicamento delle attività illecite. È la posizione assunte dalla lista Bibbiano Bene Comune, una delle poche voci politiche che si sono fatte sentire dopo l’operaziome Aemilia. Bibbiano è nell’epicentro dell’infezione ndranghestista penetrata in tutta la Bassa reggiana e i val d’Enza.

Ecco cosa scrive Bibbiano bene comune: “Con l’arresto di un affiliato alla ndrangheta e con la segnalazione di un tentativo di condizionamento alle elezioni comunali del 2009 a favore di un candidato di centro destra, ci siamo trovati, a Bibbiano, ancora una volta, al centro di una operazione contro la criminalità organizzata.
Se questa operazione rappresenta, per il Comune di Bibbiano e per tutta la provincia, un fatto che possiamo definire di portata storica, non dobbiamo però nemmeno essere troppo stupiti da quanto sta emergendo dall’azione della Magistratura e delle Forze dell’Ordine”.

Non bisogna stupirsi perchè ” l’insediamento e poi il radicamento della criminalità organizzata a Bibbiano e in Val d’Enza risale a tantissimo tempo fa e dagli anni ‘80 in poi, è sancito negli atti della Magistratura e riaffermato nell’audizione del Prefetto di Reggio Emilia alla Commissione Parlamentare anti-mafia nel 2010″.

“Pensiamo che gli ultimi e gravissimi fatti che hanno interessato la nostra comunità non siano una questione di immagine e onorabilità, ma l’Amministrazione e tutti noi ci dovremmo preoccupare di verificare quanti e quali siano stati gli effetti negativi sulla realtà locale e sul patrimonio di quei valori in cui la comunità bibbianese si è sempre riconosciuta”.

Da qui l’appello alla cittadinanza: “E’ arrivato il momento che i cittadini, le realtà economiche, sociali e politiche sane di Bibbiano si confrontino seriamente, concordando azioni e buone pratiche per arginare e isolare economicamente, socialmente e politicamente tutti coloro che con la promessa di facili guadagni (non solo economici)  hanno permesso l’insediamento e il radicamento di intollerabili attività illecite”.

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