Infibulazione vergogna del mondo. Manifestazioni a Reggio: domani “In coro per dire no”

18/28/2015 – A sostegno della Giornata mondiale Onu contro le mutilazioni genitali femminili il Comune di Reggio Emilia promuove un’iniziativa aperta al pubblico dal titolo ‘In coro per dire no’, che si svolgerà  giovedì 19 febbraio, dalle ore 17.30 alle 19.30, nella Sala del Tricolore (piazza Prampolini 1). Tra le altre iniziatics anche un evento che coinvolge le scuole reggiane, dove in questi mesi si sono svolte attività educative sul tema.
 
Nell’incontro ‘In coro per dire no’  il vicesindaco Matteo Sasso e le assessore Natalia Maramotti e Serena Foracchia leggeranno dei brani, coordinate da Monica Morini del Teatro dell’Orsa. La pianista Claudia Catellani accompagnerà le storie e testimonianze narrate dagli artisti del Teatro dell’Orsa, Monica Morini e Bernardino Bonzani. Lo spettacolo sarà animato dalla performance del coro gospel Power House Choir, accompagnato con le musiche del maestro Pius.
 
Mercoledì 18 febbraio inoltre è in programma un’iniziativa rivolta agli studenti, intitolata Il corpo delle donne a scuola: riflessioni sulle mutilazioni genitali femminili, che si terrà alle ore 11.30 nell’aula magna dell’Istituto Galvani-Iodi (via della Canalina 21). L’incontro è promosso dalla Rete Together e da Mondinsieme Repoters in collaborazione con Fondazione Mondinsieme. La scelta del Galvani-Iodi è legata alla presenza dell’indirizzo in servizi sociali, dove sono stati organizzati quattro laboratori, a cui si aggiungono i due tenuti al Liceo Canossa. Dopo i saluti dell’assessora Natalia Maramotti e della dirigente scolastica Maria Dall’Asta, tra gli interventi previsti sono da segnalare quello di Fiammetta Chiarini della Robert Kennedy Foundation Europe e di Giulia D’Aguanno della Fondazione Albero della Vita di Milano, insieme a quelli degli studenti coinvolti nei laboratori condotti dagli educatori della Rete Together e coordinati dalla Fondazione Mondinsieme.

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sono 140 milioni le donne e bambine che hanno subito l’infibulazione o altre mutilazioni genitali, con oltre 3 milioni di nuovi casi registrati ogni anno.
In Italia sarebbero circa 40 mila donne mutilate, di cui molte in Emilia – Romagna: il dato nazionale è più alto in Europa che conta circa 500 mila casi rilevati.
Con l’espressione “mutilazioni genitali femminili” si fa riferimento a tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni, o ad altre modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni ritenute culturali o altre ragioni comunque di carattere non terapeutico. Si rilevano vari tipi di mutilazioni genitali femminili e con diversi livelli di gravità, di cui la più radicale è comunemente chiamata infibulazione.
 
Le iniziative di informazione e sensibilizzazione vengono rivolte in particolare, oltre che a cittadini e cittadini provenienti da paesi e comunità considerati a rischio da questo punto di vista, anche agli operatori socio-sanitari del territori. A questo proposito è stata creata una rete locale di soggetti che per la propria competenza possono entrare in contatto con il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili, ci cui fanno parte l’Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova, l’Ausl, l’Ordine dei medici, l’Associazione italiana donne medico, l’associazione Nondasola, l’associazione Papa Giovanni XXIII, Amnesty international, Emergency, il Ceis, l’Unicef, la cooperativa Dimora d’Abramo, Reggio Children.  

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